Un nuovo rapporto EAO esplora gli aspetti giuridici dell’IA nel settore audiovisivo

(30 ottobre 2024)   L’Osservatorio Europeo dell’Audiovisivo (European Audiovisual Observatory, EAO) ha pubblicato, alcuni giorni fa, un corposo rapporto, di 141 pagine, intitolato “AI and the audiovisual sector: navigating the current legal landscape” che offre una panoramica completa del ruolo crescente dell’intelligenza artificiale (IA) nel settore audiovisivo.

Questo rapporto, presentato in occasione del “Lyon Classic Film Market”, esamina sia le opportunità che le sfide poste dall’IA per la creazione, la distribuzione e il consumo di contenuti.

Opportunità e rischi

Il rapporto EAO evidenzia il potenziale trasformativo dell’IA nel settore audiovisivo. L’IA può assistere nel processo creativo, automatizzare compiti, promuovere la diversità linguistica, migliorare la distribuzione dei contenuti, combattere la pirateria e rafforzare i valori democratici. 

Tuttavia, l’ascesa dell’IA, in particolare dell’IA generativa, porta anche nuove preoccupazioni come la perdita di posti di lavoro e le controversie sul copyright, che i legislatori devono affrontare.

Il documento esplora, in particolare e in dettaglio, l’impatto dell’IA sul panorama giuridico.

Ad esempio, analizza l’applicabilità della Direttiva sui servizi di media audiovisivi, che fornisce un quadro normativo per i contenuti audiovisivi garantendo diversità ed equità.

Inoltre, esamina l’impatto del regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) e della legge sull’IA, che impongono obblighi di trasparenza ai fornitori di modelli di IA generativa. Il rapporto affronta anche la questione della responsabilità per i contenuti generati dall’IA.

Un punto focale del rapporto EAO è l’impatto dell’IA sul diritto d’autore. I sistemi di IA si basano spesso su contenuti protetti da copyright per l’addestramento, il che solleva complesse questioni di proprietà intellettuale.

Il rapporto analizza il quadro giuridico per l’utilizzo di opere protette da copyright da parte dell’IA, inclusa la creazione di opere derivate. In particolare, esamina la Direttiva sul copyright nel mercato unico digitale (CDSM), che stabilisce norme sull’estrazione di testo e dati (TDM).

Gli argomenti trattati

La legislazione europea sta affrontando le complessità generate dall’intelligenza artificiale in tema di diritto d’autore nel settore audiovisivo, concentrandosi principalmente su quattro aspetti chiave: la paternità delle opere generate dall’IA, l’utilizzo di opere protette da copyright per l’addestramento dell’IA, la responsabilità per le violazioni del copyright e la trasparenza.

Uno dei principali punti controversi riguarda la paternità delle opere generate dall’IA. 

La legislazione europea, con il suo approccio antropocentrico, stabilisce che solo un essere umano può essere autore di un’opera. Questa posizione è stata confermata dai tribunali di diversi Stati membri, come la Repubblica Ceca.

Alcune proposte legislative, come quella francese, esplicitano ulteriormente che l’IA non può essere considerata autore. Analogamente, la legge sul copyright in paesi come la Spagna attribuisce la paternità esclusivamente alle persone fisiche.

Tuttavia, la protezione del copyright può essere applicata alle produzioni dell’IA se vi è un contributo creativo umano significativo. In questi casi, i tribunali valuteranno caso per caso se il contributo umano sia sufficiente a garantire la protezione del copyright. 

L’approccio europeo si differenzia da quello degli Stati Uniti, dove l’Ufficio per il Copyright è più restrittivo, considerando i prompt come semplici istruzioni e negando generalmente la protezione del copyright ai contenuti generati dall’IA.

Tuttavia, anche negli Stati Uniti, un collage artistico o una revisione umana dei contenuti dell’IA possono giustificare la protezione del copyright.

Addestramento e diritti

Un’altra sfida riguarda l’utilizzo di opere protette da copyright per l’addestramento dell’IA. 

La Direttiva sul copyright nel mercato unico digitale (CDSM) include disposizioni sull’estrazione di testo e dati (TDM), che regola l’utilizzo di opere protette da copyright per scopi di ricerca e innovazione.

L’AI Act, inoltre, impone agli operatori di fornire un riepilogo dettagliato dei dati utilizzati per l’addestramento, al fine di facilitare l’esercizio dei diritti d’autore. L’obiettivo è garantire trasparenza e consentire ai titolari dei diritti di tutelare i propri interessi.

Violazioni e responsabilità

La responsabilità per le violazioni del copyright è un altro punto cruciale. 

Le norme generali del diritto d’autore si applicano anche all’output dell’IA, il che significa che piattaforme video e altri fornitori di hosting potrebbero essere ritenuti responsabili per violazioni del diritto di comunicazione al pubblico, a condizione che abbiano un ruolo determinante nella violazione e non abbiano rispettato gli obblighi di diligenza. 

La bozza di revisione della Direttiva sulla responsabilità del prodotto include il software, ma non ancora le violazioni del copyright. La bozza di Direttiva sulla responsabilità dell’IA, pur non affrontando direttamente la responsabilità per le violazioni del copyright, mira a semplificare l’esercizio dei diritti. 

Si discute inoltre di estendere il modello di responsabilità indiretta della Corte di giustizia dell’Unione europea (CGUE) ad altri diritti d’autore, come il diritto di riproduzione, al fine di creare un sistema di responsabilità più equilibrato per i fornitori di IA.

Infine, la trasparenza è fondamentale per affrontare le sfide del copyright poste dall’IA. L’AI Act obbliga i fornitori di modelli di IA generativa a informare gli utenti che stanno interagendo con l’IA e a etichettare i contenuti generati artificialmente.

La trasparenza sui dati di addestramento, le funzionalità e l’output dei sistemi di IA è essenziale per consentire a tutte le parti interessate di prendere decisioni informate e di esercitare i propri diritti in modo efficace.

Non solo regole

Oltre alle questioni giuridiche, lo studio EAO affronta anche i dilemmi etici e le sfide sociali poste dall’IA. Ad esempio, esamina il potenziale dell’IA di distorcere la realtà e l’impatto sociale dei contenuti generati dall’IA. Il rapporto sottolinea la necessità di linee guida etiche man mano che l’IA continua ad evolversi.

Il rapporto EAO si conclude sottolineando il momento cruciale che il settore audiovisivo, e non solo, sta vivendo. Sebbene l’integrazione dell’IA nel settore offra nuove opportunità, sarà fondamentale la progressiva definizione di un quadro giuridico sempre più solido ed attento anche agli aspetti etici per garantire che l’IA venga utilizzata in modo responsabile.

Download

In definitiva, la legislazione europea si sta evolvendo per affrontare le sfide del copyright nell’era dell’IA audiovisiva. Sebbene l’efficacia di queste misure sia ancora in fase di valutazione, è chiaro che un quadro giuridico solido ed etico è fondamentale per garantire un’integrazione responsabile e benefica dell’IA nel settore audiovisivo.

Il rapporto EAO, in forma integrale, può essere liberamente scaricato a questo link: https://rm.coe.int/iris-2024-3-ia-legal-landscape/1680b1e999  (AR)

 

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