(8 ottobre 2024) Lo studio ” L’emittenza radiofonica e televisiva locale in Italia – Analisi 2024″ di Aeranti-Corallo esamina, tra l’altro, diversi aspetti relativi alle imprese radiofoniche locali in Italia. Lo fa prendendo in esame i bilanci del 2022 depositati entro il 15 gennaio 2024, stimando i numeri dell’occupazione e analizzando altri punti relativi alla situazione del settore.
Lo scenario sociale e tecnologico
Prima di entrare nel merito dello studio, è necessario premettere che le imprese radiofoniche locali in Italia, come molti altri settori, hanno subito le conseguenze sociali ed economiche della pandemia da Covid-19. Occorre, inoltre, considerare le trasformazioni tecnologiche in corso.
In particolare, le emittenti radiofoniche si trovano ad affrontare le procedure di assegnazione delle frequenze DAB+ e l’avvio delle trasmissioni digitali terrestri; un processo che comporta un eccezionale impegno tecnologico ed economico, che va ad aggiungersi all’esercizio degli altri canali di distribuzione (FM e IP) e alle innovazioni relative alle tipologie dei contenuti editoriali da realizzare.
Digitalizzazione e innovazione
Sulla base dello scenario delineato, le emittenti radiofoniche locali hanno dimostrato e stanno dimostrando una notevole capacità di innovazione. Continuando a fornire informazioni e intrattenimento durante la pandemia hanno dimostrato il loro ruolo cruciale, anche e soprattutto in un contesto di crisi, ed investendo nelle nuove tecnologie hanno espresso la volontà imprenditoriale di esser competitive nei nuovi scenari digitali.
In particolare, va ricordata la progressiva digitalizzazione del settore e le radio locali stanno trasformandosi in vere e proprie “imprese multimediali”, includendo nella propria attività editoriale anche aspetti di produzione audiovisiva, contenuti sonori in modalità podcasting ed altro ancora, al fine di garantire la loro sostenibilità economica e il loro ruolo nell’ecosistema mediatico futuro.
Le cifre dai bilanci
Innanzitutto, è bene ricordare razionalizzazione quantitativa del numero di emittenti radiofoniche locali che si è registrata in Italia,
infatti queste sono passate dalle 4.100 presenti nel 1990 a meno di 1.000 del 2024. Tutto ciò è, per lo più avvenuto, a seguito di fusioni, incorporazioni, conferimenti e cessioni di emittenti finalizzati ad un irrobustimento delle strutture di impresa e ad un ampliamento delle rispettive coperture territoriali.
Il panorama si presenta oggi piuttosto variegato dal punto di vista delle tipologie societarie: si contano 350 società di capitali (di cui 347 Srl e 3 Spa), almeno 123 società di persone (Snc e Sas) e 92 cooperative, di cui 60 a carattere commerciale e 32 comunitario.
A queste si aggiungono circa 314 soggetti comunitari (associazioni, fondazioni o cooperative senza scopo di lucro) che gestiscono 364 marchi. L’analisi dei dati di bilancio (disponibili solo per società di capitali e cooperative) mostra luci e ombre.
La società di capitali e cooperative editrici di emittenti radiofoniche locali, come rilevato dallo studio di Aeranti-Corallo (che ha raccolto ed analizzato 310 bilanci riferiti all’anno 2022 che sono stati depositati entro il 15 gennaio 2024), rappresentano un totale dei ricavi dalle vendite e dalle prestazioni delle società di capitali e cooperative, suddivisi per regioni, che ammontano a 130.495.000 euro.
La voce “Altri Ricavi e Proventi” (in base alla stessa fonte), che includono contributi pubblici e plusvalenze, vede un totale di 34.671.000 euro.
Bilanci a confronto
Se confrontiamo tali cifre con i risultati dell’edizione precedente dello stesso studio, pubblicata nel 2018 (la stessa aveva preso in considerazione i bilanci riferiti all’anno 2016, depositati entro il 22 marzo 2018), emerge che le società di capitali e cooperative registravano un totale dei “Ricavi delle Vendite e delle Prestazioni” pari a 117.481.000 euro, mentre il totale da “Altri Ricavi e Proventi” era pari a 25.782.000 euro.
Ora, considerando che nel 2018 erano stati analizzati i bilanci 2016 di 341 società di capitali e cooperative, mentre stavolta erano disponibili al 15 gennaio 2024 310 bilanci 2022 (- 9,1%), è particolarmente rilevante constatare che, in valori assoluti, i dati di bilancio riferiti alle società radiofoniche di capitale siano cresciuti dell’11% per quanto riguarda i “Ricavi delle Vendite e delle Prestazioni e del 34% per gli “Altri Ricavi e Proventi”
EBIT e MOL
Lo studio 2024 dice che 287 società su 310 (sempre con bilancio 2022 disponibile al 15 gennaio 2024) presentano un patrimonio netto positivo, ma che la maggioranza delle emittenti (211 su 310) registra un margine operativo lordo (MOL) negativo; quest’ultimo indicatore segnala una certa difficoltà di generare profitti dalla gestione caratteristica. Similmente, il risultato operativo (EBIT) risulta negativo per 241 società su 310.
Un esame geografico
L’analisi dell’andamento economico delle imprese radiofoniche locali in Italia, suddiviso per aree geografiche (Nord, Centro e Sud+Isole), evidenzia un quadro complesso e in evoluzione.
Il Nord Italia mostra una maggior concentrazione di società di capitali che gestiscono radio locali a carattere commerciale. Nel 2018 se ne contavano 128, salite a 129 nel 2024.
In quanto a utili e ricavi il trend è positivo; nel 2022, l’84,3% delle società di capitali e cooperative del Nord ha depositato il bilancio, evidenziando un tasso di trasparenza contabile elevato. Inoltre, il Nord Italia registra il maggior numero di società con patrimonio netto positivo (124 su 129) e il maggior numero di società con utile di bilancio (77 su 129), a indicare una gestione generalmente solida. I ricavi delle vendite e delle prestazioni si attestano a 67,829 milioni di euro, confermando il Nord come area economicamente più forte per il settore.
I costi del personale nel Nord Italia sono i più elevati tra le tre aree geografiche, raggiungendo i 19,599 milioni di euro nel 2022. Questo dato è coerente con la maggiore strutturazione delle imprese radiofoniche del Nord e con una probabile tendenza a impiegare un maggior numero di dipendenti.
Il Centro Italia presenta numeri equilibrati, con un numero di società di capitali che gestiscono radio locali inferiore rispetto al Nord (81 nel 2018, 77 nel 2024), ma comunque significativo.
L’andamento economico risulta essere stabile: nel 2022, il 76,3% delle società di capitali e cooperative del Centro ha depositato il bilancio. Il numero di società con patrimonio netto positivo è pari a 66 su 74, mentre quelle in utile sono 54 su 74. I ricavi delle vendite e delle prestazioni si attestano a 36,751 milioni di euro, posizionando il Centro Italia in una posizione intermedia.
I costi del personale nel Centro Italia sono contenuti, attestandosi a 10,335 milioni di euro nel 2022. Questo dato potrebbe essere indicativo di strutture aziendali più snelle nelle radio del Centro Italia.
Il Sud Italia, pur contando il maggior numero di società di capitali che gestiscono imprese radiofoniche locali (152 nel 2018, 147 nel 2024), in base ai dati sembra scontare una minore strutturazione aziendale rispetto al Nord.
Dai dati emergono criticità nell’andamento economico, ad iniziare dal fatto che qui si registra la percentuale più bassa di deposito dei bilanci tra le tre aree geografiche (55,7%). Sebbene il numero di società con patrimonio netto positivo sia elevato (97 su 107), le società con utile di bilancio sono solo 63 su 107. Questo dato, unitamente ai ricavi delle vendite e delle prestazioni che si fermano a 25,914 milioni di euro, suggerisce come le radio del Sud siano quelle che, in media, faticano maggiormente a generare profitti. I costi del personale nel Sud Italia sono i più bassi tra le tre aree geografiche, con 9,510 milioni di euro nel 2022. Questo dato è coerente con una organizzazione aziendale generalmente meno strutturata e con il minor numero di dipendenti.
D’altronde le differenze nell’andamento economico delle radio locali nelle tre aree geografiche riflettono, almeno in parte, le differenze socio-economiche presenti in Italia.
Conclusioni
L’analisi del documento “L’emittenza radiofonica e televisiva locale in Italia – Analisi 2024” di Aeranti-Corallo, con riferimento al settore radiofonico e anche in relazione all’edizione precedente del 2018, evidenzia un quadro complesso e in evoluzione.
L’esame dei bilanci delle società di capitali e cooperative che gestiscono radio locali suggerisce una possibile riduzione della redditività tra il 2016 e il 2022. Questo è evidenziato dall’aumento delle società con MOL ed EBIT negativi.
La transizione alla radio digitale DAB+ rappresenta sia una sfida che un’opportunità per le emittenti locali, poiché richiede investimenti significativi, ma offre la possibilità di rimanere in contatto col proprio pubblico affezionato, in particolar modo quello, predominante, a bordo delle auto.
Non a caso, le radio locali si stanno trasformando in “imprese multimediali”, integrando la produzione radiofonica con contenuti audiovisivi, podcast e presenza proattiva sui social media.
Tali dati di fatto, anche raffrontati alla costante tenuta della fedeltà d’ascolto per la radiofonia locale italiana, fa supporre che il mercato pubblicitario potrebbe giustificatamente investire maggiori risorse nel comparto, in ragione dei dati presentati e della dimostrata vitalità, a dispetto dell’enorme pressione derivante dai molti nuovi competitor, soprattutto online.
Relativamente alle misure di sostegno, è evidente che rappresentano una risorsa importante, che ha un indubbio impatto positivo e che concorre, tra l’altro, a supportare gli oneri delle imprese per gli almeno 2.082 dipendenti stimati per il comparto, che rispetto alla stima di 1.760 dipendenti nel 2016 mostra un incremento positivo di ben 18.3 punti percentuali. (AR)
[Nella foto: Marco Rossignoli, coordinatore Aeranti-Corallo e presidente Aeranti]
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