Tv locali. Le criticità del “decreto indennizzi”

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(25 marzo 2021)    Il cosiddetto “decreto indennizzi” (decreto 27 novembre 2020) presenta, a parere di Aeranti-Corallo, una serie di criticità. Quella probabilmente di maggior rilievo si riferisce alle modalità di determinazione degli importi dovuti agli operatori di rete locali titolari di diritti di uso limitati, singolarmente presenti in una provincia.

Infatti, i criteri stabiliti dal sopracitato decreto determinano, in molti casi, indennizzi inadeguati. Inoltre, le difficoltà di determinazione dei valori dei diritti di uso limitati potrebbero generare difficoltà anche sulla determinazione dei valori dei diritti di uso completi, in considerazione che lo stanziamento previsto è unico.

Va inoltre evidenziato che il Ministero dello Sviluppo Economico ha sollecitato in questi giorni a molti operatori di rete locali l’inoltro dei dati relativi ai ponti di collegamento eserciti, al fine di completare i controlli sulla regolarità dei pagamenti dovuti per tali ponti. Tale regolarità costituisce, infatti, requisito per accedere agli indennizzi.

Aeranti-Corallo auspica, comunque, che tutte le citate problematiche trovino rapidissima soluzione, poiché sarebbe inaccettabile un ritardo nella liquidazione degli indennizzi. Bisogna, inoltre, considerare che tutte le tv locali che hanno già dismesso obbligatoriamente i canali 51 e 53 e che hanno operato la dismissione volontaria entro maggio 2020 avrebbero già dovuto ottenere gli indennizzi da tempo.

Ugualmente, le tv locali che hanno dismesso volontariamente le frequenze entro il 22 marzo 2021 devono ottenere gli indennizzi nel termine di 120 giorni previsto dalla normativa. (FB)

Vedi anche:

Indennizzo frequenze tv per chi ha già dismesso nel 2020: precisazioni del MiSe

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il “decreto indennizzi”

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