TeleRadioFax n.19/2000 – 14 Ottobre 2000

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Sommario:


GRANDE CONSENSO DI ISTITUZIONI, POLITICI E EDITORI SUL CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DI LAVORO GIORNALISTICO PER IL SETTORE RADIOTELEVISIVO LOCALE SOTTOSCRITTO TRA AER-ANTI-CORALLO E FNSI

■ La recente sottoscrizione tra Aer-Anti-Corallo e Fnsi (Federazione Nazionale della Stampa Italiana) del primo CCNL di lavoro giornalistico relativo alle imprese radiotelevisive locali, alle sindycations radiotelevisive e alle agenzie di informazione radiofonica (si veda l’edizione straordinaria del Teleradiofax del 7/10/2000) ha suscitato un enorme consenso di esponenti istituzionali, del mondo politico e degli editori radiofonici e televisivi locali. Teleradiofax ha raccolto numerose dichiarazioni che vengono pubblicate a pag 2-3-4. Con questo contratto la FNSI ha finalmente riconosciuto la specificità dell’emittenza radiotelevisiva locale. Infatti il CCNL è completamente diverso nei contenuti e nei costi rispetto al contratto di lavoro giornalistico tra Fnsi e Fieg. Con questo CCNL cessa finalmente l’ampio contenzioso in ordine all’individuazione del contratto da applicare relativamente al lavoro giornalistico nelle imprese radiotelevisive locali e in ordine alla individuazione dell’istituto al quale corrispondere i contributi previdenziali. Come è noto infatti sono moltissime le controversie giudiziali sviluppatesi negli ultimi anni con le quali i lavoratori giornalisti delle emittenti locali hanno richiesto l’inquadramento e la retribuzione previsti dal CCNL Fnsi-Fieg. Inoltre l’Inpgi (Istituto Nazionale per la previdenza dei giornalisti italiani) aveva recentemente effettuato numerosi accertamenti contestando (anche in presenza di versamenti contributivi all’Enpals) evasioni contributive anche di rilevanti importi; peraltro i versamenti eventualmente effettuati all’Inpgi dovevano comunque essere conteggiati sulle retribuzioni previste dal CCNL Fnsi-Fieg con evidente aggravio, in molti casi, degli oneri previdenziali per le imprese. Tali problematiche, in particolare quelle di natura previdenziale hanno anche creato in passato difficoltà o impedimenti in ordine al riconoscimento delle provvidenze editoria. L’assunzione di praticanti con l’inquadramento di teleradiorepoter si è rivelata poi, molto difficoltosa e spesso è stato riconosciuto il praticantato a posteriori d’ufficio da parte degli ordini professionali con rilevanti problematiche negative relativamente alla contribuzione previdenziale successivamente pretesa con applicazione delle relative sanzioni da parte dell’Inpgi. Il nuovo CCNL prevede invece una disciplina specifica per il praticantato. L’inquadramento dei lavoratori con contratto giornalistico (come quello tra Aer-Anti-Corallo e Fnsi) determina infine un maggior punteggio per le imprese relativamente alle graduatorie per le misure di sostegno per le TV locali previste dal DM 378 del 21/9/99 e relativamente alle graduatorie per il rilascio delle concessioni televisive locali. In questo contesto desta particolare sorpresa la posizione assunta dalla Frt di forte critica nei confronti del CCNL stipulato tra Aer-Anti-Corallo e Fnsi. Evidentemente l’aver perso negli ultimi anni l’egemonia della rappresentatività delle imprese del settore radiotelevisivo locale ha come conseguenza l’inaccettabilità da parte della Frt delle iniziative promosse da Aer-Anti-Corallo sebbene aventi effetti positivi per l’intero comparto. La Frt afferma in particolare che il nuovo CCNL sarebbe molto oneroso per le imprese; inoltre contesta la rappresentatività del Coordinamento Aer-Anti-Corallo. Tali prese di posizioni impongono una serie di precisazioni. Pubblichiamo pertanto alcune tabelle e dati per il confronto tra il CCNL Aer-Anti-Corallo/Fnsi e i CCNL Fnsi/Fieg e Frt/Slc-Cgil- FisTel-Cisl -Uilsic-Uil. Pubblichiamo inoltre una tabella illustrativa della rappresentatività di Aer-Anti-Corallo.

 

UN CORO UNANIME DI CONSENSI, DA ESPONENTI ISTITUZIONALI, POLITICI ED EDITORI

 
 

Vannino Chiti, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’editoria: “La firma di un contratto di categoria è sempre un risultato importante. In questo caso i motivi di soddisfazione sono anche maggiori perché si è conclusa una trattativa lunga e complessa che ha dato vita, per la prima volta, ad un contratto collettivo nazionale di lavoro giornalistico di settore, destinato all’emittenza locale, radiofonica e televisiva che sta assumendo un’importanza crescente nel panorama dei mass media italiani. La trattativa ha sviluppato un dibattito che è andato oltre lo specifico interesse del comparto, perché al centro della discussione c’erano questioni che derivano dalle trasformazioni che le nuove tecnologie impongono a tutto il settore giornalistico e che, nelle più piccole strutture locali, si stanno affermando per la necessità di contenere i costi e per la maggior flessibilità di fatto di ruoli e funzioni. E’ la prima volta infatti che in Italia si sanciscono regole diverse per il trattamento economico e previdenziale dei giornalisti, a seconda del tipo di azienda nella quale operano. Le parti in causa – Coordinamento Aer-Anti-Corallo e la Federazione Nazionale della Stampa – sono partite da posizioni molto diverse che hanno reso necessari oltre tre anni di lavoro di mediazione per arrivare ad un accordo. Il nodo da sciogliere nella stipula del nuovo contratto è stato infatti quello di riuscire a conciliare le esigenze degli editori con le garanzie irrinunciabili per i lavoratori, in particolare per una professione come quella giornalistica. Si sono andate diffondendo in questi ultimi anni collaborazioni e rapporti molto flessibili tra le imprese e giornalisti. La firma del nuovo contratto è importante perché dovrebbe regolarizzare molti rapporti che, in mancanza di regole specifiche, finivano più facilmente per essere portati avanti in modo approssimativo, con conseguente proliferazioni dei contenziosi.
Le novità sono tante. Ad esempio: è stata creata la nuova figura del teleradiogiornalista, che potrà preparare i suoi servizi senza necessariamente la presenza di personale tecnico di ausilio. Siamo dunque di fronte ad un contratto sperimentale che ha aperto una strada, affermando nuove figure professionali e la flessibilità nel settore giornalistico. La sua concreta attuazione porterà – ci auguriamo – alla definizione di più precisi rapporti di lavoro nelle radio e Tv locali, dove sono impegnati, in particolare, tanti giovani. Ora è necessario che giunga ad esito positivo anche la trattativa per il rinnovo del contratto nazionale. Al tempo stesso spero che si continui su questa strada – anche attraverso lo strumento di contratti specifici – per dare necessarie certezze normative e finanziarie alle nuove forme di lavoro giornalistico che si stanno diffondendo nei periodici locali e negli uffici stampa”. Giuseppe Sangiorgi, Commissario dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni: “si tratta della realizzazione di un sogno: da questo contratto Aer-Anti-Corallo e Fnsi escono a testa alta”. Enrico Viola, presidente Co.Re.Com Umbria: “l’accordo raggiunto è positivo, è un atto positivo per la regolamentazione dei rapporti di lavoro all’interno dell’emittenza locale”. Roberto Tironi, presidente Co.Re.Ra.T Toscana: “sottolineo due aspetti in particolare: il primo è l’aver previsto il collaboratore esterno, una figura molto presente nell’emittenza locale (in particolare nelle radio). Secondo punto al riguardo dell’assegnazione delle misure di sostegno alle tv locali previste dalla legge 448/98: ora i criteri per assegnare i punteggi previsti per il personale devono essere rivisti, alla luce della nuova figura professionale creata da questo contratto. Sen. Massimo Baldini, Forza Italia: “Un contratto che innova rispetto alla situazione precedente in termini positivi, e che regolamenta un settore che era sprovvisto di una regolamentazione specifica”. Sergio Bellucci, responsabile dell’informazione per Rifondazione Comunista: “c’era bisogno di un nuovo elemento costitutivo e di un polo d’attrazione contrattuale per tutte le emittenti italiane”. Sen. Francesco Bosi, Ccd: “l’accordo dà una struttura più solida, avanzata e organica al sistema dell’emittenza locale, e quindi credo costituisce un passo per avere dei riconoscimenti legislativi da tempo attesi”. Sen. Giorgio Bornacin, AN: “un accordo del genere è una garanzia di occupazione e di rispetto delle regole e consolida la costituzionalità in una parte importante dell’emittenza radiotelevisiva italiana”. Sen. Ombretta Fumagalli Carulli: “il fatto che il sindacato dei Giornalisti abbia firmato un contratto con le emittenti del Coordinamento Aer-Anti-Corallo è un segnale positivo della crescita e dell’importanza che stanno acquistando le emittenti che aderiscono al Coordinamento: una realtà che si sta sempre più imponendo”. On. Giuseppe Giulietti, responsabile dell’informazione dei Ds: “Un fatto positivo di grande rilievo, che contribuisce a dare certezza al lavoro nell’importantissimo settore dell’emittenza locale. Questo significa che la piccola e media impresa del settore sta assumendo sempre più una fisionomia industriale ed è assolutamente necessario che il ddl 1138, in discussione al Senato, riconosca pienamente questa realtà produttiva che non può essere una sorta di vaso di coccio dentro un ormai non più tollerabile regime del duopolio”. On. Renzo Innocenti, Presidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati: “un elogio per questo accordo nato in base alla specifiche caratteristiche dell’emittenza locale, e che ha il pregio di adeguare la normativa alle nuove figure professionali”. On. Sergio Rogna, Democratici: “Una svolta, nell’emittenza locale c’è una grande voglia di lavorare con regolarità, e questa intesa sancisce anche legalmente questa intenzione”. Sen. Stefano Semenzato dei Verdi: “un contratto nuovo e positivo: uno dei nodi di fondo era la differenza tra i giornalisti iper garantiti e un mondo di giornalismo esposto a una forma di scarsa tutela. Questo contratto inizia a porre le basi per avere un rapporto corretto e affrontare l’organizzazione del lavoro in maniera nuova”. Infine mi ha colpito come la stampa non abbia dato il giusto rilievo ad un accordo di questa portata”. Lorenzo Strona, presidente della Unicom: “è il benvenuto ogni contratto che scardina i contratti unici nazionali”. Franco Allegretti, Telegalileo e Radio Galileo – Terni: “Il contratto è importante perché in precedenza per ogni causa di lavoro veniva usato come parametro quello Fnsi/Fieg”. Mariano Amici Europa Tv “un contratto molto valido, sia per le emittenti che per la professionalità dei giornalisti”. Roberto Angeli, TCA di Trento: “il contratto è importante perché toglie spazio ai contenziosi futuri e limita quelli già in essere. Trovo fondamentale venga riconosciuta la specificità dell’impresa televisiva anche per ciò che riguarda l’informazione giornalistica”. Virgilio Baresi, Rete Brescia di Brescia: “È un salto di qualità imprescindibile per creare corretti rapporti tra l’imprenditoria locale e il giornalismo e che apre ai giovani, combattendo la disoccupazione intellettuale e in linea con le attese del Parlamento. Questa impostazione è anche un passo preliminare per adeguarsi alle normative europee, basate su principi di flessibilità, necessaria per salvaguardare i posti di lavoro. Era indispensabile”. Pierluigi Baronio, Telecolor di Cremona: “Sono molto contento che sia stato fatto questo accordo, che potrà essere certamente meglio approfondito nel merito nei prossimi giorni”. Paolo Bonaccini di TeleReggio: “sono contento della firma di questo contratto e spero che si allarghi la sua applicazione per risolvere un problema reale, quello del lavoro nero e non contrattualizzato nell’emittenza locale, che è una piaga da superare”. Osvaldo Boni, TV Centro Marche: “sono preoccupato e soddisfatto. In tutta onestà, la soddisfazione è di gran lunga superiore alla preoccupazione. Ritengo questo accordo un giusto riconoscimento per tutte quelle persone che fanno parte della Redazione, il cui prodotto ha da sempre rappresentato il punto di forza di TV Centro Marche ed ha contribuito al successo aziendale della stessa. Don Fausto Brioni, TeleradioPace, Chiavari: “Valutazione molto positiva, perché si riconosce un’identità specifica dell’emittenza locale, e in particolare la valenza culturale delle nostre emittenti. L’ho fatto leggere a un nostro giornalista che ha detto di riconoscersi nel contratto, perché definisce il lavoro che svolge. C’è soddisfazione da entrambe le parti”. Danilo Caletti, Radio Mondo di Casale Monferrato: “Nella nostra categoria era difficile assumere un giornalista. Ora invece per uno stipendio normale ed accettabile si può prendere in considerazione l’idea di assumere un giornalista”. Cesare Carando, Gruppo Primantenna di Torino (oltre 15 giornalisti): “Sicuramente non ci sono più alibi per appianare le situazioni in dubbio: sarà un valido strumento di lavoro. Soprattutto per le aziende che, a differenza nostra, hanno avuto problemi di contenzioso. E sarà stimolo occupazionale”. Fioravante Cavarretta, TeleNova di Milano: “un contratto ideale per le radio televisioni locali, perché capisce le necessità di flessibilità del lavoro giornalistico richiesta in questa realtà”. Toni Fisco, Teleradio Sciacca: “Una buona apertura della Fnsi, che per la prima volta tiene in considerazione l’emittenza locale, cosa che finora non aveva mai fatto”. Enzo Galante, Radio Delta Uno di Atessa (Chieti): “L’ho seguito anche in fase preparatoria ed ha rappresentato un passo importante. Dal punto di vista retributivo è anche interessante. Complessivamente un fatto positivo”. Antonio Giardullo, Radio Alfa di Salerno: “Storico. L’aspetto più rilevante è che finalmente è stata accettata l’idea delle differenze sostanziali tra il mondo della radio locale e quella nazionale e, ancor di più, della carta stampata. Si è anche riconosciuta la valenza di un lavoro svolto negli anni sul territorio”. Angelina Grande, TeleRadio Trentino: “Un ottimo obiettivo raggiunto: attualmente impieghiamo tre giornalisti, ma questo contratto ci permette di affrontare nuove assunzioni”. Sandra Mariani, Lady Radio di Firenze: “Sono favorevolissima: è una pagina storica per il nostro settore perché ne deriva un riconoscimento ed è sostenibile dal punto di vista economica”. Angelo Marziali, TV1 di Arezzo: “È stata riconosciuta la figura del giornalista nella sua specifica accezione televisiva. Quindi è bene che il contratto abbia previsto un’autonomia funzionale adeguata al mezzo e necessaria per rendere efficiente la produzione informativa”. Franco Mignani, Circuito Lattemiele: “una soluzione positiva ad un problema annoso che limitava l’emittenza locale nell’importantissimo comparto informativo. Si è finalmente compreso da parte del sindacato dei giornalisti che le emittenti radiofoniche sono diverse dai giornali; hanno diversi fatturati; non godono delle stesse contribuzioni statali”. Walter Miscioscia, Radio Babboleo – Genova: “il contratto chiarisce finalmente la posizione degli istituti previdenziali cui versare i contributi (l’INPGI), togliendo le castagne dal fuoco dell’editore radiofonico che poteva subire azioni legali ad ogni verifica”. Franco Mori Russo, Radio Club 91 – Napoli: “finalmente si è data una distinzione contrattuale tra il giornalista radiofonico e quello della carta stampata. Anche contrattualmente è emersa inequivocabilmente la differenza tra l’impresa editrice di giornali e l’impresa radiofonica”. Rita Negrelli, Radio Sound di Piacenza, “Trovo ottimo che il contratto preveda esplicitamente che il giornalista possa usare le apparecchiature tecniche senza l’ausilio di un tecnico. Questo specialmente per le radio, che con l’avvento del digitale utilizzano macchinari sempre più semplici che non giustificano la presenza di un tecnico”. Giuseppe Orobello, Circuito Radio Margherita e Radio Arcobaleno – Palermo: “è un contratto necessario per ottemperare alle esigenze del radiogiornalista che può utilizzare tutti i moderni mezzi di comunicazione”. Giovanni Palisto, Radio Inn di Piacenza: “finalmente si ragiona per settori mentre prima ci veniva imposto un contratto nato in una realtà differente dalla nostra”. Andrea Palumbo, TeleLibera 63 di Napoli: “E’ veramente molto, ma molto valido e, cosa importante alla prova dei fatti, è stato accettato volentieri da tutti i dipendenti. Questo risultato gratifica chi s’è impegnato per tale risultato e giustifica anni di sforzi e di battaglie per conseguire tale obiettivo”. Giovanni Piccolo, Cds, “un contratto validissimo, colma una lacuna per le emittenti locali per le quali il contratto Fnsi/Fieg era, ed è, troppo oneroso. Inoltre blocca possibili cause di lavoro, per le quali i giudici facevano sempre riferimento al contratto Fnsi/Fieg. Altro aspetto importante è che il direttore responsabile della testa giornalistica possa essere lo stesso proprietario dell’emittente”. Gianni Prandi, Radio Bruno di Modena: “Dal punto di vista politico è un risultato che il settore attendeva, che sancisce come necessario le differenze tra il nostro settore e quello della carta stampata. Adesso sarà importante impegnarsi per arrivare ad una equa applicazione di questa opportunità”. Roberto Sabatini, Radio Veronica di Pesaro: “finalmente nel nostro settore esiste un contratto di lavoro che non ci viene imposto ma è frutto di lunga e ragionata trattativa. I radiogionalisti possono finalmente operare al passo con i tempi, con le nuove tecnologie”. Sergio Serafini, Popolare Network di Milano (33 radiogiornalisti): “Ritengo ovviamente il contratto nazionale stipulato con Fnsi molto interessante, anche perché normalizza rapporti che in certi casi diventavano conflittuali poiché molti lavoratori nel campo dell’informazione avevano la tendenza a rivendicare il contratto Fnsi/Fieg. Alla fine si ottengono anche migliori rapporti tra azienda e giornalisti e già questo giustifica tale nuova opportunità”. Bruno Sofia, AGR – Milano (16 giornalisti, presto 20 grazie al nuovo CCNL): “Il contratto va bene, anche se tra i giornalisti chi è particolarmente sindacalizzato va un po’ in crisi, pur riconoscendo che si è riusciti a fornire un profilo delle figure professionali più rispondente alla realtà del lavoro specifico radio e tv. Resta un’occasione per allargare la base degli occupati e quindi rappresenta un’opportunità reale. E’ stata tolta la sordina ad un vero dibattito sulla questione del futuro della categoria in rapporto alle nuove tecnologie e professionalità”. Umberto Tersigni, Rete Oro di Roma: “Tanti anni di lavoro, abbiamo conseguito un risultato per il quale ne è valsa pienamente la pena. Non potevamo certo restare in bilico tra una sostanziale indeterminazione e delle ipotesi di inquadramento della carta stampata che non ci appartengono”. Paolo Torino di Canale 21 – Napoli “si spalanca un portone, che garantirà più serenità e qualità nell’informazione delle emittenti locali”. Verena Tusberti TeleModena/Mantova Tv “finalmente viene riconosciuta la specificità dell’emittenza locale”. Claudio Zanetto, Telechiara – Padova: “Il nuovo contratto permette un margine di manovra ampio per gli editori locali”.

 

 

LA RAPPRESENTATIVITÀ DI AER-ANTI-CORALLO

 

■ Il Coordinamento Aer-Anti-Corallo è una federazione – aderente alla Confcommercio – delle associazioni di categoria Aer – Associazione Editori Radiotelevisivi, Anti – Associazione Nazionale Teleradio Indipendenti, Corallo – Consorzio Radiotelevisioni Locali. Coordinatore della federazione è l’Avv. Marco Rossignoli, Presidente dell’ Aer e Consigliere Generale della Confcommercio. Il Coordinamento Aer-Anti-Corallo rappresenta complessivamente n. 1231 imprese di cui n. 861 imprese radiofoniche locali (sulle circa 1100 operanti, pari pertanto a circa il 78% delle stesse), n. 360 imprese televisive locali (sulle circa 600 operanti, pari pertanto a circa il 60% delle stesse), n. 7 circuiti (cosiddette sindycations) di emittenti locali che effettuano trasmissioni in contemporanea e n. 3 agenzie nazionali di informazione radiofonica. Il resto del settore (22% delle radio e 40% delle tv) è suddiviso tra altre sei associazioni. Aer-Anti-Corallo sono presenti con propri rappresentanti nella Commissione per il riordino del sistema radiotelevisivo presso il Ministero delle Comunicazioni; nella Commissione per le provvidenze editoria alle imprese radiofoniche presso la Presidenza del Consiglio; nella Commissione per le provvidenze editoria alle imprese televisive locali presso la Presidenza del Consiglio; nel Comitato per lo sviluppo dei sistemi digitali in Italia presso l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni; nel Comitato per l’applicazione del codice di autoregolamentazione nei rapporti tra i minori e la tv presso la Presidenza del Consiglio; nel Consiglio Direttivo e nella Commissione di Studio dell’Istituto dell’Autodisciplina pubblicitaria.

 

 

I DATI DI CONFRONTO TRA:

 

IL CCNL 3/10/2000 AER-ANTI-CORALLO/FNSI
IL CCNL 9/7/1999 FRT/SLC-CGIL, FISTel-CISL, UILSIC-UIL
IL CCNL 16/11/1995 FNSI/FIEG

 

■ Dal confronto tra il CCNL Aer-Anti-Corallo/Fnsi e il CCNL Frt/CGIL – CISL – UIL emerge in primo luogo che il costo per i primi due anni di attività di ogni teleradiogiornalista è decisamente più basso di quello previsto per il 7°, 8° e 9° livello del settore del settore televisivo, ed a metà strada tra i costi del 4° e 5° livello del settore radio (livelli nei quali sono inquadrati i teleradioreporter nel CCNL Frt).
Tale inquadramento potrà essere operato anche per tutti i soggetti che alla data di entrata in vigore del CCNL 3/10/2000 svolgevano nelle imprese radiotelevisive locali attività di lavoro giornalistico ivi compresi i telereporter e radioreporter (anche se iscritti all’albo dei giornalisti, elenco pubblicisti) e non iscritti all’albo come giornalisti professionisti, che intendono svolgere la pratica professionale.
Dopo due anni, con il passaggio alla qualifica di teleradiogiornalista con più di 24 mesi, i livelli dei costi annui sono rapportabili ai teleradioreporter del CCNL Frt di cui all’8 livello televisivo e al 5°/ 6° livello radio.
Occorre inoltre evidenziare la rilevante minore incidenza dei costi per il lavoro straordinario, notturno, e domenicale a riposo compensativo a favore del CCNL Aer-Anti-Corallo/Fnsi rispetto al CCNL Frt/CGIL-CISL-UIL.
Il CCNL Aer-Anti-Corallo/Fnsi considera lavoro notturno quello svolto tra le 23.00 e le 6.00 mentre il CCNL Frt considera lavoro notturno quello tra le 22.00 e le 6.00 con la conseguenza che le relative maggiorazioni decorrono dalle ore 22.00 e non dalle ore 23.00.
Passando al confronto tra il CCNL Aer-Anti-Corallo/Fnsi e il CCNL Fnsi/Fieg (attualmente applicato da un certo numero di imprese radiotelevisive locali) emerge un’enorme differenza a livello retributivo.
Tale differenza già molto evidente se si analizza il periodo di praticantato della durata di 24 mesi (Aer-Anti-Corallo/Fnsi £. 41.339.439 X 2 = £. 82.678.878; Fnsi/Fieg £. 38.642.316 + 51.293.776 = £. 89.936.092) e se si raffrontano i costi di un redattore di prima nomina con un teleradiogiornalista con più di 24 mesi (redattore prima nomina = £. 62.300.365; teleradiogiornalista con più di 24 mesi nel settore televisivo = £. 57.534.142; teleradiogiornalista con più di 24 mesi nel settore radiofonico = £. 44.764.182), risulta ancora più rilevante se si confrontano i costi a regime dei due contratti laddove di avrà che un teleradiogiornalista del settore televisivo continuerà sempre a costare le cifre sopra esposte (£. 57.534.142 per la TV e £. 44.764.182 per le radio, mentre un redattore con più di trenta mesi di attività aumenterà il suo costo fino a £. 78.440.917).

 

Nella pagina seguente potrete trovare delle pratiche e chiarificatrici tabelle di confronto.

 

LE TABELLE DI CONFRONTO

 

 

CCNL AER-ANTI-CORALLO/FNSI

 

Il testo integrale è pubblicato nel sito internet www.coordinamento.it, Sezione “Contratti di lavoro”.

  Teleradiogiornalista  Tv  e      Radio   con meno di 24       mesi/praticante     

                                               

   Teleradiogiornalista Tv      con più di 24 mesi    
     Teleradiogiornalista Radio
         con più di 24 mesi      
                                                                                                                                          
Retribuzione x 13 mesi
+ Ind. Redaz. (500.000)
                                 28.202.870
 Retribuzione x 13 mesi
+ Ind. Redaz. (500.000)
                                                                                          40.149.909
  Retribuzione x 13 mesi
+ Ind. Redaz. (500.000)
                                            31.223.615
 Ferie (26 giorni)
                                   2.130.990
  Ferie (26 giorni)
                                                                           3.049.993
  Ferie (26 giorni)
                                              2.363.355
4 ex fest. + 2/6 + 4/11 + 5 g + 8 g (esami e corsi)
                                   1.557.262 

  Permessi (3 perm. str.
+ 4 ex fest. + 2/6 + 4/11)
                                                                                            821.152
  Permessi (3 perm. str.
+ 4 ex fest.+ 2/6 + 4/11)
                                                 636.288
 Contributi                 7.363.394   Contributi          
                               10.544.969
  Contributi                          8.232.689
 T.F.R.                       2.084.923  T.F.R.                                                2.968.119   T.F.R.                                 2.308.235
Costo totale          41.339.439
 Costo totale      
57.534.142
                                  
 Costo totale                   44.764.182

 

 

 

 

CCNL FRT /SLC- CGIL, FISTel-CISL, UILSIC-UIL

 

                                            SETTORE TELEVISIVO                                                                                       SETTORE RADIOFONICO

 
                              
      
    Liv. 7               Liv. 8 Q                Liv. 9 Q                  Liv. 4                 Liv. 5                 Liv. 6 Q            
 Retribuzione x 13 mesi  34.511.971  37.940.786   40.618.877    24.941.124  27.675.063  29.773.848
 Ferie (20 giorni)    2.042.128    2.245.017     2.403.484      1.475.806    1.637.578    1.761.766
 Permessi (8,5 r.o.l. +4 ex fest. + 2/6 + 4/11    1.480.543    1.627.637     1.742.526      1.069.959    1.187.244    1.277.280
 Contributi  12.244.112  13.460.583   14.410.712      8.848.579    9.818.524  10.563.127
 T.F.R.    2.556.442    2.810.429     3.008.806      1.847.491    2.050.005    2.205.470
 Costo totale 52.835.196  58.084.452  62.184.405   38.182.959  42.368.414  45.581.491

 

 

CCNL FNSI/FIEG

 

 
 Praticante con  meno di 12 mesi           Praticante con più di
             12 mesi
 Redattore prima nomina
    con meno di 30 mesi                             
 Redattore con più di
           30 mesi             
                          
  Retrib. X 12 +
13° (30/26) 
                         27.136.977
 Retrib. X 12 +
13° (30/26)
                          36.057.612
  Retrib. X 12 +
13° (30/26)
+ 2 Ind. Redaz.
                         43.770.638
Retrib. X 12 +
13° (30/26)
+ 2 Ind. Redaz.
                    55.092.772
  Ferie
(26 giorni)        2.063.045
  Ferie
(26 giorni)         2.741.222
  Ferie
(26 giorni)         3.160.645
  Ferie
(26 giorni)               
                      4.021.392
  Permessi (3 perm. str. + 4 fest.+ 2/6 + 4/11)
                              555.435
  Permessi (3 perm. str. + 4 fest.+ 2/6 + 4/11)
                                738.021
  Ex. Fest. + 2/6 + 4/11
                               729.380        
Ex. Fest. + 2/6 + 4/11
                          928.014
 Contributi        6.880.733  Contributi         9.091.329   Contributi      11.403.917 Contributi  14.325.955
 T.F.R.               2.006.126  T.F.R.                 2.665.592  T.F.R.                3.235.785  T.F.R.          4.072.784
 Costo tot.      38.642.316  Costo tot.       51.293.776  Costo tot.      62.300.365  Costo tot.  78.440.917