TeleRadiofax n. 19/2018 – 19 ottobre 2018

image_pdfimage_print

pdfScarica il testo in formato PDF

 

Sommario

 

Rilascio della banda 700: occorre una disciplina organica che tuteli la continuità aziendale delle tv locali
Pubblicità sui media: segno positivo in agosto
L’Agcom modifica il regolamento sul diritto d’autore online
Lunedì 22 ottobre a Bologna Tavola rotonda sulla par condicio
Il 31 ottobre scade il termine per il pagamento del canone di concessione radio 2018
Radiofonia digitale: assolutamente insufficienti le frequenze per il relativo avvio. Sussiste il forte rischio di penalizzazione dell’emittenza locale, che in analogico “pesa” il 40% di ascolti e fatturato
Decreto attuativo del Ministero dei Beni Culturali in tema di diritto d’autore e diritti connessi
Obbligo di iscrizione al ROC per le concessionarie di pubblicità sul web

 

RILASCIO DELLA BANDA 700: OCCORRE UNA DISCIPLINA ORGANICA CHE TUTELI LA CONTINUITA’ AZIENDALE DELLE TV LOCALI

■ La discussione sul rilascio della banda 700 a favore delle comunicazioni mobili di larga banda è incentrata, ormai da giorni, solo sull’ipotesi di sopprimere la riserva di un terzo della capacità trasmissiva a favore delle tv locali.
Sul tema, va evidenziato che alcuni operatori televisivi nazionali hanno proposto ricorso al Tar Lazio per contestare la legittimità del nuovo Piano Nazionale di Assegnazione delle Frequenze (PNAF 2018) di competenza dell’Agcom, ritenendo che lo stesso preveda illegittimamente la suddetta riserva a favore delle tv locali. L’Autorità, dal canto suo, ha inviato una segnalazione al Governo evidenziando di auspicare una revisione dell’attuale normativa in tema di frequenze e di capacità trasmissiva da riservare alle reti locali rispetto a quelle nazionali.
Il tema della riserva di un terzo della capacità trasmissiva a favore delle tv locali è stato oggetto di discussione anche all’ultima riunione del Tavolo ministeriale Tv 4.0, svoltasi lo scorso lunedì 15 ottobre.
AERANTI-CORALLO ritiene del tutto inaccettabile che si discuta solo dell’ipotesi di soppressione della riserva a favore delle tv locali di un terzo della capacità trasmissiva del piano di assegnazione delle frequenze, senza affrontare, allo stesso tempo, il tema di come garantire, attraverso norme organiche, la continuità aziendale e il futuro delle tv locali, a seguito del rilascio della banda 700 e del passaggio al DVB-T2.
AERANTI-CORALLO ritiene che il PNAF 2018, contrariamente a quanto sostenuto dall’Agcom, non rispetti la riserva del terzo della capacità trasmissiva prevista per le tv locali dall’art. 7, comma 2 della legge 112/2004, n. 112 e dall’art. 8, comma 2 del Tusmar.
Infatti, la pianificazione delle reti in banda UHF per l’emittenza locale con l’utilizzo di identiche frequenze coordinate in ognuna delle tre aree di coordinamento principali (tirrenica, adriatica, svizzera) non garantisce un uso efficiente delle risorse disponibili in quanto, in tale modo, si verificheranno interferenze irrisolvibili tra le aree tecniche adiacenti dove vengono utilizzate le stesse frequenze.
Sul mancato rispetto della riserva di un terzo della capacità trasmissiva, molte tv locali del sistema associativo AERANTI-CORALLO hanno proposto ricorso al Tar Lazio.
AERANTI-CORALLO ritiene, inoltre, che la riserva del terzo debba essere determinata sia con riferimento alle frequenze Uhf di banda IV (canali da 21 a 37 Uhf), sia con riferimento alle frequenze Uhf di banda V (canali da 37 a 48 Uhf) previste dal PNAF 2018, in quanto l’effettiva ricezione delle trasmissioni televisive è condizionata dalla tipologia delle antenne di ricezione poste sui tetti degli edifici. Sul tema della c.d. “Roadmap”, cioè i calendari dello switch off, AERANTI-CORALLO evidenzia che la previsione di calendari per il rilascio delle attuali frequenze e la contestuale attivazione delle frequenze del PNAF 2018 differenziati tra gli operatori locali e la maggior parte delle frequenze degli operatori nazionali rischia di causare grave nocumento al comparto televisivo locale, in quanto è evidente che solo in presenza di uno switch off integrale e simultaneo di tutte le frequenze di trasmissione, per ogni specifica area geografica, si potrà coinvolgere l’utenza in un riassetto complessivo delle proprie apparecchiature riceventi  tale da ottenere una effettiva ricevibilità di tutti i canali tv da parte dei telespettatori, minimizzando anche i costi e i disagi per questi ultimi.
Sulla questione del multiplex in banda III Vhf della concessionaria pubblica, (che, come noto, dovrà contenere l’informazione a livello regionale da parte della stessa concessionaria e dovrà essere destinato, per l’80% della capacità trasmissiva, alla trasmissione di programmi in ambito locale),
AERANTI-CORALLO evidenzia l’importanza che tale multiplex abbia una copertura capillare per ogni regione e che contenga anche i programmi delle terza rete Rai, in quanto, solo in tal caso l’utenza avrà un effettivo interesse a dotarsi di antenne di Banda III per la ricezione dei programmi dello stesso. AERANTI-CORALLO evidenzia, inoltre, che anche in considerazione dei risultati dell’asta delle frequenze appena conclusasi, gli indennizzi per il rilascio delle frequenze da parte degli operatori di rete locali dovrebbero essere determinati in misura almeno pari (0,55 centesimi di Euro per abitante) a quella degli indennizzi che sono stati riconosciuti per il rilascio della banda 800 Mhz, con esclusione di tali indennizzi dall’imposizione fiscale.
Occorre, inoltre, che in caso di rilascio anticipato delle frequenze, l’operatore di rete locale venga risarcito anche dei costi per il noleggio della capacità trasmissiva sino al 30 giugno 2022. E’ altresì importante pervenire a una stabilizzazione della disciplina dell’ordinamento automatico dei canali attraverso il recepimento in legge del primo piano di numerazione Lcn di cui alla delibera Agcom n. 366/10/CONS.
Occorre infine un rifinanziamento dei contributi per l’emittenza locale, a decorrere dal 2019, nell’ambito del fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione.

PUBBLICITA’ SUI MEDIA: SEGNO POSITIVO IN AGOSTO

■ Il mercato degli investimenti pubblicitari in Italia – rilevato mensilmente da Nielsen – ha chiuso il mese di agosto in positivo, facendo segnare +4,9% (+ 2,4% senza search e social), e portando i primi otto mesi del 2018 in crescita del +2,5%, rispetto allo stesso periodo del 2017. Se si esclude dalla raccolta web la stima Nielsen sul search e sul social, l’andamento nel periodo gennaio – agosto è sostanzialmente stabile a +0,3%.
Con riferimento ai singoli mezzi, la tv cresce ad agosto del +4,4% e chiude i primi otto mesi dell’anno a +1,5%. Molto bene la radio che, dopo la battuta d’arresto di luglio (unico mese negativo dell’anno) torna a crescere: in agosto si registra un eccellente incremento del +18,2%; il periodo cumulato dei primi otto mesi è positivo per il +6,3%.
La carta stampata continua il trend discendente: i quotidiani nel singolo mese calando del -0,9%, dato che, per i primi otto mesi, diventa -5,7%. Non meglio fanno i periodici, che calano ad agosto del -3,5% e, nei primi otto mesi 2018, calano del -8,4%.
Ricordiamo che i dati sulla raccolta pubblicitaria in Italia sono disponibili nel sito www.aeranticorallo.it, sezione “Mercato pubblicità”
 
 

L’AGCOM MODIFICA IL REGOLAMENTO SUL DIRITTO D’AUTORE ONLINE

 

■ Nella seduta del 18 ottobre u.s., il Consiglio dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha approvato una serie di modifiche al regolamento per la tutela del diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica.  Le nuove norme disciplinano  l’esercizio  dei poteri  che  l’art.  2  della  Legge  europea  2017 ha  attribuito all’Autorità al fine di contrastare  le  violazioni  più  gravi  attraverso la previsione, da un lato, di appositi poteri cautelari e, dall’altro, di misure contro la reiterazione delle violazioni stesse. Le nuove norme prevedono, tra l’altro, la possibilità per l’Agcom di adottare, in via d’urgenza e ove ne ricorrano  i  presupposti,  provvedimenti  cautelari entro  tre  giorni  dalla  ricezione della   relativa   istanza. Nel   caso   di   proposizione   di   reclamo   avverso   tali provvedimenti,  l’Autorità decide in  via  definitiva  nei successivi  7  giorni.

LUNEDI’ 22 OTTOBRE A BOLOGNA TAVOLA ROTONDA SULLA PAR CONDICIO

■ Lunedì 22 ottobre, con inizio alle 9.30, si svolgerà a Bologna, presso la Sala  polivalente  “Guido  Fanti” dell’Assemblea  legislativa dell’Emilia Romagna (in v.le Aldo Moro 50 a Bologna), un seminario sul tema “Par condicio   e   informazione   istituzionale: una legge da rivedere?” Nel corso del seminario, organizzato dalla  Conferenza  dei Presidenti delle Assemblee legislative  delle  Regioni  e  delle  Province  autonome, verrà presentata una proposta   di   riforma   della   legge   n. 28/2000 sulla par condicio redatta su richiesta del coordinamento  dei  capi  ufficio  stampa  delle Assemblee  legislative  italiane  e  finalizzata  a  semplificare  la  comunicazione pubblica in periodo elettorale. Interverrà alla successiva tavola rotonda, per AERANTI-CORALLO, il coordinatore Marco Rossignoli.

IL 31 OTTOBRE SCADE IL TERMINE PER IL PAGAMENTO DEL CANONE DI CONCESSIONE RADIO 2018

■ Ricordiamo che mercoledì 31 ottobre p.v. scade il termine  per  il  pagamento  del  canone di  concessione  2018  per  la  radiodiffusione sonora via etere terrestre in tecnica  analogica.
Le relative modalità di comunicazione all’Agcom del pagamento di tale canone sono disciplinate dalla delibera Agcom n. 235/16/CONS.
Le imprese associate hanno ricevuto, nei giorni scorsi, circolare sulla materia.

RADIOFONIA DIGITALE: ASSOLUTAMENTE INSUFFICIENTI LE FREQUENZE PER IL RELATIVO AVVIO. SUSSISTE IL FORTE RISCHIO DI PENALIZZAZIONE DELL’EMITTENZA LOCALE, CHE IN ANALOGICO “PESA” IL 40% DI ASCOLTI E FATTURATO

 

■ Le trasmissioni radiofoniche terrestri digitali sono in corso di avvio. Molte autovetture di nuova produzione vengono fornite con autoradio dotate di funzionalità per la ricezione radiofonica digitale terrestre dab+.
Le frequenze disponibili sono, tuttavia, assolutamente insufficienti per l’avvio della nuova tecnologia da parte di tutti i soggetti operanti in analogico (concessionaria pubblica, radio nazionali private, radio locali) e, ad oggi, mentre la radiofonia nazionale opera in vaste aree del Paese, l’emittenza locale può operare solo in alcune zone limitate. Con la delibera n. 465/15/CONS, l’Agcom ha suddiviso il territorio italiano in 39 bacini per il servizio radiofonico digitale terrestre.
Allo stato, tuttavia, sono state pianificate le frequenze in solo 16 di tali 39 bacini e la relativa assegnazione, da parte del Ministero dello Sviluppo Economico, è avvenuta in solo 10 di tali 16 bacini.
Nei rimanenti 29 bacini l’emittenza locale non ha, ad oggi, la possibilità di trasmettere in digitale.
La recente delibera Agcom n. 290/18/CONS, con la quale è stato approvato il nuovo piano delle frequenze per la tv digitale terrestre (PNAF 2018), è intervenuta anche nel settore radio, riducendo ulteriormente gli spazi per il Dab+.
Le radio locali, nel mercato analogico, hanno circa il 40 per cento degli ascolti e della raccolta pubblicitaria.
Vi sono alcune regioni in cui una radio locale è la prima negli ascolti.
Le imprese radiofoniche locali di AERANTI-CORALLO hanno investito nella radio digitale Dab+ e hanno costituito da tempo numerose società consortili per l’avvio delle trasmissioni digitali.
Tuttavia, a causa della scarsità delle frequenze, l’emittenza locale non può accedere a tale tecnologia in molte aree del Paese dove invece le radio nazionali stanno già operando.
Inoltre, la recente delibera Agcom n. 290/18/CONS, non ha previsto alcune frequenze già assegnate in alcuni bacini, ad esempio, in Toscana, in Umbria e in provincia di Trento, e ha ridotto gli spazi, già esigui, per la radio digitale, prevedendo una sola frequenza con copertura regionale in molte regioni, quali Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Toscana, Umbria, Lazio, Marche, Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria.
Le imprese che non potranno operare fin da subito in digitale matureranno un incolmabile ritardo rispetto a quelle che già vi operano, con grave pregiudizio in termini concorrenziali.
Per tale motivo molti operatori di rete radiofonica Dab+ in ambito locale facenti parte del sistema associativo AERANTI-CORALLO hanno proposto ricorso al Tar Lazio chiedendo l’annullamento della delibera Agcom n. 290/18/CONS nella parte in cui la stessa prevede le frequenze per la radiofonia digitale terrestre.

DECRETO ATTUATIVO DEL MINISTERO DEI BENI CULTURALI IN TEMA DI DIRITTO D’AUTORE E DIRITTI CONNESSI

■ E’ stato pubblicato in Gazzetta ufficiale n. 243 del 18 ottobre 2018 il decreto 5 settembre 2018 del Mibac recante “Adozione di nuove  disposizioni  attuative  in  tema  di  criteri  di ripartizione dei compensi dovuti agli artisti interpreti ed esecutori ai sensi dell’articolo 49, comma 2, del decreto legislativo 15  marzo 2017, n. 35, di attuazione della direttiva 2014/26/UE sulla  gestione collettiva dei diritti  d’autore  e  dei  diritti  connessi  e  sulla concessione di licenze multi territoriali  per  i  diritti  su  opere musicali per l’uso on-line nel mercato interno.”
Tale DM stabilisce, tra l’altro, i criteri di ripartizione dei compensi dovuti agli artisti interpreti ed esecutori (AIE) per i diritti connessi al diritto d’autore di cui alla l. n. 633/41 e s.m., fissando una serie di obblighi in capo agli organismi di gestione collettiva e alle entità di gestione indipendente come definiti dal D.Lgs n. 35/2017.
Il testo del decreto del Mibac è pubblicato nel sito internet  www.aeranticorallo.it, sezione “Normativa”, sottosezione “Normativa sul diritto d’autore e diritti connessi”
 

OBBLIGO DI ISCRIZIONE AL ROC PER LE CONCESSIONARIE DI PUBBLICITA’ SUL WEB

 

■ Il Consiglio dell’Agcom ha dato mandato agli uffici competenti di diffidare le concessionarie di pubblicità sul web che conseguono ricavi in Italia (anche con sede legale all’estero) ad iscriversi al Roc (il Registro degli operatori di comunicazione).
Tale decisione fa seguito a una sentenza del Tar Lazio del 14 febbraio u.s. con la quale è stata sancita la stretta dipendenza tra l’obbligo di comunicare i dati relativi alla Ies (Informativa Economica di Sistema) e l’iscrizione al Roc.