TeleRadiofax n. 19/2023 – 13 ottobre 2023

 

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Sommario

Fondo straordinario editoria: interventi per investimenti in tecnologie innovative. Con decreto del Capo DIE definite le modalità di accesso. Domande online dal 7 novembre all’11 dicembre
Audizione Aeranti-Corallo davanti all’Agcom sul procedimento per la rideterminazione dell’obbligo di cessione capacità trasmissiva sul mux dab della Rai
Contributi di cui al Dpr n. 146/17 per l’anno 2023: sono state pubblicate le graduatorie definitive relative alle radio e alle tv locali comunitarie nonché le graduatorie provvisorie relative alle radio e alle tv locali commerciali
Contributo forfettario a sostegno delle assunzioni di giovani giornalisti e professionisti nel settore editoriale per il 2022: l’emittenza radiotelevisiva locale in prima linea nella assunzione di giovani giornalisti e professionisti finalizzata alla digitalizzazione editoriale
Canone di concessione radio 2023: pagamento entro il 31 ottobre
Il valore complessivo del SIC 2021 è pari a 18,9 miliardi di euro

 

Fondo straordinario editoria: interventi per investimenti in tecnologie innovative. Con decreto del Capo DIE definite le modalità di accesso. Domande online dal 7 novembre all’11 dicembre 

Con decreto del Capo del Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri 12 settembre 2023, pubblicato il 10 ottobre u.s. sul sito del DIE, sono state definite le modalità di erogazione nonché i termini per la presentazione delle domande per l’anno 2022 del Fondo straordinario per gli interventi di sostegno all’editoria relativamente agli investimenti delle imprese editoriali, anche di nuova costituzione, orientati all’innovazione tecnologica e alla transizione digitale.
Per quanto riguarda il comparto dell’emittenza televisiva locale, il DPCM 28 settembre 2022, recante “Ripartizione del Fondo straordinario per gli interventi di sostegno all’editoria” destina, con riferimento agli investimenti effettuati nell’anno 2022, una quota di dieci milioni di euro  ai fornitori di servizi di media audiovisivi (FSMA) operanti in ambito locale che, all’esito delle procedure adottate in attuazione dell’art. 1 comma 1034 della legge 27 dicembre 2017, n. 205, abbiano avuto accesso alla capacità trasmissiva nelle aree tecniche di cui alla delibera AGCOM/19/39/CONS. Inoltre, per quanto riguarda la radiofonia locale e nazionale, lo stesso DPCM destina, con riferimento agli investimenti effettuati nell’anno 2022, una quota di 7,5 milioni di euro ai titolari di concessioni radiofoniche, ai fornitori di contenuti radiofonici digitali e ai consorzi di imprese editoriali operanti in tecnica DAB, previsti dalla delibera AGCOM n. 664/09/CONS.
Sono ammesse al contributo le spese, effettuate nel corso dell’anno 2022, riconducibili a:
i.) investimenti in apparati in bassa frequenza, compresi sistemi di collegamento da esterno per dirette televisive, destinati alla realizzazione dei programmi in HD o tecnologie superiori;
ii.) investimenti in mixer audio/video HD, telecamere HD/4K con eventuali ottiche HD, encoder HD per i collegamenti alla rete di trasmissione, matrici HD/4K, apparati e sistemi di storage per archivio di contenuti;
iii.) investimenti per l’applicazione delle  tecnologie  5G broadcast/multicast e dell’intelligenza artificiale per la produzione e distribuzione dei contenuti;
iv.) investimenti per la produzione e distribuzione di contenuti in realta’ virtuale, realta’ aumentata e mixed reality;
v.) investimenti per piattaforme per l’accesso e la distribuzione dei contenuti digitali dei FSMA nazionali e locali, ivi inclusa la modalita’ on demand;
vi.) investimenti in nuovi sistemi editoriali web based e di interfacce che stimolino l’interazione con l’utenza e consentano la produzione e distribuzione di contenuti in realta’ aumentata;
vii.) investimenti relativi ad apparati in alta frequenza per le trasmissioni radiofoniche digitali;
viii.) investimenti per l’adeguamento, innovazione ed estensione delle reti di diffusione locali e nazionali T-DAB gia’ in esercizio da parte dei consorzi operanti in tecnica DAB finalizzati a migliorare, in ogni condizione operativa e metereologica, la continuita’ di servizio delle reti radiofoniche digitali;
ix.) investimenti in infrastrutture di telecomunicazioni di lunga distanza ad alta velocita’;
x.) investimenti in soluzioni per la fornitura di prodotti e servizi media e audiovisivi basati su tecnologie cloud;
xi.) investimenti in tecnologie per il telecontrollo degli apparati;
xii.) investimenti in ricerca e sviluppo relativi ai sistemi di diffusione radiofonica in tecnica digitale T DAB, in modalita’ multichannel, anche destinati al servizio EWS – Warning Emergency System e Breake inn, realizzati dai consorzi operanti in tecnica DAB;
xiii.) investimenti in applicativi di intelligenza artificiale e tecnologie emergenti per il contrasto alla disinformazione;
xiv.) investimenti in software per editoria che consentano l’automatizzazione dei processi e la gestione e  distribuzione elettronica dei contenuti;
xv.) investimenti in tecnologie volte a garantire un adeguato presidio delle cybersecurity al fine di garantire la business continuity e evitare danni reputazionali;
xvi.) investimenti in infrastrutture tecnologiche datacenter e in cloud per incrementare  l’efficienza,  la  facilita’  d’uso  e l’accessibilita’ dei prodotti editoriali;
xvii.) investimenti in software che consentano di veicolare i contenuti editoriali e i format su canali diversi di distribuzione per raggiungere nuovi target;
xviii.) investimenti in nuove tecnologie per la produzione, diffusione e gestione di contenuti editoriali multimediali o altri formati digitali in linea con le evoluzioni del mercato.
La norma specifica che i contributi soprariportati non sono cumulabili con altri benefici economici concessi per le medesime iniziative da leggi statali e regionali.
Inoltre, gli investimenti realizzati con il contributo del Fondo non verranno valutati ai fini dell’applicazione del decreto del Presidente della Repubblica n. 146/2017 (Regolamento concernente i criteri di riparto tra i soggetti beneficiari e le procedure di erogazione delle risorse del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione in favore delle emittenti televisive e radiofoniche locali).
Il provvedimento in oggetto specifica, altresì, che le spese ammissibili devono essere riconducibili ad un progetto complessivo ed organico di investimenti finalizzato all’ammodernamento delle dotazioni tecniche
Le imprese editrici di emittenti radiofoniche e televisive che intendono accedere al contributo per l’anno 2022, possono presentare la domanda dal 7 novembre 2023 all’11 dicembre 2023, attraverso la procedura informatizzata che verrà resa disponibile mediante portale telematico  sul sito del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. di prossima attivazione,  raggiungibile all’indirizzo web https://fondoeditoria.mise.gov.it.
In caso di insufficienza delle risorse disponibili per ciascuna delle misure previste dal DPCM, in relazione alle istanze ammesse, si procede alla ripartizione delle stesse tra i beneficiari in misura proporzionale al contributo spettante.
Gli elenchi dei soggetti cui è riconosciuto il contributo con l’importo a ciascuno spettante sono approvati con decreto del Capo del Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria della PCM e pubblicati sul sito dello stesso Dipartimento.
Il contributo è erogato, al netto delle ritenute erariali, mediante accredito sul conto corrente intestato al beneficiario e dichiarato nella domanda di accesso.

 

AUDIZIONE AERANTI-CORALLO DAVANTI ALL’AGCOM SUL PROCEDIMENTO PER LA RIDETERMINAZIONE DELL’OBBLIGO DI CESSIONE DI CAPACITA’ TRASMISSIVA SUL MUX DAB DELLA RAI

Con delibera n. 184/23/CONS del 13 luglio 2023, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha avviato una consultazione pubblica sulla rideterminazione dell’obbligo di cessione di capacità trasmissiva di cui all’art. 14, comma 3, lett. a), della delibera n. 664/09/CONS come modificata dalla delibera n. 455/19/CONS, nell’ambito del procedimento di cui alla delibera Agcom n. 99/23/CONS.
Tale procedimento è stato avviato a seguito di una sentenza del Tar Lazio, confermata dal Consiglio di Stato, che ha disposto il parziale annullamento della delibera n. 455/19/CONS, dove viene disciplinato l’accesso alla capacità trasmissiva della rete di radiodiffusione sonora in tecnica digitale assegnata alla Rai da parte di fornitori di contenuti indipendenti nella fase di avvio delle trasmissioni radiofoniche terrestri in tecnica digitale.
Aeranti-Corallo ha partecipato a tale consultazione pubblica e giovedì 12 ottobre u.s. si è svolta la relativa audizione davanti all’Agcom.

 

CONTRIBUTI DI CUI AL DPR N. 146/17 PER L’ANNO 2023: SONO STATE
PUBBLICATE LE GRADUATORIE DEFINITIVE RELATIVE ALLE RADIO E ALLE TV LOCALI COMUNITARIE NONCHE’ LE GRADUATORIE PROVVISORIE RELATIVE ALLE RADIO E ALLE TV LOCALI COMMERCIALI

Nei giorni scorsi la Dgscerp del Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha pubblicatonel proprio sito istituzionale le graduatorie definitive dei contributi 2023 per le radio e le tv locali comunitarie e ha pubblicato altresì le graduatorie provvisorie dei contributi per le radio e le tv locali commerciali.
Vediamo qui di seguito, nel dettaglio, i diversi provvedimenti adottati.

Tv locali comunitarie
In data 29 settembre sono stati pubblicati nel sito internet del Mimit la graduatoria definitiva con i relativi elenchi degli importi dei contributi da assegnare alle imprese televisive locali comunitarie per l’annualità 2023.
Le emittenti televisive locali a carattere comunitario ammesse ai contributi 2023 sono 190 (essendo state escluse 5 emittenti a seguito degli ulteriori accertamenti condotti dalla Dgscerp del Ministero), di cui 49 accedono sia alla quota fissa, sia alla quota variabile del riparto.
L’importo della quota fissa è di Euro 15.205,65 per ognuna delle suddette 190 tv locali comunitarie, mentre l’importo della quota variabile va da Euro 398.291,10  a Euro 97,64.
Lo stanziamento complessivo ammonta ad Euro 5.778.145,36. 

Radio locali comunitarie
Il 9 ottobre u.s., sono stati pubblicati nel sito del Mimit la graduatoria definitiva con i relativi elenchi degli importi dei contributi da assegnare alle imprese radiofoniche locali comunitarie per l’annualità 2023.
Le emittenti radiofoniche locali a carattere comunitario ammesse ai contributi 2023 sono 342 (essendo stata esclusa una emittente a seguito degli ulteriori accertamenti condotti dalla Dgscerp del Ministero), di cui 95 accedono sia alla quota fissa, sia alla quota variabile del riparto.
L’importo della quota fissa è di Euro 7.453,75 per ognuna delle suddette 342 radio locali comunitarie, mentre l’importo della quota variabile va da Euro 198.017,09 a Euro 44,96.
Lo stanziamento complessivo ammonta ad Euro 5.098.363,55.

Tv locali commerciali

Il 6 ottobre u.s. è avvenuta la pubblicazione, sempre nel sito del Mimit, nella pagina relativa ai contributi, della graduatoria provvisoria con i relativi elenchi degli importi dei contributi da assegnare alle imprese televisive locali commerciali per l’annualità 2023.
Le emittenti televisive locali a carattere commerciale ammesse ai contributi 2023 sono 137 (su 146 domande presentate).
L’attuale stanziamento complessivo per le tv locali commerciali ammonta ad Euro 109.784.761,85.
Le tv locali commerciali che hanno presentato domanda per i contributi 2023, possono formulare, entro il 6 novembre 2023, richiesta di rettifica del punteggio o di riammissione della domanda, utilizzando la funzione “reclamo” (icona arancione in basso a destra) all’interno della propria posizione nella piattaforma telematica Sicem (Sistema Informativo per i Contributi alle Emittenti Locali).

Radio locali commerciali
Il 10 ottobre 2023 è avvenuta, infine, la pubblicazione, nel sito del Mimit, della graduatoria provvisoria con il relativo elenco degli importi dei contributi da assegnare alle imprese radiofoniche locali commerciali per l’annualità 2023.
Le emittenti radiofoniche locali a carattere commerciale ammesse ai contributi 2023 sono 154 (su 177 domande presentate).
L’attuale stanziamento complessivo per le radio locali commerciali ammonta ad Euro 15.295.090,66.
Le imprese radiofoniche locali commerciali che hanno presentato domanda per i contributi 2023, possono formulare, entro il 9 novembre 2023, richiesta di rettifica del punteggio o di riammissione della domanda, utilizzando la funzione “reclamo” (icona arancione in basso a destra) all’interno della propria posizione nella piattaforma telematica Sicem.

 

CONTRIBUTO FORFETTARIO A SOSTEGNO DELLE ASSUNZIONI DI GIOVANI GIORNALISTI E PROFESSIONISTI NEL SETTORE EDITORIALE PER IL 2022: L’EMITTENZA RADIOTELEVISIVA LOCALE IN PRIMA LINEA NELLA ASSUNZIONE DI GIOVANI GIORNALISTI E PROFESSIONISTI FINALIZZATA ALLA DIGITALIZZAZIONE EDITORIALE

Con il decreto del 2 ottobre 2023 del Capo del Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri è stato approvato l’elenco dei soggetti (emittenti radiofoniche e televisive locali, imprese editrici di quotidiani e di periodici e agenzie di stampa) cui è riconosciuto il contributo forfettario, previsto dall’articolo 4, comma 1, del D.P.C.M. 28 settembre 2022 (recante la ripartizione delle risorse del Fondo straordinario per gli interventi di sostegno all’editoria), per le assunzioni con contratto a tempo indeterminato di giovani giornalisti e professionisti con età non superiore a 35 anni perfezionatesi nel corso dell’anno 2022.
Al riguardo l’avv. Marco Rossignoli, coordinatore Aeranti-Corallo ha dichiarato: “Non possiamo che commentare positivamente tale misura che, tra gli altri, ha permesso l’assunzione di 29 giovani giornalisti e professionisti under 35 ai fini della digitalizzazione editoriale nell’ambito radiofonico e televisivo locale”.
Rossignoli ha anche sottolineato: “Su 44 imprese editoriali che hanno beneficiato di tale contributo, sono 24 le imprese radiotelevisive locali, pari al 54% del totale. Questo dato conferma la vitalità del comparto, tutt’oggi determinato nel sostenere investimenti innovativi nel nuovo contesto digitale”.
Ricordiamo che tale misura è attiva anche per l’anno 2023.

 

CANONE DI CONCESSIONE RADIO 2023: PAGAMENTO ENTRO IL 31 OTTOBRE

Come noto, il decreto 23 ottobre 2000 del Ministro del Tesoro, di concerto con il Ministro delle Comunicazioni e con il Ministro delle Finanze, stabilisce che i titolari di concessione radiofonica e, comunque, i soggetti che eserciscono legittimamente l’attività di radiodiffusione pubblica e privata sonora in ambito nazionale e locale sono tenuti al pagamento del canone di concessione per la radiodiffusione sonora via etere terrestre in tecnica analogica.
L’importo di tale canone di concessione per l’anno 2023 (fissato dalla delibera Agcom n. 613/06/CONS) è pari all’1% del fatturato 2022, fino a un massimo di Euro 11.850,00 se emittente radiofonica locale e fino ad un massimo di Euro 82.952,00 se emittente radiofonica nazionale.
Il canone di concessione deve essere corrisposto entro il 31 ottobre p.v. mediante bonifico bancario intestato alla Tesoreria Provinciale dello Stato di Viterbo; lo stesso viene calcolato sulla base del fatturato conseguito dall’impresa nell’anno 2022, riferibile all’esercizio dell’attività radiotelevisiva (per fatturato si intende il volume di affari ai fini Iva, ai sensi del DPR n. 633/72 e successive modificazioni).

 

IL VALORE COMPLESSIVO DEL SIC 2021 E’ PARI A 18,9 MILIARDI DI EURO

Con la delibera n. 223/23/CONS l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha chiuso il procedimento per la determinazione del valore del SIC (Sistema Integrato delle Comunicazioni) per l’anno 2021, come previsto dal D.Lgs n. 208/2021 (Tusma).
Ricordiamo che il SIC comprende le attività di stampa quotidiana e periodica, delle agenzie di stampa, di editoria elettronica, anche per il tramite di Internet, di radio e servizi di media audiovisivi e radiofonici, cinema, pubblicità esterna, sponsorizzazioni e pubblicità online.
Il valore del SIC 2021 è pari a 18,9 miliardi di euro (corrispondenti al 1,1% del Pil nazionale e in crescita del 14,2% rispetto al 2020).
Tale dinamica è ascrivibile principalmente alla ripresa degli introiti pubblicitari, tra i quali va evidenziata la crescita sostenuta di quelli online, la ripresa di quelli riconducibili ai media tradizionali dopo la contrazione registrata durante il periodo pandemico, a cui si aggiunge l’importante crescita dei ricavi provenienti dalle offerte televisive a pagamento sul web e le maggiori entrate derivanti dalla riscossione del canone per il servizio pubblico radiotelevisivo. La crescita di tali voci ha pertanto comportato l’incremento del valore complessivo del SIC nonostante la riduzione delle voci relative agli abbonamenti alla pay tv satellitare e digitale terrestre, alla vendita di copie cartacee e digitali di quotidiani e periodici e alla fruizione da parte del pubblico di opere cinematografiche. Quanto alla distribuzione delle risorse complessive del SIC per l’anno 2021 per macrocategorie di ricavo, vi è un’incidenza pari al 58,9% (53,6% nel 2020) di quelle attribuibili alle entrate da pubblicità, del 29,2% di quelle riferibili alla vendita diretta di prodotti e servizi e il restante 11,9% relativo ai fondi pubblici. Nel provvedimento, sulla base delle informazioni raccolte e tenuto conto della dimensione complessiva e degli assetti nel SIC nonché delle esigenze di trasparenza e conoscibilità del mercato, l’Autorità ha determinato la distribuzione delle quote dei soggetti che detengono una quota superiore all’1% dei ricavi complessivi del SIC. Da questa analisi, con riguardo alle ipotesi che a norma dell’articolo 51 del Tusma costituiscono indici sintomatici di posizioni di mercato potenzialmente lesive del pluralismo, emerge come nessuno degli operatori abbia realizzato, nel 2021, ricavi superiori alla soglia del 20%, sebbene si rilevi che le quote dei primi quattro operatori si attestano su valori superiori al 10% dell’aggregato. Con riferimento alle tipologie di ricavo, emerge dall’analisi del SIC che il 58,9% delle risorse complessive deriva dalla vendita di pubblicità, cui seguono quelli relativi alla vendita di prodotti e servizi, con un’incidenza del 29,2%, e quelli riferibili ai Fondi pubblici, con un peso dell’11,9% del valore complessivo. Più nel dettaglio, la raccolta di pubblicità online, realizzata sia per i propri siti/app, sia per soggetti terzi, comprensiva delle entrate da vendita di spazi pubblicitari sulle diverse piattaforme, incluse le risorse raccolte da motori di ricerca, da piattaforme sociali e di condivisione, vale 5,5 miliardi, giungendo a rappresentare la maggiore fonte di ricavi del SIC (29,3%). Sempre per quanto riguarda i ricavi da inserzioni pubblicitarie, la componente costituita dalla raccolta (diretta, tramite concessionaria e in qualità di concessionaria) di pubblicità nazionale e locale sui mezzi di informazione tradizionali (quali servizi di media audiovisivi in chiaro e a pagamento; radio; quotidiani; periodici), comprese le televendite e le sponsorizzazioni afferenti ai servizi di media, nonché dalla pubblicità esterna e dalla pubblicità cinematografica sfiora i 5 miliardi, collocandosi, pertanto, al secondo posto in termini di incidenza sui ricavi complessivi del SIC (26,4%).
I soggetti che detengono quote non inferiori all’1% rappresentano congiuntamente, con 12,5 miliardi di euro, il 66,4% del SIC, mentre il restante 33,6% delle risorse complessive è caratterizzato dalla presenza di una platea di soggetti piuttosto ampia con quote pari o inferiori all’1%.
Nel dettaglio, nessuno degli operatori presenti nel perimetro del SIC ha realizzato, nel 2021, ricavi superiori alla soglia del 20% di cui all’art. 51, comma 3, lett. a) del Tusma, sebbene sia possibile osservare come le quote dei primi quattro operatori si attestino su valori superiori al 10% dell’aggregato.
Più precisamente, i primi dieci gruppi operanti nelle aree economiche che compongono il SIC – Rai Radiotelevisione Italiana; Comcast Corporation/Sky Italian Holdings; Fininvest (MFE-Mediaset, Mondadori, Mediamond); Alphabet/Google; Meta/Facebook, Cairo Communication; Amazon; GEDI Gruppo Editoriale; Netflix; DNI Europe Holding Limited/Discovery – rappresentano congiuntamente, con 12,5 miliardi di euro, il 66,4% del SIC, mentre il restante 33,6% dei ricavi totali è caratterizzato dalla presenza di una platea di soggetti piuttosto ampia con quote inferiori all’1% . In questo contesto, Rai raggiunge la prima posizione, con un’incidenza dei propri ricavi sul SIC del 13,5%, mentre Comcast/Sky, con un peso del 12,1% sulle risorse complessive, scende al secondo posto. Segue il gruppo Fininvest, con una quota complessiva del 10,3%. Tra gli altri soggetti, si riscontra la rilevanza delle piattaforme online, con Alphabet/Google, Meta/Facebook, Amazon e Netflix che si collocano rispettivamente al quarto, quinto, settimo e nono posto. Tra queste, solamente Alphabet/Google esibisce una quota superiore al 10% (precisamente pari al 10,04%) mentre i restanti operatori presentano un’incidenza dei propri ricavi sul totale inferiore all’8%.
A questo link è disponibile la delibera n. 223/23/CONS Agcom; a questo link il relativo allegato.