TeleradioFax n. 14/2005 – 23 Luglio 2005

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Sommario:


PRIMA RELAZIONE ANNUALE AL PARLAMENTO DELLA NUOVA AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI:L’APPREZZAMENTO DI AERANTI-CORALLO

■ Si è tenuta giovedì 21 luglio, nella Sala della Lupa di Montecitorio, la Relazione annuale sull’attività svolta e sui programmi di lavoro della Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Alla cerimonia, cui erano presenti tra gli altri il Capo dello Stato Ciampi, il Presidente della Camera Casini, il Vicepresidente del Senato Fisichella, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Letta e il Ministro delle Comunicazioni Landolfi, sono intervenuti per AERANTI-CORALLO Marco Rossignoli e Luigi Bardelli.

Il Presidente dell’Agcom Corrado Calabrò, nella propria relazione, dopo la presentazione del Consiglio (insediato lo scorso 16 maggio, dopo un periodo di circa due mesi di vacatio), ha illustrato le principali attività svolte dall’Authority delle comunicazioni, soffermandosi in prima battuta sul settore delle telecomunicazioni. Subito dopo, ha sottolineato che è in fase di completamento l’analisi dei diciotto mercati rilevanti nel settore delle comunicazioni (quindici consultazioni pubbliche sono state già ultimate e l’Agcom prevede, entro la fine del corrente anno, di pervenire alla conclusione del procedimento, analizzando gli ultimi tre settori, tra cui quello radiotelevisivo). Soffermandosi sul settore televisivo, il Presidente dell’Agcom ha rilevato che “perdura la situazione di concentrazione in capo ai due protagonisti Rai e Mediaset, ai quali vanno poco meno di tre quarti dei ricavi del sistema (rispettivamente 39,9% e 33,8%), con una lieve flessione dell’1,9% (rispettivamente 1,6% e 0,3%) rispetto all’anno precedente, mentre la quota dei due operatori sul totale degli ascolti televisivi sfiora l’88% nell’intera giornata.” Mentre Sky prosegue la propria crescita (raccoglie circa il 19% delle risorse, essenzialmente costituite da abbonamenti) e il gruppo La 7 raggiunge circa il 2% dei ricavi del sistema televisivo, le “altre” televisioni, tra le quali le tv locali, vedono ridurre la propria incidenza complessiva al 5,3% nell’anno 2004. L’Agcom, ha continuato il Presidente Calabrò, ha approvato recentemente un programma di lavoro sulla rilevazione degli indici di ascolto finalizzato al miglioramento del funzionamento del sistema Auditel secondo criteri di obiettività, indipendenza, trasparenza e apertura alle nuove tecnologie e con l’osservanza di metodologie validate dall’Istat. Inoltre, con la delibera 136/05 del marzo 2005, l’Agcom ha imposto a Rai e Rti precise condizioni per favorire lo sviluppo del digitale, mentre la scorsa settimana ha approvato i disciplinari per l’accesso alle reti Rai e Rti da parte di canali indipendenti.
Il Presidente Calabrò si è anche soffermato sul settore della radiofonia, che con i suoi 37 milioni di ascoltatori giornalieri e grazie alla elevata qualità dei programmi informativi, culturali e di intrattenimento rappresenta un formidabile strumento a servizio dei cittadini e del Paese. Proprio per la radiofonia, l’Agcom ha, come noto, recentemente emanato il regolamento sul DAB-T. Il Presidente Calabrò ha anche sottolineato l’importanza di eliminare completamente l’arretrato gravante sul Registro degli operatori di comunicazione.
Il Presidente dell’Agcom non ha mancato di far rilevare l’opera di tutela della persona nel settore delle comunicazioni. In particolare, ha citato l’opera di difesa dei minori, attuata anche di concerto con i tredici Corecom che hanno ad oggi stipulato apposita convenzione con l’Autorità e ha auspicato una maggiore collaborazione con il Comitato tv e minori.
AERANTI-CORALLO ha apprezzato i contenuti e il tenore della relazione del Presidente Calabrò, in particolare nei punti in cui è stato evidenziato il perdurare della situazione di duopolio televisivo e laddove è stata richiamata l’attenzione sulla recente approvazione del provvedimento finalizzato alla verifica dell’Auditel, impostazione quest’ultima pienamente condivisa dagli editori televisivi locali. AERANTI-CORALLO auspica infine che l’Autorità, nel disegnare l’assetto regolamentare per la transizione dalla tecnologia analogica a quella digitale, definisca una serie di norme sia per il comparto televisivo che per quello radiofonico finalizzate a garantire pienamente gli spazi e il ruolo delle emittenti locali nei nuovi scenari digitali.

 

GARANTE DELLA PRIVACY: QUANDO SI HA IL DIRITTO DI NON RICOMPARIRE IN TELEVISIONE

■ Il Garante per la protezione dei dati personali (c.d. “Garante della privacy), nella sua riunione dello scorso 7 luglio, ha fissato un importante principio relativo al cosiddetto “diritto all’oblio”. Il caso esaminato dal Garante si riferisce a una persona ripresa dalle telecamere durante un processo penale mandato in onda nel corso di una trasmissione televisiva; tali immagini, che la ritraevano mentre reagiva alla richiesta di condanna nei confronti della persona a cui era allora legata sentimentalmente, vengono ritrasmesse a distanza di 16 anni; la donna, ormai inserita in un contesto sociale diverso, vede lesa la propria reputazione e dignità e il Garante della Privacy le ha dato ragione. Nel proprio provvedimento, (relatore Mauro Paissan) l’Autorità ha stabilito che esiste per l’interessata il diritto a non essere più ricordata pubblicamente, a distanza di molti anni, per quell’episodio della sua vita. Nel provvedimento, l’Autorità ha dunque richiamato per l’interessata il cosiddetto “diritto all’oblio” e ha osservato che le riprese effettuate consentono per la loro tipologia il riconoscimento della donna; le immagini trasmesse non rispettano inoltre il principio dell’essenzialità dell’informazione riguardo a fatti di interesse pubblico poiché si riferiscono a una persona estranea al processo e poi collegata alla vicenda solo in virtù della relazione sentimentale, successivamente emersa, con uno degli imputati. L’impiego delle immagini di repertorio richiedeva dunque, a giudizio del Garante, l’adozione di cautele per non rendere identificabile la donna. L’Autorità ha dunque imposto il divieto di ulteriore diffusione delle immagini.

AGCOM: IN CORSO DI EMANAZIONE IL DECRETO PER IL CONTRIBUTO ANNUALE DOVUTO ALL’AUTORITA’. CONFERMATE LE ESENZIONI PER RADIO E TV LOCALI, PER GLI ALTRI SOGGETTI IL CONTRIBUTO AUMENTA ALLO 0,65 PER MILLE

■ Dovrebbe essere pubblicato la prossima settimana in Gazzetta ufficiale il decreto con cui il Ministro dell’economia e delle finanze fissa il contributo annuale dovuto all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Quest’anno dovrebbero essere previste alcune novità procedurali: mentre rimangono confermate le esenzioni dal pagamento del contributo per emittenti radiofoniche e televisive locali, gli altri soggetti tenuti al pagamento (tra cui le imprese satellitari e le concessionarie pubblicitarie) dovranno calcolare detto contributo allo 0,65 per mille dei ricavi conseguiti (e non più allo 0,50 per mille). Il versamento del contributo potrà essere effettuato su un conto corrente bancario intestato alla Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, mentre la comunicazione, da effettuarsi entro il prossimo 15 settembre, potrà essere inviata a mezzo fax agli uffici dell’Agcom.

Nei prossimi giorni verrà data ampia informativa alle imprese associate AERANTI-CORALLO sulle modalità di versamento del contributo e sulle novità contenute nel decreto a mezzo di apposita circolare.

TAVOLO TECNICO ENPALS: UNA NOTA DI AERANTI-CORALLO

■ Il tavolo tecnico dell’Enpals, l’ente previdenziale per i lavoratori dello spettacolo, sta predisponendo una circolare sul DM 15 marzo 2005 relativo all’iscrizione all’Enpals di nuove figure professionali. AERANTI-CORALLO ha inviato all’Ente una nota su alcuni punti della circolare e la illustrerà nel corso della prossima riunione del tavolo tecnico che si svolgerà il 26 luglio.

IL CONSIGLIO DI STATO SOSPENDE LE PROPRIE DECISIONI SUL CASO DI EUROPA 7 E RIMETTE GLI ATTI ALLA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA

■ Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione sesta) ha sospeso l’esame del ricorso dell’emittente televisiva Europa 7, titolare di una concessione nazionale (ottenuta dopo essersi classificata al settimo posto nella graduatoria della gara indetta in attuazione della legge 249/97), ma impossibilitata a trasmettere in quanto non le sono mai state assegnate le frequenze, rimettendo gli atti alla Corte di giustizia europea. In particolare, il Consiglio di Stato ha posto alla Corte precisi quesiti sull’interpretazione della normativa europea e sulla conformità delle disposizioni legislative italiane in materia, che potrebbero contrastare con la normativa comunitaria. Il Consiglio di Stato, nella propria decisione, fissa dieci punti sui quali viene richiesto il parere della Corte di giustizia europea, sospendendo il giudizio in attesa della pronuncia della Corte di giustizia delle Comunità europee.

 

LA FNSI E GLI STATI GENERALI

■ La giunta della FNSI, (Federazione della stampa italiana) ha convocato per il prossimo 15 settembre un’assemblea degli stati generali dell’informazione, per discutere sul rinnovo del contratto di lavoro con le tre controparti (AERANTI-CORALLO per l’emittenza locale, Fieg per la carta stampata e Aran per gli uffici stampa pubblici).
Inspiegabilmente, la FNSI si ostina a sostenere che la ragione della rottura delle trattative è determinata dalla “volontà delle imprese di respingere le richieste del sindacato dei giornalisti”, mentre, come è noto, AERANTI-CORALLO, rivendicando l’importanza e i risultati raggiunti dal CCNL stipulato con la Fnsi nell’ottobre del 2000, chiede semplicemente che si lavori richiamandosi ai principi da tempo concordati tra le parti al fine di ottimizzare un contratto collettivo che, nel corso degli anni, ha contribuito a una continua crescita dell’occupazione giornalistica nel settore.