Spagna: un interessante congresso internazionale sul mezzo radio

(30 novembre 2024) L’Università Autonoma di Barcellona (UAB), a metà novembre, ha organizzato il “Congresso Internazionale della Radio: il futuro dell’audio”, presso il CaixaForum della capitale catalana.

L’evento ha riunito esperti dell’industria radiofonica e dell’audio, spagnoli e internazionali, per discutere del presente e del futuro del mezzo radiofonico. Alcune considerazioni emerse nel corso dei lavori possono essere di sicuro interesse e motivo di riflessione anche per gli operatori della radiofonia italiana.

Sostenibilità del modello di business

Una delle prime sessioni ha affrontato la sostenibilità degli attuali modelli radiofonici di business, in rapporto all’evoluuzione in atto. Ignacio Soto, direttore generale della SER, ha evidenziato le sfide e le opportunità che la radio deve affrontare al giorno d’oggi, sottolineando l’interessante potenziale rappresentato dai modelli editoriali della cosidetta “multidistribuzione”, come i podcast.

Soto ha ribadito la credibilità della radio come mezzo attraente per gli inserzionisti, affermando che, sebbene si preveda una crescita moderata nel mercato, la chiave consiste nel continuare a dimostrare l’efficacia e l’efficienza del modello pubblicitario della radio, che, peraltro, non raccoglie ancora la quota di pubblicità che le spetterebbe, in base ai dati di audience. Ha, infine, sottolineato che la radio resta, a detta del pubblico, il mezzo più credibile, non solo in Spagna, ma nella gran parte, per non dire la totalità, dei Paesi europei.

Xavier de Pol, direttore dell’Area Media del Gruppo Godó, ha, dal canto suo, sostenuto la longevità della radio grazie al suo formato live, che offre all’ascoltatore la possibilità di un consumo passivo, ma di qualità garantita.

Responsabilità del giornalismo radiofonico

Il congresso internazionale ha poi dato spazio ad una tavola rotonda sulla responsabilità del giornalismo radiofonico di fronte alla disinformazione ha visto la partecipazione di diversi giornalisti.

Ramon Iglesias (SER Cataluña), ha sottolineato la necessità per la radio di fornire sempre informazioni veritiere e verificate.

Marta Martínez (Latin USA) ha confermato che dagli studi risulta evidente la responsabilità di molti influencer nella creazione di opinioni distorte, sottolineando la necessità da parte dei media non solo di non replicare tali comportamenti, ma di impegnarsi per individuare i responsabili delle fake news e, dove emergessero, gli specifici interessi, in genere economici, che stanno dietro tali fake news.

DAB si, ma con prudenza

Augusto Molina, direttore tecnico della SER, aprendo la sessione “Cosa succederà alla trasmissione?”, ha curato una presentazione sul passato, sul presente e sul futuro del DAB.

Molina ha affermato che non è pensabile spegnere la FM per far decollare il DAB e, se anche il DAB è più efficiente e utilizza trasmettitori di ultima generazione, i costi si moltiplicano e il modello di business si fa di difficile sostenibilità.

Inoltre, molte delle risorse per l’industria radiofonica vengono dalla pubblicità locale, dunque è sempre necessario poter disporre di sistemi di distribuzione che permettano di effettuare degli split a livello locale. La tecnologia DAB è valida, ma la tutela della FM va garantita sin quando tutti i nodi della transizione non saranno stati sciolti.

Nuovi format multimediali

La sessione sui nuovi formati multimediali ha discusso l’importanza dei social network per l’espansione del mezzo radiofonico.

Miriam Hernanz, direttore generale di Prisa Video, ha sottolineato la necessità di contenuti di qualità per trattenere il pubblico, mentre Anna Punsí, direttore dei contenuti di True Crime Factory, ha ribadito l’importanza di saper raccontare storie sempre più coinvolgenti, evidenziando il potere dei contenuti sonori nel creare comunità.

Parlando, poi, del pubblico giovane, è emersa la necessità di esplorare nuove narrazioni ed utilizzare linguaggi attuali per raggiungere il target.

Sira Fernández, direttrice programmi SER, ha sottolineato l’importanza di essere vicini al pubblico più giovane, anche ricorrendo all’impiego di conduttori essi stessi appartenenti alla cosiddetta Gen Z, mentre Oriol de Balanzó, sceneggiatore, ha insistito sull’importanza di accompagnare i giovani alla scoperta della radio, organizzando specifiche iniziative e programmi, con le relative azioni di comunicazione mirate a quel target, che rappresenta il futuro del mezzo.

Anche il format della radio musicale deve prevedere un focus sui nuovi modelli di consumo del mercato discografico e prevedere risposte adeguate alla trasformazione in atto; anche in questo caso è stata sottolineata l’importanza, per un’emittente radiofonica, della capacità di attirare nuovi talenti.

Sergio Figueiras, direttore della strategia dei contenuti delle reti musicali di Prisa Media, ha rivendicato il fatto che solo il fattore umano può essere un elemento distintivo vincente rispetto agli algoritmi delle piattaforme.

La sessione dedicata ai podcast ha poi evidenziato la ormai necessaria coesistenza di radio e podcasting; María Jesús Espinosa de los Monteros, direttore generale di Prisa Audio, ha sottolineato, al riguardo, la sfida che oggi viene posta alla radio, che è quella di riuscire a trasformarsi in un’industria audio on air, ma anche online e on demand, in autonomia, capace di essere indipendente dalle piattaforme OTT.

Intelligenza Artificiale e Innovazione

Ana Ormaechea, Chief Digital Officer radiofonica, ha discusso l’impatto dell’IA sul settore audio, evidenziando le opportunità e le sfide; lo ha fatto anche presentando VerificAudio, uno strumento sviluppato da Prisa per combattere la disinformazione audio.

La sessione sul dilemma tra voce umana e voce sintetica ha esplorato la possibile convivenza tra le due realtà, analizzando i casi in cui una voce sintetica sia accettabile (in genere per i contenuti ‘di servizio’) e quelli in cui resti indispensabile la voce umana (per gli spazi di effettiva comunicazione col pubblico). Ana Alonso ha rivendicato la forza della radio e dell’audio, sottolineando l’importanza di una mentalità aperta nella promozione dei contenuti.

Conclusioni

In conclusione del “Congresso Internazionale della Radio: il futuro dell’audio”, Montserrat Domínguez, direttrice dei contenuti della SER, ha discusso l’IA come strumento per sostenere la società, in particolare nel giornalismo di prossimità.

Sicuramente l’IA è qualcosa di molto interessante e affascinante; può aiutare a migliorare la produttività nelle redazioni, ma non bisogna confondere il miglioramento della produttività con una produzione senza freni o, peggio, senza limiti ai contenuti.

Il resoconto video dell’evento è disponibile al seguente link: https://congresoradiobcn.com/en/  (AR)

 

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