Scelta e impiego dei microfoni per esterne

 

(13 gennaio 2025)  Che si parli di riprese solo audio, a fini radiofonici, o della sonorizzazione di una ripresa video, esaminiamo quali problematiche debbano essere risolte dai fonici, nelle diverse situazioni di registrazione sonora, al di fuori di uno studio, sottolineando l’importanza della scelta della scelta e dell’impiego dei microfoni per esterne proprio in base alle condizioni di lavoro e al tipo di ripresa, piuttosto che alle semplici caratteristiche tecniche del microfono stesso.

Saper comprendere il contesto

La registrazione del suono in esterna richiede una profonda comprensione dell’ambiente, della logistica e delle esigenze specifiche della produzione.
Il processo deve iniziare con una pianificazione meticolosa, che includa la valutazione del luogo dove avviene la ripresa sonora e l’identificazione dei potenziali problemi acustici, compreso il posizionamento ottimale del microfono, soprattutto se di un tipo che va ‘indossato’ da chi parla. Infatti sono anche i fattori quali la presenza di abiti elaborati, l’eventuale movimento delle persone microfonate o la necessità di catturare o evitare effetti sonori d’ambiente, come il vento, influenzano la scelta del microfono e il suo posizionamento.

Gli aspetti sensibili delle riprese audio in esterna

L’ambiente gioca un ruolo cruciale nella scelta del microfono.
Situazioni rumorose, come potrebbe essere la cucina di un ristorante o un’arena sportiva affollata, richiedono strategie specifiche per minimizzare il rumore di fondo e isolare il dialogo. L’ambiente esterno è, di regola, ricco di rumori indesiderati, come traffico, vento, aerei, folla, lavori in corso, mezzi di soccorso in transito a sirene spiegate… tutte interferenze audio che possono rovinare la registrazione in corso.
La natura stessa pone ulteriori sfide, con il meteo che rappresenta un fattore determinante. La pioggia, il vento e altri elementi possono compromettere la qualità del suono, oltre a richiedere l’uso di microfoni resistenti alle intemperie e protezioni adeguate.
Al di fuori di uno studio, l’acustica è imprevedibile; riflessioni, riverbero e diffrazione del suono possono creare ulteriori problemi di fase, distorsione e colorazione del suono. La scelta del microfono e il suo posizionamento devono sempre tenere conto dell’acustica del luogo della ripresa, per ottenere un suono il più possibile pulito e naturale.

Logistica e gestione della produzione

Le riprese in esterna sono spesso soggette a vincoli di tempo rigidi. Se associate al video, entra in gioco anche la disponibilità, o meno, della luce naturale, così come potrebbe essere limitato il tempo disponibile per la registrazione della produzione; tutti elementi che mettono sotto pressione anche i fonici, ai quali viene chiesto di ottenere un suono di qualità, ma in tempi brevi.
Poi, lavorando ‘fuori casa’, spesso l’accesso all’alimentazione è limitato e in alcune location esterne potrebbe non essere disponibile del tutto l’alimentazione elettrica. I fonici devono quindi pianificare attentamente l’utilizzo delle batterie e considerare l’uso di microfoni a basso consumo energetico, per garantirsi un’autonomia sufficiente.
Aspetti acustici più specifici riguardano distorsione e clipping: ci sono suoni in esterna, come spari, esplosioni o riprese fatte a concerti, che possono generare livelli di pressione sonora (SPL) estremamente elevati, mettendo a rischio la capacità del microfono di gestire il segnale senza distorsioni. La scelta di microfoni con elevato SPL e l’uso di attenuatori possono prevenire il clipping e preservare la qualità del suono.
Le riprese in esterna, poi, soprattutto se si utilizzano microfoni wireless, possono essere soggette a interferenze radio provenienti da stazioni radiotrasmittenti che generano armoniche e spurie, telefoni cellulari, Wi-Fi o altre sorgenti analoghe di interferenze elettromagnetiche.
Nel novero dei rischi da prendere in considerazione, non vanno trascurati quelli derivanti da traumi fisici all’attrezzatura. Parliamo di esposizione agli elementi naturali, di cadute accidentali e dell’usura, che possono causare malfunzionamenti dell’attrezzatura; per questo è necessaria un’attrezzatura di backup.

Tipologie di microfoni per esterne

In caso di rilevanti rumori di fondo, i fonici possono utilizzare microfoni direzionali come ipercardioidi e shotgun, posizionandoli strategicamente, per ridurre l’interferenza sul parlato dei soggetti da registrare.
Tuttavia, oltre ai microfoni principali, i fonici possono utilizzare microfoni integrativi, per catturare in modo controllato il suono ambientale, per fornire, complessivamente, un risultato più realistico. Questi microfoni di supporto possono anche essere impiegati come backup in caso di problemi con i microfoni principali oppure per registrare dialoghi in situazioni in cui i microfoni visibili non sarebbero adatti.
Nei documentari e nelle situazioni live, per esempio, l’ambiente sonoro autentico è fondamentale per immergere gli spettatori nel contesto. I fonici devono bilanciare la necessità di un dialogo chiaro con la cattura dell’atmosfera circostante, spesso utilizzando una combinazione di microfoni omnidirezionali e direzionali per ottenere il risultato desiderato.

Microfoni a condensatore RF o AF?

Un’ultima riflessione ci porta a focalizzare due tecnologie utilizzate nei microfoni a condensatore: AF (Audio Frequenza) e RF (Radio Frequenza).
Un microfono a condensatore AF utilizza una capsula che funziona come un condensatore, immagazzinando una carica elettrica statica. La vibrazione del diaframma, indotta dalle onde sonore, modifica la distanza tra le due armature del condensatore (diaframma e piastra posteriore), variando la capacità del condensatore stesso. Questa variazione di capacità produce un flusso di corrente proporzionale all’intensità del suono. Un preamplificatore ad alta impedenza converte questa corrente in un segnale audio utilizzabile.
I microfoni a condensatore RF, invece, utilizzano un principio diverso. La capsula, sempre costituita da un condensatore, viene integrata in un circuito oscillatore a radiofrequenza (RF). La variazione della capacità della capsula, causata dalle onde sonore, modula la frequenza dell’oscillatore. Un circuito demodulatore RF converte poi le variazioni di frequenza RF in un segnale audio convenzionale.
I microfoni a condensatore AF, come detto, immagazzinano una carica statica e la variazione di questa carica, causata dalla vibrazione del diaframma in risposta alle onde sonore, genera il segnale audio. Per alcuni tecnici, questo sistema, soprattutto per utilizzi in esterna, presenta alcuni svantaggi, perché la capsula è sensibile all’umidità atmosferica. L’umidità può causare la dispersione della carica immagazzinata, con conseguente aumento del rumore e riduzione dell’uscita del segnale. I microfoni a condensatore RF, d’altra parte, richiedono una tecnologia più complessa.
L’approccio RF, sebbene più complicato dal punto di vista ingegneristico, offre diversi vantaggi rispetto ai microfoni AF. Certamente, come prima cosa, esso è immune all’umidità: il circuito a bassa impedenza intorno alla capsula rende il sistema molto più tollerante, rendendo i microfoni RF ideali per l’uso in esterni, soprattutto in ambienti con elevata umidità o in situazioni piovose. Inoltre, i microfoni RF presentano un rumore di fondo inferiore rispetto ai microfoni AF, grazie all’assenza di transistor ad effetto di campo (FET) nel circuito di preamplificazione.

UNA RASSEGNA DI SOLUZIONI

Microfoni a condensatore
Vantaggi: risposta in frequenza lineare, buona risposta ai transienti, alta sensibilità e basso rumore di fondo (specialmente quelli a diaframma largo).
Svantaggi: meno resistenti rispetto ai microfoni dinamici, richiedono alimentazione phantom o batterie (tranne i modelli electret), maggiore sensibilità al feedback.
Applicazioni: ideali per la registrazione di cori, strumenti acustici, dialoghi in ambienti controllati. Possono avere diagrammi polari variabili (omni, cardioide, figura a otto) offrendo grande flessibilità.
Esempi: Neumann U87, AKG C414, DPA 4006.

Microfoni dinamici
Vantaggi: robusti, affidabili, non richiedono alimentazione phantom, alta capacità di gestire elevati livelli di pressione sonora (SPL), adatti per la registrazione di sorgenti sonore potenti.
Svantaggi: risposta in frequenza meno estesa rispetto ai condensatori, minore sensibilità, risposta ai transienti meno accurata.
Applicazioni: ottimi per la registrazione di strumenti a percussione, amplificatori per chitarra, voce dal vivo in ambienti rumorosi.
Esempi: Shure SM57, Shure SM58, Sennheiser MD421.

Microfoni a nastro (Ribbon)
Vantaggi: suono dettagliato e caldo, buona risposta alle alte frequenze, buona risposta ai transienti.
Svantaggi: fragili, sensibilità relativamente bassa, rumore di fondo più elevato rispetto ai condensatori.
Applicazioni: spesso utilizzati per la registrazione di strumenti acustici, archi, fiati, amplificatori per chitarra. Il diagramma polare a figura a otto è comune.
Esempi: Royer R-121, Røde NTR, Sontronics Apollo 2, Audio-Technica AT4081 Stilo.

Microfoni Lavalier
Vantaggi: piccoli e discreti, ideali per il posizionamento su abiti, consentono libertà di movimento agli attori.
Svantaggi: possono catturare il rumore degli abiti, se non posizionati correttamente, e richiedono sistemi wireless per la trasmissione del segnale.
Applicazioni: ampiamente utilizzati per la registrazione di dialoghi in film, televisione e teatro.
Esempi: Sennheiser MKE40-4, Røde Lavalier Go, Shure MVL, DPA 4080-DC-DB00, Audio-Technica AT829 W.

Microfono a gelato
Si tratta della tipologia più tradizionale e diffusa di microfono.
Vantaggi: nella maggior parte dei casi questi microfoni non hanno esigenze di compattezza, quindi contengono componenti di alta qualità che permettono una resa molto fedele del suono.
Svantaggi: per lo stesso motivo, parliamo di un tipo di microfono piuttosto ingombrante.
Applicazioni: il suo impiego è praticamente universale, per concerti o in sala di incisione (su supporto), negli studi televisivi e radiofonici, oppure per interviste in studio o in esterna, spesso tenuto in mano.
Esempi: Røde M1-S, Proel Eikon WM100M, Sennheiser E 835, Boya BY-HM100.

Microfoni Shotgun
Vantaggi: altamente direzionali, consentono di catturare suoni a distanza, ideali per isolare il dialogo in ambienti rumorosi.
Svantaggi: possono catturare rumori indesiderati se non posizionati correttamente, richiedono un’attenta gestione per evitare rumori di manipolazione.
Applicazioni: utilizzati in documentari, film, eventi sportivi per la registrazione di dialoghi a distanza o per catturare suoni specifici in ambienti affollati.
Esempi: Boya Microfono XLR, DPA 2017 Shotgun, Røde NTG2, E-Image PM-846.  (AR)

 

Vedi anche:

Consigli per gestire i flussi audio sugli OB Van nelle esterne Tv

MIR Tech torna a Rimini, dal 7 al 9 aprile

Il suono fa la differenza, ma va dosato con cura

Nuovi MacBook Air Apple: con M3 audiovisivo al top