Rossignoli (aer-anti-corallo): “no all’abrogazione delle norme a favore della pubblicita’ pubblica sulle emittenti locali”. vita replica: “effettivamente i senatori ora devono intervenire”

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CS 22/2000

                              COMUNICATO STAMPA
                COORDINAMENTO AER ANTI CORALLO             

 

Roma, 23 marzo 2000

Rossignoli (Aer-Anti-Corallo): “No all’abrogazione delle norme a favore della pubblicità pubblica sulle emittenti locali”. Vita replica: “Effettivamente i Senatori ora devono intervenire”


L’avvocato Marco Rossignoli, coordinatore delegato di Aer Anti e Corallo (la federazione che rappresenta 1.283 imprese radiotelevisive locali su 1.750 attualmente operanti) ha dichiarato: “Abbiamo denunciato ai membri del Senato, al Governo e alle forze politiche il fatto che il disegno di legge sulla Comunicazione Pubblica, approvato dalla Camera ed attualmente all’esame del Senato, prevede tra l’altro l’abrogazione dell’art. 9 della Legge 223/90 e successive modificazioni. Tale articolo è quello che impone alle amministrazioni pubbliche di riservare quote di pubblicità all’emittenza locale. Peraltro le analoghe misure a favore della carta stampata non vengono abrogate”.

“Il Coordinamento- ha concluso Rossignoli- ha chiesto che il Senato cancelli tale abrogazione, ripristinando questa importante misura a favore dell’emittenza locale e che il ddl 1138, inoltre, contribuisca a valorizzarla, introducendo precise norme atte a garantirne l’applicazione (cosa che invece, sino ad oggi, è stata debole e saltuaria”.

Il Sottosegretario alle comunicazioni, On. Vincenzo Vita, presente ieri al Convegno Nazionale organizzato a Roma dal Coordinamento Aer-Anti-Corallo, a fronte di tali sollecitazioni, ha replicato che “effettivamente questa norma è da ripensare” ed ha invitato i Senatori a intervenire per sopprimere questa ipotesi di abrogazione.

Per informazioni: 0348.44.54.981

 

 

                               Il Coordinamento Aer Anti Corallo – che aderisce alla Confcommercio –
               rappresenta oggi 1300 imprese radiotelevisive italiane sulle circa 1750 oggi operanti