Radiofonia digitale Dab+. Rossignoli: “Occorre una soluzione-ponte fino all’attuazione del nuovo piano delle frequenze”

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(28 dicembre 2020)   La radio digitale Dab+ rappresenta, al momento, per l’emittenza locale, un elemento di preoccupazione.

Il processo di avvio del digitale radiofonico è, di fatto, congelato in diverse importanti aree del Paese.

Quali sono le soluzioni ipotizzabili per risolvere questa empasse?

Ne abbiamo parlato con il coordinatore Aeranti-Corallo, avv. Marco Rossignoli. Ecco cosa ci ha detto.

Rossignoli, quale è il quadro attuale?

L’Agcom, con la propria delibera n. 39 del 2019, ha avviato il procedimento per l’adozione del nuovo piano di assegnazione delle frequenze in banda III per la radiofonia digitale Dab+.

Tale procedimento è finalizzato a dare attuazione a quanto disposto dalla legge di bilancio 2018, come modificata dalla legge di bilancio 2019.

In particolare, tale norma stabilisce che le frequenze nella banda III Vhf debbano essere pianificate, sulla base degli accordi di Ginevra 2006, per la radiofonia digitale terrestre Dab+ e, ove necessario, per il servizio televisivo digitale terrestre.

Il nuovo emanando piano sostituirà, a decorrere dal luglio 2022, l’attuale pianificazione e dovrebbe consentire alla emittenza radiofonica locale di operare da tale data in Dab+ sull’intero territorio nazionale.

In concreto, qual è la situazione odierna per l’emittenza locale?

Attualmente l’emittenza radiofonica locale può operare solo in 10 bacini sui 39 pianificati : Trento; Bolzano; Aosta; Torino e Cuneo; Firenze, Pistoia, Prato, Arezzo e Siena; Perugia e Terni; L’Aquila; Cagliari, Nuoro, Ogliastra e Carbonia-Iglesias; Napoli e Caserta; Potenza e Matera.

Inoltre, è attivo un impianto a Roma, ed è attivo un impianto in Emilia Romagna in virtù di provvedimento della Magistratura amministrativa.

Cosa vi preoccupa maggiormente?

L’emittenza nazionale privata e la Rai, hanno attivato reti operanti in Dab+ su tutto il territorio nazionale, e, nel frattempo, si sta sviluppando il mercato dei ricevitori.

In particolare, molte delle autoradio installate sulle autovetture vendute negli ultimi due anni sono dotate di interfaccia Dab.

Inoltre, la legge di bilancio 2018 ha previsto che, al fine di favorire l’innovazione tecnologica, dal 1° gennaio 2020 gli apparecchi venduti ai consumatori nel territorio nazionale devono integrare almeno una interfaccia che consenta all’utente di ricevere i servizi della radio digitale.

Il c.d. “decreto sblocca cantieri” ha limitato l’applicazione della norma ai ricevitori autoradio venduti singolarmente o integrati in un veicolo nuovo della categoria M e N nonché ai ricevitori con sintonizzatore radio che operino nelle bande destinate al servizio di radiodiffusione.

Quale rischio corre l’emittenza locale in questo scenario?

In considerazione che l’emittenza radiofonica locale non può operare in circa 2/3 del territorio nazionale, qualora non venga individuata una soluzione ponte fino all’emanazione e all’attuazione del nuovo piano di assegnazione delle frequenze (che non potrà trovare attuazione prima di luglio 2022), la stessa verrà fortemente penalizzata, in quanto si svilupperà un ascolto radiofonico digitale dove l’emittenza locale sarà sostanzialmente assente.

Ciò comporterà un profondo stravolgimento del mercato radiofonico, dove l’emittenza locale (che nel contesto analogico ha circa il 40% degli ascolti e circa il 40% della raccolta pubblicitaria) rischierà di rimanere emarginata.

Cosa propone Aeranti-Corallo?

Occorrerebbe, a parere di Aeranti-Corallo, prevedere una modifica del Regolamento di cui alla delibera Agcom n. 664/09/CONS e s.m.i., dando la possibilità di attivare (fino all’attuazione del nuovo piano delle frequenze), nelle regioni dove l’emittenza radiofonica locale non può, attualmente, trasmettere in tecnologia digitale Dab+, impianti provvisori, su base non interferenziale.

In concreto si tratterebbe di consentire l’attivazione provvisoria di non più di 15-20 impianti sull’intero territorio nazionale, previa verifica che gli stessi non cagionino interferenze di alcun genere.

Una soluzione di tal genere consentirebbe all’emittenza locale di poter continuare a competere anche nei nuovi scenari digitali, superando il periodo da qui all’attuazione del nuovo piano di assegnazione delle frequenze. (FC)

 

Vedi anche:

Radio digitale Dab+: per evitare un ritardo per l’emittenza locale, sono necessarie autorizzazioni sperimentali immediate nelle aree non ancora pianificate

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