Radiodays Europe 2024: l’AI al centro del dibattito

(10 aprile 2024) Dal 17 al 19 marzo, a Monaco di Baviera, si è tenuto “Radiodays Europe”, l’evento europeo di riferimento per la radiofonia, che ormai comprende organicamente il podcasting e le altre attività di produzione sonora, trattate essenzialmente dal punto di vista dei radiofonici.

Durante la tre giorni, con circa 1.500 presenze, si sono tenuti una sessantina di incontri: data la mole di argomenti toccati e approfonditi, sarebbe impossibile proporre un rapporto dettagliato dei lavori, ma qui vogliamo presentare una prima sintesi, con qualche spunto scelto tra i più interessanti e qualche dichiarazione utile a stimolare riflessioni professionali in merito alla radiofonia ai tempi dell’AI.

Apertura tra auspici e timori

Katja Wildermuth di Bayerischer Rundfunk, nel partecipare alla sessione di apertura dei lavori non ha esitato a riassumere la situazione della radiofonia, su scala globale, nella seguente frase:  “Il panorama audio è più creativo, più diversificato e più vivo che mai”.  Le ha fatto eco il ministro bavarese dei media, Florian Hermann, ricordando ai radiofonici che “voi lavorate nel cuore della democrazia, perché informate la gente”.

Subito è entrata in scena quella che, inevitabilmente, sarebbe stata la protagonista di gran parte degli incontri: l’intelligenza artificiale. Nel portarla alla ribalta come tema, Lars Bastholm, della società di consulenza Bastholm Creative, ha da prima mostrato alcune tra le più sorprendenti possibilità offerte dall’intelligenza artificiale, ma ha anche sottolineato, non senza ironia, come ci siano ancora molte cose che l’intelligenza artificiale non è in grado di fare, anche perché noi umani “possiamo essere molto più strani di quanto possa mai esserlo un computer”.

Marianna Spring, esperta di criticità derivanti dalla disinformazione e dei social media in BBC, ha comunque ribadito che il rischio più rilevante causato dall’AI è quello della crescita esponenziale delle fake news.

Approccio concreto all’AI

Nel merito di come gestire una transizione consapevole verso gli strumenti implementati dall’AI in radio, Hermann del Campo, AI specialist, ha subito rassicurato in merito al fatto che l’AI non è il prologo di un film alla Terminator, ma ha dato alcune puntuali indicazioni per permettere di governare utilmente queste nuove opportunità.

Innanzitutto ha sostenuto che le aziende dovrebbero iniziare a implementare l’intelligenza artificiale nei loro sistemi, perché è solo gestendo gli strumenti che si può acquisire consapevolezza ed esperienza, anche rischiando qualche errore, dal quale apprendere per migliorarsi. Tale implementazione va però governata, definendo un piano di lavoro e una progressione ragionata, anche in termini di budget.

Di pari passo con l’implementazione tecnologica, è indispensabile la formazione dell’intero team di lavoro.
A detta di Del Campo, la maggior parte delle stazioni radio non abilita tutto il suo personale, ma in genere crea una squadra dedicata all’AI, dunque solo poche persone in azienda imparano a utilizzare gli strumenti di intelligenza artificiale; invece, coinvolgendo una gran parte del personale, si possono raggiungere risultati migliori, frutto di un più ampio concorso di idee e di critiche.

L’AI semplifica

Interessante l’intervento di James Cridland, esperto giornalista specializzato ed oggi editore di Podnews , il quale ha ribadito che “i contenuti generati dall’intelligenza artificiale sono la nuova frontiera della produzione video, ma possono anche essere non meno utili per creare i contenuti audio”. Cridland lo ha fatto in modo molto concreto, utilizzando in quel momento, sul palco, AudioStack (una piattaforma per la produzione audio basata sull’Ai e completamente automatizzata) con la quale, in tempo reale, ha scritto, registrato e prodotto uno spot pubblicitario per i “Radiodays Europe”.

La platea è stata particolarmente colpita dalla qualità delle voci clonate. Cridland ha voluto dimostrare che il creare automaticamente annunci pubblicitari di qualità, già rappresenta una notevole riduzione del carico di lavoro. 

Un altro elemento di utilità rappresentato dall’AI è che questa può aiutare non solo generando un audio, ma anche trascrivendolo, infatti ci sono soluzioni grazie alle quali è possibile trascrivere il contenuto di programmi talk, così da renderli fruibili anche per le persone non udenti, o semplicemente per tornare, in modo più riflessivo, su alcuni contenuti precedentemente ascoltati.
Cridland ha continuato, presentando strumenti che aiutano a ottimizzare i video (un aspetto che riguarda sempre più le radio dedite alla radiovisione o allo streaming audiovisivo), alla creazione automatica di highlight estratti da un programma, generati appositamente per essere poi pubblicati su Instagram o su TikTok.

James Cridland ha concluso il suo intervento, dal sapore laboratoriale, usando l’ultima canzone dei Beatles “Now and Then” per presentare diversi software già disponibili per separare le diverse tracce audio, voci e parti strumentali.

Miss AI è la factotum

Questo approccio basato sulla concretezza degli esempi è stato seguito anche da Jott Lischka, produttore musicale, dj radiofonico e responsabile, tra l’altro, dello sviluppo di nuove funzionalità per Radio.Cloud, in particolare Voicetrack.ai.

Radio.Cloud è una piattaforma di automazione radiofonica, gestione e produzione di contenuti al 100% basata sul cloud e gestibile attraverso un browser. Lischka ha spiegato come sia possibile per l’AI generare un programma radiofonico 24 ore su 24, 7 giorni su 7 e di come, sorprendentemente, i contenuti di questa produzione possano essere iper localizzati e non generici.

Infatti, l’intelligenza artificiale può selezionare e programmare le canzoni più ascoltate in una specifica area geografica; tali canzoni vengono inserite come hit di una playlist personalizzata, così come le news o gli annunci di meteo o traffico, sempre aggiornati, possono essere circoscritti ad una data zona. 

L’intelligenza artificiale può anche scrivere gli interventi di moderazione sulle pagine social dell’emittente. Per una radio tradizionale potrebbe essere interessante affidare all’Ai la gestione, per esempio, delle fasce notturne o del weekend; il prodotto editoriale sarebbe comunque di qualità superiore e dunque preferibile al proporre sola musica o repliche.

Il suono intelligente tutela le culture

Interessante, infine, la sessione dedicata al tema di come l’audio radiofonico, di origine umana, sia legato alle culture dei popoli e possa contribuire alla loro preservazione, grazie all’intervento dell’AI.

Sarah Toporoff, consulente editoriale, ha coordinato una sessione con diversi casi, provenienti da Paesi diversi, in cui suono e cultura si sono perfettamente coniugati. Un’unione resa possibile dalle potenzialità offerte dall’AI.

Lukas Sapik di Czech Radio, nella Repubblica Ceca, ha parlato del progetto dedicato al cantante Karel Gott, morto nel 2019 subito dopo aver terminato di scrivere la sua autobiografia “La mia strada verso la felicità”. Per celebrare il centenario delle trasmissioni radiofoniche nella Repubblica Ceca, il team di Sapik, in collaborazione con l’Università di Plzeň, grazie all’AI ha ricreato la voce di Gott; questa voce sintetica, del tutto simile all’originale, è stata utilizzata per leggere “La mia strada verso la felicità”, preservando tutta la varietà delle emozioni del testo; la radio ha poi edito l’opera in forma di audiolibro, successivamente acquistato da oltre un milione di persone nei due mesi successivi alla pubblicazione.

Jo Raknes, redattore capo della norvegese NRK, ha presentato un progetto che ha evidenziato il valore dell’intelligenza artificiale al servizio delle lingue minoritarie, come il Sami ed altre varietà indigene parlate in Scandinavia. In genere questi ceppi linguistici mancano di un’adeguata rappresentazione nei media, audio in particolare.

L’emittente norvegese si è posta l’obiettivo di sostenere i dialetti Sami attraverso l’uso di contenuti multimediali, tuttavia creare contenuti audio per una comunità di parlanti così piccola, in partenza, non è stato facile. Poi, utilizzando l’intelligenza artificiale per creare un podcast (il primo in assoluto) in lingua Sami, NRK ha aperto questa nuova strada e nuove opportunità.

In base alla testimonianza di Jo Raknes, l’intelligenza artificiale può garantire un futuro alle lingue minoritarie e ai dialetti, rendendo possibili e sostenibili le produzioni, sia nel contesto dell’audio on demand, sia in quello della radiofonia. (AR)

In una seconda relazione, che pubblicheremo a breve, tratteremo il tema della radio in rapporto alle nuove generazioni e il tema dell’ascolto della radio in auto, proponendo altri interessanti testimonianze espresse durante i Radiodays Europe 2024.

 

Vedi anche:

Edizione speciale dei Marconi Days dedicata al 150° della nascita di Guglielmo Marconi

A Milano il 13 Febbraio, il World Radio Day