(2 ottobre 2024) Le radio e tv locali danno lavoro a oltre cinquemila dipendenti stabilmente assunti, di cui oltre duemila sono giornalisti.
Questo è quanto emerso dall’edizione 2024 del documento “L’emittenza radiofonica e televisiva locale in Italia” di Aeranti-Corallo, che rappresenta circa 600 imprese radiotelevisive locali in Italia.
Un impegno inclusivo
Sono oramai trascorsi quasi cinquant’anni dalla liberalizzazione dell’etere e, da tempo, le imprese radiofoniche e televisive locali contribuiscono attivamente alla trasformazione del modo di comunicare, intrattenere e fare informazione, garantendo pluralismo e offrendo ai cittadini un accesso mediatico gratuito, inclusivo di tutte la fasce di popolazione.
Parliamo di trasmissioni garantite 24 ore su 24, anche in diretta, realizzate da un’importante forza lavoro specializzata.
Le emittenti locali, grazie alla loro vicinanza al territorio, sono un punto di riferimento per l’informazione locale e creano un legame indissolubile con i cittadini, raccontando i temi di attualità, politica, cronaca e sport del contesto di prossimità. Il loro ruolo è fondamentale per garantire pluralismo e occupazione, nell’ambito dell’industria creativa, della tecnologia audiovisiva e anche nel settore giornalistico.
I dati, in sintesi
I risultati dello studio hanno permesso di stimare, tra gli altri, anche i dati relativi al personale dipendente del settore radiotelevisivo locale italiano che, complessivamente, oggi risulta impiegare stabilmente 5.524 addetti, 2.235 dei quali sono giornalisti titolari di un rapporto di lavoro subordinato.
Imprese che assumono
Confrontando tali dati con quelli analoghi di cui allo studio di Aeranti-Corallo del 2018, emerge il quadro di un settore che non solo si impegna per resistere alle molte sfide economiche e tecnologiche che deve gestire, ma che lo fa anche assumendo nuovo personale, così da accrescere e modernizzare le proprie competenze.
Nel 2018 erano stati stimati, complessivamente, 4.606 lavoratori dipendenti, 1.760 dei quali in radio e 2.846 in tv. Dal confronto emerge quindi che complessivamente l’incremento degli addetti stabilmente occupati dalle radio e tv locali è aumentato del 19,9% e, in particolare, nelle radio si è passati da 1.760 a 2.082 dipendenti (+18,3%), mentre nella tv si è passati da 2.846 a 3.442 dipendenti (+ 20.9%).
Il lavoro in radio
Entrando nel dettaglio dei rispettivi comparti, possiamo dunque verificare che, in ambito radiofonico locale, la stima dei dipendenti delle società di capitali e delle cooperative che hanno depositato il bilancio 2022 al 15 gennaio 2024 sono 1.459 (erano 1.228 nel 2018), mentre per le società di capitali e per le cooperative che non hanno depositato il bilancio 2022 al 15 gennaio 2024 si possono stimare 212 dipendenti (erano 180); per le società di persone editrici di emittenti radiofoniche locali a carattere commerciale sono stimati in 246 (a fronte dei 252 del 2018) e gli editori di radio locali a carattere comunitario si stima che impieghino stabilmente 165 addetti (invece dei 100 precedentemente stimati).
Da ciò si evince il dato totale per la radiofonia locale, oggi pari a 2.082 dipendenti.
Il lavoro in tv
Passando ora alla stima dei dipendenti in ambito televisivo locale, le società di capitali e le cooperative editrici di emittenti televisive locali che hanno depositato il bilancio 2022 al 15 gennaio 2024 hanno impiegato 3.022 persone (erano 2.596 in base allo studio Aeranti-Corallo del 2018), mentre i dipendenti di società di capitali e di cooperative che non hanno depositato il bilancio 2022 al 15 gennaio 2024 sono stimati in 200 (erano 150), infine i dipendenti dei soggetti editori di emittenti televisive locali a carattere comunitario sono stimati in 220 (rispetto ai precedenti 100).
Questo porta al risultato totale per la tv locale italiana di 3.442 dipendenti.
I costi del personale
Un dato particolarmente interessante che deriva dallo studio in questione è quello relativo ai costi dei lavoratori dipendenti.
Il documento presenta, in termini aggregati, quali siano i costi rappresentati dalla voce B.9 (Personale) del bilancio, costituita dalla sommatoria delle voci “B.9.a. Salari e stipendi”, “B.9.b. Oneri sociali” e “B.9.c. Trattamento di fine rapporto”.
La radiofonia locale (limitatamente alle società di capitali e alle cooperative, con i bilanci depositati al 15 gennaio 2024) investe in risorse umane quasi 40 milioni di Euro l’anno (precisamente, 39.445.000 Euro), dei quali il 49,7% al Nord, il 26,2% al centro e il 24,1% al Sud e Isole.
La televisione locale (sempre limitatamente alle società di capitali e alle cooperative, con i bilanci depositati al 15 gennaio 2024) investe in risorse umane quasi 115 milioni di Euro l’anno (precisamente, 114.831.000 Euro), dei quali il 52,6% al Nord, il 16% al centro e il 31,4% al Sud e Isole.
Credere nell’informazione locale
Per approfondire i dati relativi alla presenza di giornalisti nelle redazioni delle radio e delle tv locali, Aeranti-Corallo ha interpellato direttamente l’Inpgi, dove i dati sono disponibili suddivisi per tipologia di azienda (imprese radiotv locali, emittenti nazionali, carta stampata ecc.). Tali informazioni sono aggiornate al mese di giugno 2022, sino a quando, cioè, l’Inpgi ha curato la previdenza per i giornalisti titolari di rapporto di lavoro subordinato; da quella data il settore è passato all’INPS.
Dai dati Inpgi di giugno 2022, i giornalisti operanti nell’emittenza locale, titolari di un rapporto di lavoro subordinato, erano 2.235. Questo dato pone il settore radiotelevisivo locale al secondo posto in termini di presenza di personale giornalistico impiegato, secondo solo ai quotidiani e prima, tra l’altro, sia della concessionaria pubblica, sia del complesso delle radio e tv nazionali private.
Questo ottimo risultato è stato certamente favorito dal contratto collettivo nazionale di lavoro, stipulato in data 3 ottobre 2000, tra Aeranti-Corallo e la Fnsi (Federazione Nazionale della Stampa Italiana) e rinnovato, da ultimo, in data 16 novembre 2022. Tale contratto era applicato a 127 giornalisti nell’anno, diventati 1.687 nel 2015 e oggi saliti a 1.802 (+6,8%). Da notare la rilevanza del CCNL sottoscritto tra FNSI e Aeranti-Corallo in rapporto all’intero comparto. Su un totale di giornalisti impiegati nel settore pari a 2.235, l’incidenza dei giornalisti con CCNL Aeranti-Corallo è dell’80,6%. (AR)
Qui per leggere la pubblicazione “l’emittenza radiofonica e televisiva locale in italia 2024”.
[Nella foto: Marco Rossignoli, coordinatore Aeranti-Corallo e presidente Aeranti, intervistato dagli operatori dell’informazione locale]
Vedi anche:
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Ccnl Aeranti-Corallo – FNSI per il lavoro giornalistico nell’emittenza locale: i punti salienti
Aeranti-Corallo e Fnsi, firmato il rinnovo del Ccnl giornalistico Emittenza locale
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