“le regioni devono diventare protagoniste del piano frequenze”. lo dice giuseppe scarcia, neo-presidente del coordinamento nazionale corerat, mentre e’ passato il 30 giugno senza che l’autorita’ abbia ancora varato il piano di secondo livello.

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CS 39/99

COMUNICATO STAMPA
COORDINAMENTO AER ANTI CORALLO


Roma, 6 luglio 1999

 

“Le Regioni devono diventare protagoniste del Piano Frequenze”

Lo dice Giuseppe Scarcìa, neo-Presidente del Coordinamento Nazionale Corerat, mentre è passato il 30 giugno senza che l’Autorità abbia ancora varato il Piano di secondo livello.

Giuseppe Scarcìa è stato recentemente nominato alla Presidenza del Coordinamento Nazionale dei Corerat.

Per l’occasione è stato intervistato da TeleRadiofax, la news letter del Coordinamento Aer Anti Corallo, e da lui sono venuti interessanti ipotesi di lavoro, sia in vista della riorganizzazione dei Corerat (alla luce della transizione verso i nuovi Corecom), sia rispetto al ruolo attivo che le Regioni dovrebbero assumere in relazione all’emanando Piano Frequenze.

“Innanzitutto per noi è prioritario che le Regioni possano recepire quanto prima i termini dell’intesa tra la Conferenza Stato-Regioni e l’Autorità, prevista dalla L 249/97, per l’istituzione dei Corecom con l’emanazione di leggi regionali per l’esercizio di deleghe conferite in maniera stabile. Questa riorganizzazione complessiva dei Comitati è la nostra priorità”.

Scarcìa ha proseguito dicendo che: “Poi ci sono tutti gli adempimenti importanti, quali la pianificazione delle frequenze. Per il 30 giugno era previsto il Piano di secondo livello: una scadenza non rispettata dall’Autorità e ora noi stiamo cercando di definire, in concerto con l’Autorità stessa e le Regioni, anche questa questione. Il ruolo delle Regioni di fatto s’era esaurito con il parere per la definizione dei siti, però crediamo che tale aspetto sia riapribile (anche in relazione ad un chiarimento normativo sull’abrogazione delle disposizioni previste dalla L. 223/90, superata dalla L. 122/98) tramite l’istituzione di un tavolo di concertazione. L’obiettivo è quello di giungere ad un’intesa di interesse istituzionale tra Autorità, Regioni e, per certi versi, il Ministero delle Comunicazioni (e quindi il Governo). Il Piano di primo livello pone sostanziali problemi di ridimensionamento: il piano di integrazione può consentire un recupero significativo, ma strettamente legato al territorio e dunque difficilmente definibile a priori. Crediamo che su questo aspetto, che potremmo definire di un piano necessariamente “in progress”, si apra la necessità di recuperare il ruolo attivo delle Regioni, quali dimensioni territoriali di riferimento”.

“Era attesa a fine giugno – ha concluso Scarcìa -, ma è slittata, la presentazione dell’intesa tra Autorità e Conferenza Stato-Regioni per i Corecom. In ogni caso vogliamo incontrarci come Corerat e, riuscendo, anche d’intesa con Autorità e Ministero, prima della pausa estiva per fare il punto della situazione. Intanto come Coordinamento Corerat stiamo avviando iniziative proprio al riguardo del Piano di secondo livello e in riferimento alla tempistica non rispettata del 30 giugno: anche ad evitare il ripetersi della situazione quale è stata quella di primo livello. Non è un problema di ritardi, ma di opportunità per riconsiderare la questione nella sua verificata complessità, pur nel rispetto dei criteri generali di redazione del Piano e della normativa. Comunque è chiaro che il ruolo delle Regioni potrà essere tanto più significativo, quanto più compatta sarà la partecipazione delle stesse al problema”.

 

Il Coordinamento Aer Anti Corallo rappresenta oggi 1300 imprese

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