Podcasting in Francia: bene, ma meglio se di origine radiofonica

 

(18 ottobre 2023)   Con lo slogan “Rester à l’écoute” (cioè “Restare sintonizzati”) gli scorsi 13 e 14 ottobre alla Gaîté Lyrique, un centro per eventi parigino, s’è svolta la sesta edizione del “Paris Podcast Festival”. La due giorni offerto numerose occasioni per incontri professionali, workshop e masterclass, oltre ad un concorso ufficiale.

L’evento è focalizzato sulla tipologia specifica dei cosiddetti “podcast nativi”, cioè prodotti sonori creati appositamente per essere diffusi in modalità podcasting.

Tuttavia tale attività rappresenta anche un originale laboratorio, una sorta di vetrina ricca di idee e sperimentazioni che possono suscitare un interesse editoriale da parte di mezzi tradizionali, quali la radio.

Cosa dicono i dati

Secondo Médiamétrie, istituto di ricerca sul consumo dei media oltralpe, circa 20 milioni di francesi ogni mese ascoltano almeno un podcast; parliamo di 2,4 milioni in più rispetto a un anno fa. Inoltre va gradualmente aumentando il volume di ascolto quotidiano: siamo giunti al 7%, rispetto al 6% dell’anno scorso. 

La radio in diretta è tuttora il mezzo sonoro che primeggia di gran lunga in termini di tempo di ascolto. Anche i podcast radiofonici (detti anche ‘catch-up radio’), proposti quale replica on demand del programma in diretta, raccolgono la maggior parte dell’interesse da parte del pubblico.  

Ciò premesso, la ricerca ha sottolineato che anche i podcast nativi, pensati apposta per il web, si vanno ritagliando uno spazio di attenzione: quattro tra loro, lo scorso settembre, hanno superato il milione di download. 

In effetti, al primo posto nella classifica ACPM (Alliance pour les Chiffres de la Presse et des Médias) figura “Transfert”, un podcast nativo gratuito, prodotto da circa 7 anni e ormai ad un passo dai 300 episodi, da Slate.fr, rivista online di notizie politiche, economiche, tecnologiche, culturali e sociali; “Transfert” dà voce a persone anonime che però vantano storie fuori dall’ordinario; presto raggiungerà i 300 episodi.

La ricerca curata da Havas Paris-CSA Research dice che l’ascoltatore di podcast nativi attualmente si collega tramite smartphone prevalentemente a Youtube e Spotify e ha mediamente 36 anni, anche se va crescendo il pubblico over 50. 

La creatività tout court non paga

Pur riconoscendo ai podcast nativi il ruolo di pionieri di nuovi argomenti e formati, e nonostante siano ascoltati da sempre più francesi, questi prodotti audio digitali raccolgono molti riconoscimenti, ma faticano a trovare finanziamenti. 

La rivista specializzata in economia dei media, “Stratégies”, nel raccontare il “Paris Podcast Festival” ha riportato svariate testimonianze in tal senso; Mathieu Genelle, per esempio, realizzatrice dell’acclamato podcast per bambini “ Les P’tites Histoires ” dice di faticare ad arrivare alla fine del mese. 

Di altro tenore la dichiarazione di Emmanuel Dupouy, direttore strategia digitale del gruppo NRJ: “Il successo dei podcast continua; semmai la parte più complicata è farli scoprire. Tra chi non si sintonizza su una stazione radio, ben il 26% non sa cosa sia un podcast”.

Anche la congiuntura non aiuta il settore del podcasting nativo; Thibaut de Saint Maurice, presidente del festival Podcast di Parigi, ha considerato che c’è ancora terreno da conquistare, ma gli ascoltatori sono abituati ai podcast gratuiti. La contrazione degli investimenti aziendali è evidente e il podcasting nativo attraversa un momento con interrogativi per il suo futuro.

Podcasting sotto osservazione

Un gruppo di produttori di podcast nativi ha espresso la propria preoccupazione sul periodico di programmi radiotelevisivi Telerama, anche auspicando un meccanismo di sostegno alla produzione che ricalchi il modello già esistente in altti settori culturali francesi.

Al momento esiste un fondo, in verità alquanto modesto, da mezzo milione di Euro, ma il Ministero della Cultura e l’Arcom (l’ente regolatore dei media, analogo alla nostra Agcom) dall’anno scorso ha promosso l’istituzione di un un “Osservatorio Podcast” che va raccogliendo e ordinando le informazioni relative al settore, così da poter meglio guidare eventuali decisioni di intervento. (AR)

 

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