(3 ottobre 2024) In un panorama mediatico in rapida evoluzione, dove lo streaming sta guadagnando sempre più terreno, i broadcaster tradizionali si trovano ad affrontare nuove sfide e opportunità.
La ricerca “Play Ad-tention“, realizzata in collaborazione con la School of Management del Politecnico di Milano e con Nielsen, presentata durante un evento organizzato da FCP Asso-TV a fine settembre, ha gettato luce su come gli editori televisivi (i cosiddetti “nativi audiovisivi”) possano sfruttare i loro punti di forza anche in questa nuova era.
Cinque punti di forza
Uno dei principali risultati della ricerca è che il contesto offerto dal palinsesto lineare e dalle piattaforme OTT dei broadcaster tradizionali si rivela più efficace nel supportare i marchi pubblicizzati, rispetto ad altre piattaforme; questo vantaggio è quantificabile, in base alla ricerca, in un aumento dell’identità del marchio che va da 2 a 5 punti. Tale superiorità deriva dalla capacità dei broadcaster di creare un ambiente di visione consolidato e di fiducia, che favorisce una maggiore attenzione da parte del pubblico.
Inoltre, la ricerca evidenzia l’importanza cruciale del contenuto editoriale di qualità. Un contenuto curato e coinvolgente si traduce in un aumento del 22% del livello di coinvolgimento con la pubblicità; questo perché un contenuto di valore cattura l’attenzione attiva del pubblico, rendendolo più ricettivo ai messaggi pubblicitari.
Un terzo punto di forza dei broadcaster è la loro capacità, tuttora rilevante, di attrarre un ampio pubblico. I contenuti dei “nativi audiovisivi” generano ascolti notevoli anche nel minuto medio; questa capacità di attrazione è cruciale per le aziende che desiderano raggiungere un’ampia audience.
La ricerca sottolinea anche l’elevata capacità, da parte dei contenuti editoriali televisivi, di trattenere il pubblico anche durante le pause pubblicitarie. In media, a seconda del tipo di programma e di canale, è tra il 70% e il 99% la quantità di pubblico che rimane sintonizzato anche durante la pubblicità, percepita come parte integrante del flusso di intrattenimento.
Infine, la qualità dell’impaginazione pubblicitaria gioca un ruolo fondamentale nell’aumentare l’attenzione e il ricordo. Fattori come la durata dei break pubblicitari e la posizione dello spot all’interno del break possono incrementare l’indice di ricordo fino al 40%.
Innovare è necessario
Nonostante i numerosi vantaggi rilevati, la ricerca sottolinea che i broadcaster tradizionali devono comunque continuare a innovare, per rispondere positivamente alla sfida dello streaming. Secondo gli esperti, è necessario investire nella creazione di contenuti digitali. Inoltre, è fondamentale migliorare costantemente l’esperienza di fruizione delle piattaforme, soprattutto sulle smart TV. (AR)
Vedi anche:
Oltre podcast e streaming: la radio si conferma piattaforma audio leader
Streaming Media Connect. I seminari tecnologici via web.
La radio lineare negli USA batte streaming e YouTube combinati
