Piano frequenze: precise domande attendono chiare risposte. il Coordinamento Aer Anti Corallo chiede all’Autorità di conoscere lo schema di piano di secondo livello per poter esprimere il proprio parere, come previsto dalla legge 249/97

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CS 35/99

COMUNICATO STAMPA
COORDINAMENTO AER ANTI CORALLO


Roma, 23 giugno 1999

 

Piano frequenze: precise domande attendono chiare risposte.

Il Coordinamento Aer Anti Corallo chiede all’Autorità di conoscere lo schema di Piano di secondo livello per poter esprimere il proprio parere, come previsto dalla Legge 249/97.

L’avvocato Marco Rossignoli, coordinatore delegato di Aer, Anti e Corallo, ha inviato all’ing. Mario Lari, commissario dell’Autorià relatore del Piano, una nota contenete una serie di osservazioni e richieste.
Nella nota si fa presente quanto sia assolutamente necessario che, ai fini della emanazione della integrazione del piano, si faccia riferimento alle comunicazioni rese alla stessa Autorità dalle emittenti .
Questo perché tali comunicazioni hanno reso un’informativa molto concreta sulle esigenze dell’emittenza televisiva locale ai fini del rilascio delle nuove concessioni. Oltretutto le risultanze di tali comunicazioni possono essere messe a confronto con gli allegati tecnici dei decreti di concessione rilasciati dal Ministero alle tv locali, che indicano per ogni impianto assentito in concessione: l’ubicazione, il canale di emissione e la potenza di trasmissione del relativo apparato.
Tutti gli impianti oggetto delle concessioni sono stati peraltro verificati dalla Amministrazione PT e costituiscono quindi un dato attendibile.
Obiettivo della pianificazione di secondo livello deve dunque essere quello di garantire almeno gli attuali spazi radioelettrici alle emittenti televisive locali ad oggi operanti (in base ai dati della DGCA del Ministero delle Comunicazioni, le televisioni locali eserciscono attualmente 8176 impianti).
La pianificazione di secondo livello dovrà stabilire, come previsto dalla L. 78/99, il numero delle emittenti che potranno operare in ciascun bacino, indicando per ogni emittente il numero dei canali che complessivamente potrà esercire e le relative ubicazioni.
Tali scelte dovranno essere operate tenendo conto che sono attualmente operanti circa 170 tv locali con copertura regionale (intendendosi per tale quella delle tv locali che servono almeno una regione), e circa 500 tv con copertura provinciale (intendendosi per tale quella delle tv locali che servono almeno una provincia).
E ancora: prima dell’emanazione del provvedimento di integrazione del piano, il Coordinamento Aer-Anti-Corallo dovrà formulare il proprio parere sullo schema di tale provvedimento (ai sensi della legge 249/97). Tale schema andrà quindi sottoposto al Coordinamento per un esame preventivo. E’ stato infine chiesto di conoscere i dati relativi alle comunicazioni preventive, con particolare riferimento a:
– numero di soggetti che hanno effettuato la comunicazione che sono già titolari di imprese televisive locali;
– numero di soggetti che hanno effettuato la comunicazione che non sono titolari di imprese televisive locali;
– numero di bacini provinciali nei quali si intende svolgere attività televisiva da parte dei soggetti interessati, con esclusione dei bacini provinciali inclusi in quelli regionali e sub-regionali.

In attesa di risposte, il Coordinamento Aer Anti Corallo sta organizzando per le prossime settimane un programma articolato di iniziative e la conseguente mobilitazione delle imprese radiotelevisive locali, al fine di intraprendere azioni verso l’opinione pubblica e le forze politiche.

 

Il Coordinamento Aer Anti Corallo rappresenta oggi 1300 imprese

radiotelevisive italiane sulle circa 1800 operanti