Oltre podcast e streaming: la radio si conferma piattaforma audio leader

(30 agosto 2024)   Uno studio recentemente condotto dall’agenzia Involved Media ha evidenziato la resilienza della radio nel panorama dei media moderni, nonostante la diffusione di piattaforme di streaming audio digitale.

Lo studio, di natura quantitativa, ha coinvolto 2.000 partecipanti, rappresentativi della popolazione americana, per analizzare le abitudini di ascolto e la portata dei diversi mezzi di comunicazione. I risultati mostrano che la radio continua ad essere la piattaforma audio più popolare, con un tasso di utilizzo del 57%.

Motivi di successo

Questo successo si deve a diversi fattori. Innanzitutto, la radio rimane accessibile a tutti, a differenza dei servizi streaming a pagamento. La sua semplicità la rende ideale per brevi momenti di ascolto.  Molte persone ascoltano la radio per diverse ore alla settimana, anche se, in alcuni casi, queste ore sono la somma di svariati brevi periodi d’ascolto nell’arco della giornata.

Questo suggerisce che la radio si integra facilmente nella routine quotidiana, accompagnando momenti anche ‘interstiziali’, come i brevi tragitti in auto, tipicamente per accompagnare i figli a scuola o per il tragitto casa-lavoro di chi non deve percorrere molta strada, o nelle le pause caffè.

Le piattaforme competono tra loro

Nonostante la popolarità della radio, anche lo streaming audio sta guadagnando terreno, soprattutto tra i giovani. Infatti, più della metà degli under 35 intervistati ha dichiarato di aver ascoltato Spotify negli ultimi 30 giorni. Piattaforme come Spotify e Audible stanno cercando di ampliare la loro offerta includendo podcast, audiolibri e persino video, seguendo l’esempio dei servizi di streaming video come Netflix.

Anche la composizione del nucleo familiare influenza le preferenze d’ascolto. Ad esempio, Apple Music è popolare tra famiglie con bambini piccoli, mentre Audible è diffuso tra i genitori di bambini dai 7 ai 17 anni. Questo suggerisce che le piattaforme di streaming audio si rivolgono a target specifici, con offerte mirate.

Tuttavia, è interessante notare che, pur ampliando la loro offerta, queste piattaforme non sembrano né volere, né potere sostituire la radio. Piuttosto, sembrano competere tra loro per conquistare una fetta di mercato specifico. La radio, infatti, continua a svolgere un ruolo unico nella vita delle persone, raggiungendo anche chi non utilizza frequentemente i media digitali.

Un ascolto partecipato

Inoltre, la pubblicità in radio risulta essere particolarmente efficace, creando una connessione positiva con i brand e stimolando risposte più immediate rispetto ad altri mezzi come la stampa o internet.

In conclusione, la radio si dimostra un mezzo di comunicazione resiliente, capace di adattarsi ai cambiamenti del panorama mediatico e di mantenere la sua rilevanza nell’ecosistema audio contemporaneo. (AR)

 

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