(22 novembre 2024) Il libro di Luca Antoniazzi, “Media audiovisivi e politica culturale. Cinema, televisione e piattaforme digitali“, recentemente pubblicato da Carocci Editore, si presenta come un’opera di sicuro interesse nel panorama accademico italiano e per gli addetti ai lavori.
David Hesmondhalgh, professore del corso “Media, Music and Culture” alla University of Leeds, nella prefazione sottolinea che l’argomento delle politiche culturali legate all’audiovisivo è stato spesso trascurato, soprattutto in Italia, dove il dibattito si è concentrato principalmente su altre direttrici, tra tutela del patrimonio artistico e pluralismo dei media.
Antoniazzi, che è ricercatore presso l’Università di Pollenzo, prova a colmare questa lacuna offrendo un’analisi critica e approfondita del settore audiovisivo, con particolare attenzione all’impatto delle piattaforme digitali, in rapporto alla sua intrinseca valenza culturale.
La necessità di un’analisi
L’autore presenta un’analisi chiara ed equilibrata, senza semplificazioni o estremismi. Il volume, strutturato in cinque capitoli, offre un’introduzione teorica al concetto di politica culturale, analizzando la natura e le motivazioni degli interventi statali nel settore audiovisivo.
Un contributo originale è rappresentato dal capitolo dedicato al valore culturale degli audiovisivi, dove Antoniazzi traccia l’evoluzione del dibattito, analizzando i limiti dell’approccio delle “industrie creative” e proponendo una prospettiva basata sul concetto di “valore pubblico” e sulle capacità, individuali e collettive.
Antoniazzi affronta anche il tema del lavoro creativo culturale, auspicando politiche pubbliche volte a ridurre le disuguaglianze nell’accesso alle professioni creative. L’ultimo capitolo si concentra sulle sfide poste dalle piattaforme digitali, analizzando le politiche pubbliche in materia di concentrazione del mercato, moderazione dei contenuti e sostegno al giornalismo.
L’autore esamina la regolamentazione europea e la sua implementazione in Italia, valutando positivamente le iniziative a sostegno dei contenuti nazionali.
Guardare oltre l’economia
Il messaggio centrale del libro è la necessità di contrastare la predominanza delle analisi economiche e di reintrodurre il linguaggio e le analisi culturali, auspicando un ruolo più incisivo delle discipline umanistiche, nel dibattito sul tema della produzione e distribuzione dei contenuti audiovisivi.
“Media audiovisivi e politica culturale” è un’opera di sicuro interesse in ambito accademico specialistico, ma anche per chiunque sia interessato a comprendere le complesse dinamiche in atto nel settore audiovisivo nell’era digitale. (AR)
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