(18 dicembre 2024) Pubblicata l’edizione 2024 del rapporto ITMedia Consulting (società di consulenza nel settore dell’economia dei media, fondata da Augusto Preta) che analizza il mercato televisivo italiano e suggerisce previsioni per il triennio 2024-2026.
Segnali positivi
Il mercato televisivo italiano, a quanto afferma la ricerca, complessivamente si trova in una fase di grande ripresa, avendo superato i livelli pre-Covid ed essendosi avvicinato ad un valore di 9 miliardi di euro nel 2024. Questo risultato è dovuto in parte alla presenza di grandi eventi sportivi, nel corso dell’anno, come le Olimpiadi e gli Europei di calcio.
Controtendenza
Nonostante la crisi politica globale, la pubblicità televisiva ha registrato un aumento dell’8,4% rispetto al 2023. La pubblicità lineare è cresciuta tra il 6% e il 7%, mentre la pubblicità non lineare/online ha visto un’impennata del 30%, trainata dall’ingresso di grandi streamer come Netflix, Disney e Amazon Prime Video con le formule AVOD.
Anche i ricavi della pay-TV sono aumentati del 4%, sebbene il numero di abbonamenti alla pay-TV tradizionale sia in calo, a favore di offerte streaming più economiche.
Un dato significativo è il dato degli utenti broadband nel 2024. Oltre 13 milioni di famiglie italiane hanno accesso a un servizio di TV online, dimostrando come lo streaming sia ormai una realtà consolidata.
Prospettive
La pay-TV, per ITMedia Consulting, continuerà a crescere, arrivando a rappresentare quasi due terzi (64%) delle famiglie italiane nel 2026, consolidando la sua penetrazione nel mercato.
La Tv tradizionale vedrà diminuire la propria quota di mercato, mentre gli operatori OTT continueranno a crescere, seppure a tassi inferiori rispetto al passato.
La sfida per i broadcaster italiani sarà quindi quella di integrare le proprie strategie tradizionali con quelle proprie del mondo internet, sviluppando soluzioni per la TV connessa, i canali FAST e la raccolta di pubblicità online.
La cosiddetta “prominence”, che garantisce alla TV gratuita generalista una posizione privilegiata sulle smart TV, è un’opzione certamente utile, ma non è sufficiente per far fronte al cambiamento in atto. I broadcaster devono adottare un approccio proattivo per rimanere competitivi in un mercato che è, globalmente, in continua evoluzione. (AR)
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