Lettera aperta del 24 ottobre 2011 del Comitato Media e Minori alle Emittenti televisive italiane sulla trasmissione di servizi informativi con immagini e parole particolarmente forti e impressionanti

image_pdfimage_print

 

Comitato di applicazione

Codice di autoregolamentazione Media e Minori

Il Presidente

 

Lettera aperta alle Emittenti televisive italiane sulla trasmissione di servizi informativi con immagini e parole particolarmente forti e impressionanti

 

La reiterata riproposizione televisiva delle immagini della morte di Gheddafi e dello scempio del suo cadavere, simbolo da schernire e da annientare, non aggiunge nulla all’informazione e alla cronaca ma diventa spettacolo e va fermata.

Il doveroso ed ineludibile diritto di cronaca non può e non deve travalicare il limite del rispetto che va riconosciuto ad ogni persona umana, anche se feroce dittatore ed assassino. La memoria dei suoi crimini non può giustificare la rappresentazione brutale della sua morte e la sua insistente esposizione mediatica.

Il Comitato ha più volte richiamato le Emittenti alle conseguenze della spettacolarizzazione della violenza e della morte. Se sembra premiante per l’audience, provoca assuefazione e indifferenza al male con effetti pericolosi e anestetizzanti nel tessuto culturale e sociale del nostro Paese.

In particolare, sottoscrivendo il Codice di autoregolamentazione Tv e minori, le Imprese televisive hanno riconosciuto che “il minore è un cittadino soggetto di diritti; egli ha perciò diritto a essere tutelato da trasmissioni televisive che possono nuocere alla sua integrità psichica e morale, anche se la famiglia è carente sul piano educativo”. Per queste ragioni si sono impegnate “ a non diffondere nelle trasmissioni di informazione in onda dalle ore 7.00 alle ore 22.30 sequenze particolarmente crude o brutali o scene che, comunque, possano creare turbamento”, precisando che “qualora, per casi di straordinario valore sociale o informativi, la trasmissione di notizie, immagini e parole particolarmente forti e impressionanti si renda effettivamente necessaria, il giornalista televisivo avviserà gli spettatori che le notizie, le immagini e le parole che verranno trasmesse non sono adatte ai minori”.

Un impegno che più volte in questi giorni è stato ampiamente disatteso nella trasmissione dei servizi informativi sulla morte di Gheddafi, anche trasmessi in fascia protetta (ore 16.00 – 19.00).

Come anche una recente sentenza del Tar del Lazio ha ribadito, il diritto alla cronaca e all’informazione costituzionalmente garantito deve essere legittimamente esercitato rispetto a un altro diritto, quello dei minori, che pure gode di tutela a livello costituzionale. In una situazione di contrasto e di necessario bilanciamento tra questi due principi, “la tutela dei minori assume un connotato certamente prevalente rispetto ad altri che, ancorché altrettanto garantiti, ove confliggenti con la prima devono essere considerati recessivi” ( Tar del Lazio, sez. III ter, sentenza n. 7694 del 4 ottobre 2011).

Il Comitato richiama le Emittenti a puntualmente osservare quanto sottoscritto con il Codice, ad ottemperare ai dispositivi di questa sentenza e ad impegnare in tal senso le proprie redazioni.

Roma, 24 ottobre 2011

Dr. Franco Mugerli