(20 dicembre 2024) La ricerca “The future of newsroom workflows 2024“, dedicata al futuro della produzione informativa, è stata commissionata da Dalet, un’azienda che si occupa di tecnologia e servizi per i media, e condotta durante l’estate 2024 da Caretta Research, istituto che si occupa di ricerca e consulenza nel settore della tecnologia dei media, si è basata su un’indagine globale rivolta ai professionisti delle redazioni.
Lo scopo era quello di capire come le principali organizzazioni di informazione stiano riprogettando le proprie attività e tecnologie per tenere il passo in un mondo dei media in continua evoluzione.
Più della metà degli intervistati si occupa principalmente di produzione di notizie televisive, mentre il resto si divide tra radiofonia e altre piattaforme digitali. Europa e Nord America hanno rappresentato circa il 40% delle risposte ciascuno, con il resto distribuito tra le altre regioni globali.
La maggior parte degli intervistati sono stati operatori dell’informazione molto esperti: l’87% con 10 o più anni di esperienza e il 38% con 25 o più anni. È stata rappresentata un’ampia gamma di organizzazioni di informazione e di emittenti, pubbliche e private.
La storia al centro
Un tema chiave che emerge dalla ricerca è la transizione verso un approccio “story-centric” nella produzione di notizie. Sebbene questo concetto sia diventato un’espressione popolare nel settore, la sua implementazione non è ancora completa. La maggior parte delle redazioni (66%) rimane “output oriented”, con la scaletta del telegiornale tradizionale che detta l’agenda delle notizie.
Solo il 34% adotta un approccio “planning oriented”, con un processo centralizzato per pianificare e coordinare la copertura delle notizie su tutte le piattaforme. A livello di singola storia, la situazione è diversa: il 71% delle redazioni afferma che le proprie storie vengono scritte centralmente in un sistema di pianificazione o “contenitore di storie”, anziché direttamente nella scaletta o nel sistema di gestione dei contenuti web (CMS).
Un lavoro più flessibile
I sistemi cosiddetti NRCS (Newsroom Computer System) continuano a svolgere un ruolo centrale nei flussi della produzione informativa nelle redazioni. La ricerca indica che il 41% dei giornalisti considera l’NRCS il sistema più importante per il successo del proprio flusso di lavoro. Questo dato sottolinea come, nonostante l’emergere di nuove tecnologie e piattaforme, l’NRCS rimanga centrale nell’organizzazione delle strutture giornalistiche.
Tuttavia, la ricerca evidenzia anche alcune criticità legate agli NRCS. Un terzo delle redazioni intervistate afferma che il proprio NRCS non soddisfa più pienamente le proprie esigenze. Questo problema è spesso legato all’obsolescenza dei sistemi legacy, che non sono stati progettati per supportare le esigenze dei moderni flussi di lavoro multipiattaforma e multi-skill (la capacità dei professionisti di svolgere più ruoli e compiti diversi).
Quest’ultimo aspetto merita particolare attenzione, soprattutto considerando che la pandemia di Covid ha accelerato la tendenza al multi-skilling in redazione. Più della metà (52%) dei giornalisti afferma, infatti, di svolgere un maggior numero di ruoli rispetto a prima della pandemia. Questo cambiamento è, tuttavia, ampiamente visto come positivo, con l’81% degli intervistati che apprezza l’opportunità di svolgere più ruoli e ritiene che il multi-skilling sia stato positivo per la propria carriera.
Dimensione digitale
Un altro trend importante è la crescente importanza delle piattaforme digitali. I siti web sono la piattaforma più comunemente servita dalle redazioni, con il 73% che fornisce contenuti di notizie a un sito web collegato a un marchio radiotelevisivo e il 18% che gestisce un sito web autonomo. I social media seguono da vicino, con due terzi delle redazioni che producono contenuti anche per piattaforme come Facebook, X (Twitter), Instagram e YouTube. TikTok è una priorità minore, utilizzata da poco più del 50% delle redazioni.
IA e staff
Tuttavia, la mancanza di personale qualificato rappresenta un ostacolo significativo per le redazioni. Assumere un numero sufficiente di personale qualificato è la principale sfida per il 60% delle redazioni. Questa carenza di personale crea la seconda difficoltà: la necessità di produrre più contenuti senza risorse aggiuntive.
La tecnologia, in particolare l’intelligenza artificiale (IA), offre soluzioni promettenti per affrontare queste sfide. Sebbene l’adozione dell’IA sia ancora relativamente bassa, la maggior parte delle redazioni la considera un vantaggio.
Mentre la maggior parte delle redazioni che utilizzano l’IA ne apprezza i benefici, ci sono preoccupazioni riguardo alla sua possibile minaccia per i posti di lavoro e ai rischi che potrebbe comportare. Inoltre, l’IA viene spesso utilizzata solo per casi d’uso semplici, come la trascrizione e la traduzione speech-to-text (86%) o il supporto alla ricerca e creazione di parti di una storia, come titoli e tag di metadati, mentre il suo utilizzo per la creazione di contenuti più complessi è meno diffuso.
Ottimismo, tra cloud e studio
L’adozione del cloud nelle redazioni è stata più lenta rispetto ad altri settori dei media e delle trasmissioni. Un terzo delle redazioni utilizza ancora sistemi on-prem (in sede), mentre solo il 12% ha adottato completamente il cloud/SaaS (Software-as-a-Service). L’approccio ibrido è il più comune (36%), con alcuni strumenti nel cloud e altri in sede.
Nonostante le sfide che la ricerca ha evidenziato, c’è un diffuso ottimismo tra i professionisti delle redazioni. Il 68% si sente “bene” o “molto bene” sul futuro della propria redazione. Per molte organizzazioni di informazione, la transizione dalle notizie lineari alle piattaforme digitali è in corso e continuerà a definire i prossimi anni.
Adattarsi a queste nuove realtà, sia in termini di flusso di lavoro per la produzione informativa, sia di tecnologia adottata, è la missione principale per molte redazioni. La ricerca evidenzia l’importanza di garantire che i sistemi tecnologici e i processi operativi rimangano aggiornati, progettati per la flessibilità e l’agilità e in grado di rispondere alle future ondate di cambiamento. Solo così le organizzazioni di informazione potranno non solo sopravvivere, ma anche prosperare in futuro.
Download
Lo studio può essere liberamente scaricato a questo link: https://go.dalet.com/en/the-future-of-newsroom-workflows (AR)
Vedi anche:
Bando per il sostegno alle imprese di informazione in Toscana, incluse radio e tv locali
