Il Belgio continua a credere nella FM e a migliorarla

(13 novembre 2024)   Il Conseil Superieur de l’Audiovisuel del Belgio, nelle scorse settimane, aveva lanciato una nuova consultazione pubblica riguardante le ottimizzazioni della FM nel paese.

Il Collegio Autorizzazioni e Controlli del CSA, qualche giorno fa, ha comunicato di aver ricevuto undici richieste di ottimizzazione delle coperture in modulazione di frequenza, consistenti o nella modifica delle caratteristiche tecniche delle frequenze in esercizio (10 richieste), oppure nell’aggiunta di una frequenza di ritrasmissione (1 richiesta).

Dal 2023, una commissione tecnica composta dal CSA, dalla SGAM (il Servizio Generale Audiovisivi e Media della Fédération Wallonie-Bruxelles) e dalle emittenti radiofoniche, si riunisce regolarmente per studiare, una ad una, le possibilità tecniche di miglioramento della copertura radiofonica in FM delle emittenti che lo richiedano.

Tali ipotesi sono poi sottoposte a consultazione pubblica, affinché chiunque abbia interesse ad agire possa comunicare al CSA ogni motivo che possa giustificare un eventuale rifiuto della richiesta.

L’attuale consultazione pubblica si chiuderà il prossimo 9 dicembre.

FM e DAB+, una coabitazione proficua

Bisogna notare che, ad oggi, oltre il 95% della popolazione del Belgio può già ricevere i programmi radiofonici anche grazie alla tecnologia trasmissiva DAB+.

In Vallonia, in particolare, anche in modalità digitale trasmettono radio pubbliche e private, tra cui la RTBF e la BRF. RTBF in DAB+ offre programmi esclusivi, per esempio sportivi, che non sono disponibili su FM.

I multiplex locali completano i multiplex nazionali e coprono principalmente le città più grandi e le aree circostanti, come Bruxelles, Bruges o la provincia di Liegi.

Nonostante tale sviluppo, da questa decisione si può ipotizzare che il governo belga comprenda l’importanza di mantenere e, anzi, continuare a perfezionare la rete distributiva analogica in modulazione di frequenza, sia a tutela del pluralismo informativo, sia nel rispetto degli investimenti fatti dalle imprese radiofoniche.

Questo del Belgio, in ogni caso,  è certamente un esempio, nel cuore dell’Europa e delle istituzioni europee, da tenere come riferimento, anche nel quadro dell’evoluzione del sistema italiano.

Maggiori dettagli su questa procedura, anche per meglio comprenderne il modus operandi, sono disponibili al seguente link: https://www.csa.be/consultation/consultation-publique-concernant-onze-demandes-de-modification-des-caracteristiques-techniques-de-radiofrequences-analogiques/ . (AR)

 

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