Disposizioni in materia di comunicazione politica, messaggi autogestiti, informazione e tribune della concessionaria del servizio radiotelevisivo, ai sensi della legge 22 febbraio 2000, n. 28, relative alla campagna referendaria per il referendum regionale abrogativo sulla legge n. 1 del 2001 della regione Veneto, recante “Interventi a favore delle famiglie degli alunni delle scuole statai e paritarie”, indetto nella regione Veneto per il 6 ottobre 2002.

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PARLAMENTO NAZIONALE
CAMERA DEI DEPUTATI – SENATO DELLA REPUBBLICA

Disposizioni in materia di comunicazione politica, messaggi autogestiti, informazione e tribune della concessionaria del servizio radiotelevisivo, ai sensi della legge 22 febbraio 2000, n. 28, relative alla campagna referendaria per il referendum regionale abrogativo sulla legge n. 1 del 2001 della regione Veneto, recante “Interventi a favore delle famiglie degli alunni delle scuole statali e paritarie”, indetto nella regione Veneto per il 6 ottobre 2002

(pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 189 in data 13 agosto 2002)

 

La Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei  servizi radiotelevisivi, di seguito denominata “Commissione”    
a) visto  l’art. 45 dello Statuto della regione Veneto, approvato con legge 22 maggio 1971, n. 340;
b) vista  la  legge  della  regione Veneto 12 gennaio 1973, n. 1, come   modificata  dalla legge regionale 3 gennaio 2002, n. 1, recante “Norme   sull’iniziativa  popolare  per  le  leggi  ed  i   regolamenti regionali,  sul  referendum  abrogativo  e   sui referendum consultivi regionali”;
c) visto  il  decreto  del Presidente della regione Veneto n. 776 del   16 luglio 2002, con il quale si indice per il giorno di domenica 6  ottobre   2002  il  referendum  abrogativo della legge regionale 19 gennaio 2001, n. 1, recante “Interventi a favore delle famiglie degli alunni delle scuole statali e paritarie”;
d) vista  la  legge 22 febbraio 2000, n. 28, recante disposizioni per  la   parita’  di  accesso  ai  mezzi  di  informazione durante le campagne elettorali e referendarie e per la comunicazione politica;
e) ritenuto  di dover assicurare, anche mediante la pubblicazione nella    Gazzetta   Ufficiale,  adeguata  conoscibilita’  al   presente provvedimento,  che  in parte riguarda soggetti esterni al Parlamento ed estranei alla RAI;
f) consultata l’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni;

Dispone

nei confronti della RAI Radiotelevisione italiana società concessionaria del servizio pubblico radiotelevsivo, come di seguito:

Art. 1.
Ambito di applicazione e disposizioni
comuni a tutte le trasmissioni

1.  Le disposizioni di cui al presente provvedimento si riferiscono alla   consultazione  referendaria  regionale  indetta  nella   regione Veneto  per  il  6  ottobre  2002  e si applicano alla programmazione radiotelevisiva  destinata  ad  essere   irradiata  esclusivamente nel territorio  della  regione   Veneto.  Esse  hanno  effetto  dal giorno successivo  alla   data  di  pubblicazione  del presente provvedimento nella   Gazzetta  Ufficiale  e  cessano  di  avere efficacia il giorno successivo allo svolgimento del referendum regionale confermativo.
2.  In  tutte  le  trasmissioni  che,  ai  sensi e con i limiti del presente  provvedimento,  operano  riferimenti  ai   temi  propri  del referendum,    gli  spazi   sono  ripartiti  in  misura  eguale  tra  i favorevoli  ed i contrari al relativo quesito. L’eventuale assenza di sostenitori   di  una  delle  due  indicazioni  di voto non pregiudica l’intervento   nelle    trasmissioni  degli  altri   soggetti,  ma  non determina  un  aumento del tempo ad essi spettante. In tali casi, nel corso  della  trasmissione e’ fatta esplicita menzione delle predette assenze.

Art. 2.
Tipologia  della  programmazione  regionale  RAI  durante
la campagna referendaria nella regione Veneto

1.   Nel   periodo   di  vigenza  del   presente  provvedimento,  la programmazione  radiotelevisiva   regionale  della  regione  Veneto ha luogo  esclusivamente   nelle  forme  e  con  le modalita’ indicate di seguito:
a) la   comunicazione   politica  relativa  ai  temi   propri  del referendum  di  cui all’art. 4, commi 1 e 10, della legge 22 febbraio 2000,  n.  28,  puo’  effettuarsi  mediante forme di contraddittorio, interviste  ed  ogni altra forma che consenta il raffronto tra le due opposte  indicazioni  di  voto  per  il   referendum. Essa si realizza mediante  le  tribune  disposte   dalla  Commissione  e le  eventuali ulteriori    trasmissioni   televisive  e  radiofoniche   autonomamente programmate dalla RAI di cui all’art.  5.  Ai   programmi  di comunicazione  politica  sui temi del referendum non possono prendere parte  persone  che risultino candidate in competizioni elettorali in corso e a tali competizioni non e’ comunque consentito, nel corso dei programmi medesimi, alcun riferimento;
b) i  messaggi  politici  autogestiti relativi ai temi propri del referendum  di  cui all’art. 4, commi 3 e 10, della legge 22 febbraio 2000,n. 28, sono caratterizzati dall’assenza del contraddittorio. Essi sono trasmessi    esclusivamente nei contenitori  di  cui all’articolo 6;
c) l’informazione e’ assicurata mediante i notiziari regionali ed i relativi   approfondimenti,  purche’  la  loro  responsabilita’ sia ricondotta  a  quella di specifiche testate giornalistiche registrati ai sensi dell’art. 10, comma 1, della legge 6 agosto 1990, n. 223;
d) in  tutte  le  altre tipologie di trasmissione irradiate nella regione   Veneto  non  possono  aver  luogo  riferimenti   specifici al quesito referendario.

Art. 3.
Soggetti politici legittimati alle trasmissioni

1.  Alle  trasmissioni  che  trattano  i temi propri del referendum possono prendere parte:
a) il Comitato promotore del quesito referendario;
b) le forze politiche rappresentate nel Consiglio regionale della regione Veneto;
c) le  forze politiche, diverse da quelle di cui alla lettera b), presenti in uno dei rami del Parlamento nazionale o che hanno eletto,
con proprio simbolo, almeno due rappresentanti italiani al Parlamento europeo;
d) i  comitati, le associazioni e gli altri organismi collettivi, comunque   denominati, rappresentativi di forze sociali e politiche di rilevanza   regionale, diverse da quelle riferibili ai soggetti di cui alle  lettere   a), b) e c), che  abbiano un interesse obiettivo e specifico  al   quesito  referendario.  La  loro  partecipazione  alle trasmissioni  e’  soggetta  alle  condizioni  e  ai   limiti di cui al presente provvedimento.
2.  I soggetti di cui al comma 1, lettera d), devono essersi costituiti  come organismi collettivi entro i dieci giorni successivi alla  data  di   pubblicazione  nella  Gazzetta Ufficiale del presente provvedimento.   Entro  lo stesso termine essi chiedono al Comitato regionale per le   comunicazioni della regione Veneto di partecipare alle trasmissioni, indicando   preventivamente  se  si dichiareranno favorevoli  o  contrari al quesito referendario. Il Comitato, entro i cinque  giorni  successivi   alla  richiesta,  valuta  la  rilevanza regionale  dei   soggetti  richiedenti e il loro interesse obiettivo e specifico al quesito referendario.

 

Art. 4.
Illustrazione dei quesiti e delle modalita’ di votazione

1. A partire dal quinto giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del presente provvedimento, la RAI predispone e trasmette nella regione Veneto una scheda televisiva ed una radiofonica che illustrano il quesito referendario, ed informa sulle modalità di votazione, sulla data e gli orari della consultazione.

La scheda televisiva e quella radiofonica sono trasmesse alla Commissione.

 

Art. 5.
Tribune referendarie e trasmissioni di comunicazione politica

1.  In riferimento al referendum del 6 ottobre 2002, la RAI organizza e   trasmette nella regione Veneto tribune referendarie, televisive e   radiofoniche, privilegiando la formula del confronto o quella della conferenza stampa, alle quali prendono parte i soggetti individuati all’art. 3, comma 1, con le seguenti modalita’:
a) il  Comitato promotore di cui all’art. 3, comma 1, lettera a), e’  invitato   dalla RAI a prendere parte alle tribune, per illustrare le  motivazioni del quesito referendario e sostenere l’indicazione di voto favorevole;
b) le forze politiche di cui all’art. 3, com-ma 1, lettere b) e c),  sono   invitate  dalla  RAI  a  prendere  parte  alle tribune; la partecipazione  non puo’ aver luogo se non dopo che esse abbiano dichiarato se sono favorevoli o contrarie al quesito referendario;
c) la RAI individua quali tra i comitati di cui all’art. 3, comma 1, lettera d), possono essere invitati a prendere parte alle tribune, tenendo  conto della rilevanza politica e sociale e della consistenza organizzativa   di  ciascuno, nonche’ degli spazi disponibili in ciascuna tribuna, anche in rapporto all’esigenza di ripartire tali spazi  in  parti  uguali  tra  i  favorevoli   e i contrari al quesito referendario.
2. Le tribune di cui al presente  articolo non possono essere trasmesse nei giorni di sabato 5 e domenica 6 ottobre 2002.
3.  Le  ulteriori  trasmissioni  di comunicazione politica, diverse   dalle  tribune,  eventualmente disposte dalla RAI, si conformano alle disposizioni di cui ai commi 1 e 2.

Art. 6.
Messaggi autogestiti

1.  La  programmazione  dei  messaggi  politici  autogestiti di cui all’art.  4,  commi  3  e  10, della legge 22 febbraio 2000, n. 28, e all’art.  2,  comma  1,  del presente provvedimento, ha luogo in rete regionale in appositi contenitori.
2.  I  messaggi  di  cui  al  comma  1 possono essere richiesti dai medesimi soggetti di cui all’art. 3 del presente provvedimento. Nella richiesta,  rivolta alla RAI entro i quindici giorni successivi alla data  di    pubblicazione  nella  Gazzetta  Ufficiale  del   presente provvedimento essi:
a) dichiarano quale indicazione di voto intendono sostenere;
b) indicano la durata di ciascuno dei messaggi richiesti;
c) specificano  se  e  in  quale misura intendano avvalersi delle   strutture  tecniche  della  RAI,  ovvero  fare   ricorso  a  filmati e registrazioni  realizzati in proprio, purche’ con tecniche e standard equivalenti a quelli abituali della RAI;
d) se  rientranti  tra  i  soggetti  di  cui all’art. 3, comma 1, lettera  d),  dichiarano  che il Corecom ha valutato positivamente la loro rilevanza regionale e il loro interesse obiettivo e specifico al quesito referendario.
3.  Nei  cinque  giorni  successivi al termine per la presentazione delle  richieste  di  cui  al  comma  2,  la  RAI determina il numero giornaliero  dei  contenitori  e  ne   definisce  la  collocazione nel palinsesto.   In  rapporto al numero complessivo delle richieste pervenute la RAI puo’  altresi’  stabilire   il  numero  massimo di presenze settimanali di ciascun soggetto. Il relativo calendario e’ trasmesso  alla  Commissione e alla Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni.
4.  Gli  spazi  disponibili  in  ciascun  contenitore sono comunque ripartiti in parti eguali tra i soggetti favorevoli e quelli contrari al  quesito  referendario.  L’individuazione dei relativi messaggi e’ effettuata, ove  necessaria, con criteri che assicurano l’alternanza tra i soggetti che li hanno richiesti.

Art. 7.
Informazione

1. Nel periodo di vigenza del presente provvedimento i notiziari ed i relativi programmi di approfondimento si conformano con particolare rigore, per quanto riguarda il tema oggetto del quesito referendario, ai criteri   di tutela del pluralismo, dell’imparzialita’,dell’indipendenza e della obiettivita’.
2.  I  direttori  responsabili  dei  programmi  di  cui al presente articolo,  nonche’  i loro conduttori e registi, osservano in maniera particolarmente   rigorosa  ogni  cautela  atta  ad   evitare  che  si determinino  situazioni di vantaggio per i favorevoli o i contrari al quesito  referendario.  In particolare essi curano che gli utenti non siano  oggettivamente  nella  condizione di poter attribuire, in base alla  conduzione del programma uno specifico orientamento sul quesito referendario ai conduttori o alla testata.

Art. 8.
Programmi dell’accesso

1. La programmazione dell’accesso regionale nella regione Veneto e’ soggetta  per   il periodo di vigenza del presente provvedimento, alla disciplina di cui all’art. 2, comma 1, lettera d).

 

Art. 9.
Comunicazioni e consultazione alla Commissione

1.  I  calendari  delle  tribune e le loro modalita’ di svolgimento sono preventivamente trasmessi alla Commissione.
2.   Il   Presidente   della   Commissione,   sentito  l’Ufficio  di Presidenza,  tiene i contatti con la RAI che si rendono necessari per l’interpretazione  e  l’attuazione  del   presente  provvedimento,  in particolare  valutando gli atti di cui al comma 1, ed ogni altra questione controversa.

 

Art. 10.
Responsabilita’  del  Consiglio  di  amministrazione  e del Direttore generale della RAI

1.  Il  Consiglio di amministrazione ed il Direttore generale della RAI   sono  impegnati,  nell’ambito  delle  rispettive   competenze, ad assicurare l’osservanza delle indicazioni e dei criteri contenuti nel presente provvedimento, riferendone tempestivamente alla Commissione.
Per   le  tribune  essi  potranno  essere  sostituiti   dal  direttore competente.

Art. 11.
Pubblicita’ del provvedimento

Il presente provvedimento sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

Roma, 5 agosto 2002

Il presidente: Petruccioli