Display in auto, una sfida per la radio

(6 gennaio 2025)   Lo scorso dicembre è stato pubblicato un interessante rapporto, intitolato “Quu’s 2024 In-Vehicle Visuals Report“, poi ripreso e approfondito dalla rivista internazionale Radio World in un ebook dedicato.

Lo studio ha evidenziato l’ubiquità della radio analogica on air, ma anche la crescente competizione da parte delle app di streaming integrate e delle piattaforme come Apple CarPlay e Android Auto.

Il rapporto ha incluso dati dettagliati relativi ai display a bordo delle auto (testo, immagini, loghi) disponibili per le stazioni radio e ha offerto raccomandazioni per il settore radiofonico su come migliorare la propria presenza e la sua attrattività negli abitacoli delle autovetture.

Chi è il committente

Quu è un’azienda che fornisce software e servizi che consentono alle stazioni radio di pubblicare messaggi visivi dinamici sui cruscotti dei veicoli. I contenuti degli annunci possono anche essere sincronizzati per apparire mentre viene riprodotto l’annuncio audio di uno specifico cliente. Le soluzioni Quu offrono anche la possibilità che i messaggi visivi degli inserzionisti siamo visualizzati per 30 secondi durante la riproduzione di brani o di altri contenuti, senza interrompere l’audio in trasmissione. Quu collabora con Xperi per fornire una soluzione integrata per sincronizzare la programmazione e le inserzioni pubblicitarie sulle dashboard degli autoveicoli. In precedenza, le stazioni dovevano rivolgersi a Xperi per implementare la sua tecnologia Rapid e poi a Quu per la gestione dei contenuti, la monetizzazione e il reporting. Ora Quu offre entrambi i servizi, in forma integrata.

Lo studio

Doug Hyde, un ricercatore radiofonico indipendente, in collaborazione con il noto istituto di ricerche Jacobs Media ha contribuito al rapporto con analisi e prospettive, elaborando i dati raccolti da un appaltatore indipendente che è stato incaricato di esaminare i sistemi integrati nei 100 autoveicoli più venduti negli Stati Uniti; molti di questi veicoli sono distribuiti anche sui mercati internazionali.

Hyde ha identificato alcuni punti cruciali nel rapporto e ha fornito approfondimenti relativamente al loro impatto sull’industria radiofonica. Lo studio ha incluso anche i contributi di vari esperti internazionali, oltre a Fred Jacobs e Paul Jacobs di Jacobs Media; questi specialisti sono Joe D’Angelo di Xperi e Mike McVay di McVay Media Consulting. Sulla base di questo studio è stato anche realizzato uno ‘speciale’ dalla nota rivista internazionale Radio World.

Alcuni risultati-chiave

Come detto, il rapporto ha identificato punti chiave relativi all’evoluzione della radio nel cruscotto dei veicoli.

Il primo è che la radio analogica tradizionale in FM (e AM, ancora vitale negli USA) è onnipresente anche nei nuovi veicoli. Nonostante l’aumento di altre opzioni di intrattenimento audio, essa continua ad essere presente in tutti i veicoli esaminati. Il 100% di essi è risultato essere equipaggiato con una radio FM.

Il secondo dato, altrettanto evidente, è che la radio tradizionale non ha più il monopolio del cruscotto; con l’arrivo di piattaforme quali Android Auto o Apple CarPlay, la radio lineare deve oggi competere con altre piattaforme. Il 98% dei nuovi veicoli commercializzati è dotato di Android Auto e/o di Apple CarPlay.

Terza evidenza: un numero crescente di veicoli offre app di streaming integrate. Questa tecnologia consente ai conducenti di accedere ad app come Apple Music e Amazon Alexa direttamente dal cruscotto. Le app di streaming integrate sono più diffuse sui veicoli GM e Toyota e sono presenti in almeno il 20% dei veicoli esaminati. È probabile che questo numero aumenti in futuro, complicando ulteriormente il panorama audio a bordo dell’auto.

Il quarto dato notevole è che due nuovi veicoli su tre sono dotati di radio digitale (NdR – negli USA non vige l’obbligo di installare un radioricevitore digitale, come invece accade in Europa col DAB+). La disponibilità di HD Radio (il formato di radio digitale scelto dagli Stati Uniti, equivalente al nostro DAB+) è elevata, con il 70% dei veicoli esaminati dotati di questa tecnologia e il 60% di questi veicoli è anche in grado di visualizzare immagini trasmesse dalla radio. Questo offre nuove opportunità alle emittenti radio, ma presenta anche delle sfide di tipo editoriale e tecnologico.

Sapersi far vedere

Preso atto che la maggior parte delle dashboard esaminate può visualizzare loghi e altre immagini, ‘risulta evidente che l’esperienza visiva sul cruscotto non può più essere trascurata dalle emittenti radiofoniche.

Con display di testo e visivi migliorati rispetto a qualche anno fa e ora disponibili nella maggior parte delle nuove auto, l’aspetto di una stazione radio sul cruscotto è una parte fondamentale per l’identificazione e la notorietà del proprio marchio. Il 100% dei veicoli esaminati può visualizzare un testo e il 60% può visualizzare immagini.

È importante ricordare che questi risultati si basano su un campione di 100 veicoli commercializzati negli USA e non sono formalmente rappresentativi dell’intero mercato automobilistico globale, tuttavia il rapporto fornisce una panoramica abbastanza ampia per essere utile a valutare l’attuale stato della radio a bordo e, va sempre ricordato, le tendenze di mercato oltreoceano tendono ad arrivare piuttosto rapidamente anche nel mercato europeo.

Esempi concreti

Nell’era dei moderni cruscotti automobilistici, la gestione dei metadati è dunque già diventata un aspetto cruciale per le emittenti radiofoniche, che devono adottare un approccio proattivo alla visualizzazione.

Molti dirigenti radiofonici non sono stati formati per considerare l’importanza dei metadati, e di conseguenza non comprendono appieno il loro potenziale impatto sull’esperienza degli ascoltatori, è quindi fondamentale che i programmatori, innanzitutto, comprendano come i metadati possano supportare e migliorare la programmazione radiofonica. Ad esempio, visualizzare il nome di un ospite durante un’intervista può rendere l’esperienza più coinvolgente. I metadati possono essere utilizzati anche per creare un senso di comunità, rimarcando esperienze condivise come festività o eventi di particolare rilevanza.

È importante che i messaggi testuali siano semplici e brevi, dato lo spazio limitato sui display delle auto e la necessità di non distrarre gli automobilisti.

Le emittenti dovrebbero condurre degli studi sulla visualizzazione della propria e delle altre stazioni radio per capire come i competitor utilizzino i metadati, così da  identificare le proprie aree di miglioramento.

La corretta visualizzazione è ormai un impegno necessario per le emittenti radio moderne, paragonabile alla presenza efficace sui social media o sul web. Anche le emittenti locali dovrebbero investire nella visualizzazione, cercando di rendere le informazioni coerenti su tutte le piattaforme, che si tratti di FM, digitale on air o streaming.

Le emittenti devono migliorare la gestione dei metadati per apparire al meglio nelle liste delle emittenti disponibili, specialmente nei veicoli che creano liste scansionando la banda radio. Un approccio coordinato e standardizzato alla gestione dei metadati è essenziale anche tra i vari standard quali FM, RDS, DAB e RadioDNS.

Le radio dovrebbero fornire agli ascoltatori, come minimo, le stesse informazioni visive offerte dai servizi di streaming musicale, come il titolo, l’artista e l’immagine dell’album e il monitoraggio attivo dei metadati è fondamentale per garantirne l’accuratezza e il costante aggiornamento.

La corretta visualizzazione è fondamentale anche per la generazione di entrate; i metadati possono aiutare le stazioni radio ad aumentare la riconoscibilità del marchio, a creare un’esperienza di ascolto più coinvolgente e a generare nuove opportunità di monetizzazione, come la sincronizzazione di annunci pubblicitari visivi con gli spot audio. Nei mercati più evoluti, in tal senso, si è rilevato che le stazioni che offrono il servizio di testo sincronizzato con gli spot audio ottengono un incremento del fatturato pubblicitario attorno al 10-15%, che sale al 25% con l’inclusione di testo e immagini.

Un’altra opportunità è quella di sviluppare relazioni con le concessionarie di auto, per verificare periodicamente gli ultimi sviluppi dell’infotainment e per formare i venditori delle concessionarie stesse sulle opportunità offerte dalla radio digitale e ibrida, così che le trasferiscano ai loro acquirenti nella fase di vendita dell’auto.  Infine le emittenti dovrebbero automatizzare il più possibile la gestione dei metadati, così da offrire esperienze di ascolto più efficaci, ma senza aggiungere costi significativi.

Download

Per consultare liberamente lo studio “Quu’s 2024 In-Vehicle Visuals Report”, con la tabella riepilogativa dei 100 modelli di auto analizzati, basta recarsi a questo indirizzo web: https://quureport.com/report/

A questo indirizzo, invece, l’introduzione al report stesso: https://myquu.net/report/

L’ebook di Radio World, infine, è gratuitamente consultabile o scaricabile a questo link, semplicemente compilando la form:
https://www.radioworld.com/resource-center/ebooks/recipes-for-visual-display-a-new-ebook

Le pubblicazioni sono in lingua inglese. (AR)

 

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