(18 settembre 2024) Il Digital News Report 2024 di Reuters Institute documenta annualmente la portata e l’entità della trasformazione in corso, nell’ambito dell’industria delle news. Lo fa mentre i nuovi progressi dell’intelligenza artificiale generativa fanno evolvere, ulteriormente e velocemente, l’intero ecosistema dell’informazione, che include il comparto degli editori e quello degli altri soggetti che, a vario titolo, vogliano mettersi in comunicazione con il pubblico.
Lo studio si basa su un sondaggio condotto su oltre 95.000 persone, in 47 paesi (che rappresentano metà della popolazione mondiale) e si concentra su confronti significativi tra mercati simili, per migliorare la qualità dei dati e fornire dettagli sulle differenze.
Tendenze generali
I social media tradizionali come Facebook e X stanno attivamente riducendo l’importanza e il ruolo delle notizie sulle loro piattaforme, allontanandosi dalla dipendenza dai link che generano traffico verso gli editori.
Al contempo, piattaforme sempre più popolari di vario tipo stanno diventando più importanti per il modo in cui molte persone accedono, fruiscono e condividono le notizie.
Piattaforme video-centriche, come TikTok, Instagram e YouTube, stanno crescendo in importanza, ma anche WhatsApp, se pure in modi diversi, gioca un ruolo importante in molti paesi.
Guidati dalle strategie delle piattaforme in competizione, questi cambiamenti complicano le sfide affrontate dagli editori tradizionali, in tutto il mondo; questi, dal canto loro, continuano ad impegnarsi per convincere il pubblico che le notizie che offrono sono affidabili e degne di attenzione, oltre alla sfida più grande, che è quella di farsele pagare.
Le ricerche che documentano queste problematiche, ad alcuni, possono risultare sgradevoli da leggere, ma esse forniscono i dati necessari per aiutare coloro che operano nel giornalismo e nell’industria delle notizie a considerare la necessità di cambiamento, al fine di riconnettersi con il grande pubblico.
Al riguardo, l’editrice danese Lea Korsgaard, non senza ironia, ha dichiarato: “La gente non sente la mancanza del giornalismo. Ma il giornalismo sente la mancanza della gente”.
Data la ricchezza della ricerca, questo rapporto può rendere pubblica solo una parte minoritaria dei dati e delle analisi che rende possibili.
Maggiori dettagli, comprese tabelle, slide e grafici per ciascuna nazione, sono disponibili all’indirizzo web https://reutersinstitute.politics.ox.ac.uk/digital-news-report/2024
Supporter 2024
Tutto questo è reso possibile dai numerosi sponsor, in primis Google News Initiative, che supporta la ricerca su scala globale; oltre ad essa, i supporter sono: BBC News, Ofcom, Irish Coimisiún na Meán, Dutch Media Authority (CvdM), Media Industry Research Foundation of Finland, Fritt Ord Foundation, Korea Press Foundation, Edelman UK, NHK e la Reuters News Agency.
Ci sono poi i partner accademici: il Leibniz Institute for Media Research/Hans Bredow Institute, l’Università di Navarra in Spagna, l’Università di Canberra, il Centre d’études sur les médias del Québec, in Canada, e la danese Roskilde University.
La Fundación Gabo supporta la traduzione del rapporto in spagnolo.
Per questa edizione, YouTube si è unito al gruppo di sponsor, e Code for Africa ha aumentato il proprio sostegno, così da poter includere il Marocco.
Sintesi delle tendenze globali
Il Digital News Report 2024 documenta i significativi cambiamenti in atto nel panorama delle piattaforme, ancor prima che i nuovi sviluppi nell’intelligenza artificiale generativa trasformino ulteriormente l’ecosistema dell’informazione.
I social media tradizionali come Facebook e X stanno riducendo il ruolo delle notizie sulle loro piattaforme e si stanno allontanando dalla dipendenza dai link che generano traffico verso gli editori. Al contrario, piattaforme più recenti e sempre più popolari, come TikTok, Instagram, YouTube e WhatsApp, stanno diventando fondamentali per il modo in cui le persone accedono, trovano, condividono e vivono le notizie.
Mentre le aziende tecnologiche rivali competono per attirare l’attenzione del pubblico, la pubblicità e altri partner, molte di loro si concentrano anche sull’incoraggiare una crescente moltitudine di creatori e influencer a pubblicare sulle loro piattaforme. Queste fonti informative alternative stanno raccogliendo sempre più attenzione da parte del pubblico, anche per quanto riguarda le notizie.
LE SITUAZIONI NAZIONALI IN EUROPA
Austria
Il mercato austriaco delle notizie è dominato dalla forte presenza dell’emittente pubblica ORF; seguono le emittenti commerciali e una vasta gamma di giornali nazionali e locali che si adattano alle sfide digitali in modi diversi.
I sussidi pubblici, compresa la spesa pubblicitaria delle istituzioni pubbliche, giocano un ruolo cruciale nella sostenibilità di alcune testate giornalistiche, ma creano anche tensioni tra fornitori di servizi commerciali e pubblici.
ORF ha dovuto rinnovare la sua struttura dei contenuti online, in risposta a una sentenza della Corte Costituzionale e alle preoccupazioni degli altri media sulla concorrenza sleale stimolata dai finanziamenti pubblici. Il sito web di ORF ora limita i contributi testuali e privilegia i contenuti video.
Belgio
Il Belgio presenta due mercati dei media distinti: la Vallonia francofona e le Fiandre fiamminghe. Mentre i principali media continuano a cercare ulteriori consolidamenti, lo spazio per i piccoli attori, sia nuovi che già esistenti, rimane limitato.
Nelle Fiandre, si osserva un comportamento mediatico più tipico del Nord Europa, con un forte attaccamento alla stampa scritta.
In contrasto, nel Sud Europa, compresa la Vallonia, la preferenza si orienta più verso la radiodiffusione. Inoltre, il mercato dei media belga sta affrontando sfide economiche e organizzative, con alcune aziende come Mediahuis che stanno riducendo il personale e potenzialmente diminuendo la produzione di giornali cartacei.
Bulgaria
La Bulgaria, il paese più povero dell’Unione Europea e con una popolazione in declino, offre poche opportunità commerciali anche nel settore dei media, ma è in una fase vivace in quanto a fusioni e acquisizioni.
Le principali emittenti sono di proprietà di gruppi di telecomunicazioni che si concentrano principalmente sull’intrattenimento, piuttosto che sulle notizie. I livelli di fiducia nelle notizie sono bassi, a causa della polarizzazione politica e della percezione di compromessi nell’indipendenza dei media, dovuti a influenze economiche e politiche.
Recentemente, la Bulgaria ha aderito, parzialmente, all’area Schengen per i viaggi via aerea e via mare. La nazione è governata da una coalizione tra l’ex partito al potere GERB e il partito “We Continue the Change”.
Croazia
Il mercato dei media croato è relativamente piccolo e continua a risentire delle crisi economiche recenti e del dominio delle grandi piattaforme digitali. Il consumo di notizie offline è dominato da due canali televisivi di proprietà straniera (Nova e RTL) e dall’emittente pubblica HRT.
Le pressioni finanziarie hanno portato alla chiusura di diverse stazioni televisive e radiofoniche locali, e il consolidamento nel settore dei giornali locali ha sollevato preoccupazioni riguardo all’aumento dell’influenza politica.
Nonostante le difficoltà, i ricavi pubblicitari sono cresciuti del 5% nel 2023, raggiungendo i 266 milioni di euro. La televisione mantiene la quota maggiore delle entrate pubblicitarie, seguita dalla pubblicità su internet.
Danimarca
Il mercato mediatico della Danimarca si caratterizza per un elevato utilizzo dei servizi di streaming e vanta una fiducia nelle notizie superiore alla media, rispetto agli altri paesi analizzati.
Gli utenti danesi mostrano una propensione crescente per le notizie digitali, con una particolare attenzione alle piattaforme social e ai siti web dei giornali. Le problematiche principali riguardano la sostenibilità economica dei media tradizionali, di fronte alla concorrenza digitale e alla necessità di innovare i modelli di business, per affrontare i cambiamenti nelle abitudini dei consumatori.
Finlandia
Il panorama mediatico finlandese è caratterizzato da una forte stampa regionale, una robusta emittente del servizio pubblico (Yle), e il quotidiano nazionale Helsingin Sanomat, molto letto, insieme a due popolari tabloid serali. La transizione digitale continua, con diversi giornali regionali che stanno abbandonando la pubblicazione cartacea quotidiana.
Le società giornalistiche stanno adottando attivamente strumenti di intelligenza artificiale nelle loro operazioni. La concentrazione dei media regionali è nelle mani di due attori principali, Sanoma e Keskisuomalainen, che hanno acquisito altre testate per rafforzare la loro posizione dominante.
Francia
In Francia, i principali attori mediatici includono emittenti pubbliche e private, giornali nazionali e locali, e una crescente presenza di media digitali. Il 2024 è stato un anno durante il quale alcuni miliardari hanno acquistato importanti asset mediatici, alimentando crescenti preoccupazioni sull’indipendenza dei media.
La TV rimane la fonte di notizie più utilizzata, insieme ai media online. I giornali stampati proseguono nel loro declino a lungo termine, e le aziende di media tradizionali sono impegnate a trovare nuovi flussi di entrate digitali.
Un esempio è stato quello del quotidiano Le Monde, il primo a firmare un accordo economico con Open AI per consentire agli utenti di ChatGPT di accedere ai contenuti di Le Monde; inoltre, Le Monde English, lanciato nel 2022, utilizza anche tecnologie AI per tradurre la prima bozza di ogni articolo, che poi revisori umani ricontrollano.
Germania
Il mercato mediatico tedesco comprende una serie di emittenti pubbliche nazionali e regionali, in competizione con potenti operatori commerciali come Axel Springer e Bertelsmann. Molta della stampa opera ancora su base regionale o locale e sta cercando di adattare i propri modelli di business al digitale.
La fiducia nei media ha mostrato un trend stabile, ma sono evidenti sfide come la crescente ostilità nei confronti dei giornalisti, spesso legata a indagini sull’estremismo di destra. La trasformazione digitale del settore dei giornali sta accelerando a causa dell’aumento dei costi di produzione e consegna della stampa.
Testate come Bild e Die Welt stanno interrompendo la consegna a domicilio delle edizioni domenicali e si stanno concentrando maggiormente sui contenuti digitali. La consapevolezza pubblica sull’intelligenza artificiale è limitata, ma cresce il dibattito sul suo utilizzo nelle redazioni.
Grecia
Il mercato dei media greco è fortemente polarizzato e caratterizzato da una bassa fiducia nelle notizie, la più bassa tra i 47 mercati analizzati. Questa sfiducia è alimentata dalla polarizzazione politica e dall’influenza indebita di politici e uomini d’affari potenti nei media.
Le società editoriali sono state lente nell’adottare modelli di abbonamento online, a causa del timore di perdere pubblico tradizionale e per via della lunga crisi economica. Recentemente, ci sono stati tentativi di introdurre modelli di pagamento digitali, spinti dal calo dl traino da parte dei social network.
Un cambiamento, assai controverso, occorso nel consiglio dell’ente regolatore delle radiodiffusioni ha sollevato ulteriori preoccupazioni riguardo all’indipendenza dei media.
Irlanda
In Irlanda, il dibattito sui media di servizio pubblico (PSM) ha dominato il 2023, con particolare attenzione ai costi e alla qualità dei servizi offerti. La fiducia nei media rimane relativamente alta, ma c’è una crescente preoccupazione riguardo alla sostenibilità finanziaria dei PSM, anche in seguito a uno scandalo che ha coinvolto il principale broadcaster pubblico, Raidió Teilifis Éireann (RTÉ).
La necessità di garantire l’indipendenza politica e la stabilità finanziaria dei media di servizio pubblico è stata al centro delle discussioni politiche e pubbliche.
Italia
Storicamente caratterizzato da un settore televisivo dominante, una stampa più debole, ma influente, e una trasformazione digitale più lenta che altrove, oggi il panorama mediatico vede la televisione perdere il suo primato, i principali editori vendono i tradizionali punti vendita cartacei e i punti vendita nati in digitale sfidano seriamente i player affermati.
La Tv rimane molto popolare, ma il suo ruolo come fonte primaria di notizie sta diminuendo costantemente, con un calo dall’85% nel 2017 al 65% nel 2024. Solo il 50% degli intervistati più giovani (18-24) usa la TV per le notizie.
Il mercato mantiene un livello significativo di concentrazione, con le tre principali emittenti, RAI, Sky e Mediaset, che rappresentano circa i tre quarti dei ricavi totali nel settore televisivo.
Norvegia
In Norvegia, il panorama mediatico è dominato da NRK, l’emittente pubblica che si distingue anche come la fonte di news più affidabile. NRK ha rafforzato la sua presenza online e ha innovato nell’uso dell’intelligenza artificiale per la produzione di notizie.
TV 2, il secondo marchio televisivo nazionale, ha annunciato importanti tagli e licenziamenti. L’azienda ha attribuito la colpa all’aumento dei costi di produzione e acquisto dei contenuti, alla valuta più debole e agli investimenti in nuove tecnologie.
I consumatori norvegesi sono ancora quelli più disposti a pagare per le notizie tra tutti i 47 paesi intervistati quest’anno.
Olanda
Nei Paesi Bassi, il mercato dei media è dominato da un forte servizio pubblico di radiodiffusione e da due grandi società mediatiche di proprietà belga. C’è il rischio di un ulteriore consolidamento dei media, con preoccupazioni crescenti riguardo alla disinformazione e alla polarizzazione, soprattutto tra i giovani che sempre più spesso si affidano a fonti di notizie non tradizionali come le pagine di Instagram.
Un caso controverso ha coinvolto l’emittente televisiva “Ongehoord Nederland” (ON), accusata di diffondere disinformazione e razzismo, mettendo in luce le sfide che i nuovi media affrontano in termini di regolamentazione e controllo dei contenuti.
Polonia
Le elezioni parlamentari dell’ottobre 2023 in Polonia hanno segnato un cambiamento di governo, ponendo fine a otto anni di crescente pressione politica sui media indipendenti. Questo cambiamento riparte, comunque, da un panorama mediatico polarizzato e bisognoso di riforme significative.
La televisione ha visto un calo di audience per le principali emittenti, favorendo la crescita dei servizi di streaming come SkyShowtime. La gestione dei media pubblici è stata particolarmente controversa, con il governo che ha sciolto i consigli di amministrazione esistenti e ne ha creati di nuovi, con un forte ricambio del personale.
Portogallo
Il mercato mediatico portoghese è dominato da quattro grandi gruppi commerciali (Impresa, Cofina, Media Capital, Global Media) e dall’emittente pubblica RTP. Questo contesto rende difficile l’ingresso di nuovi operatori.
Il settore affronta sfide legate al malcontento dei giornalisti e alla sostenibilità finanziaria, oltre a una crescente instabilità politica.
Nel 2023, il Portogallo ha visto per la prima volta nella sua storia una turbativa elettorale straniera, mirata a danneggiare i principali partiti politici. Questo, unito all’azione di disinformazione, ha aumentato la complessità del panorama mediatico.
Regno Unito
Il panorama mediatico del Regno Unito è caratterizzato da emittenti pubbliche e commerciali forti e da una stampa nazionale competitiva. Tuttavia, sia i modelli di finanziamento pubblici che privati sono sotto pressione a causa dello spostamento del pubblico verso i canali digitali.
Ofcom, l’autorità di regolamentazione delle trasmissioni radiotelevisive, ha riscontrato ripetute violazioni delle regole di imparzialità. BBC News rimane dominante offline e online, sebbene i dati del Digital News Report mostrino che la portata è diminuita nel tempo, soprattutto tra i più giovani.
Repubblica Ceca
I media cechi hanno attraversato un anno turbolento con cambiamenti legislativi e di proprietà, accompagnati da un’adozione crescente delle innovazioni digitali, inclusa l’intelligenza artificiale nelle redazioni. La proposta di aumentare il canone televisivo ha incontrato forti critiche da parte dei media commerciali. Vi sono stati significativi cambiamenti di proprietà, tra cui l’acquisizione del fornitore di contenuti per Novinky.cz da parte della più grande azienda digitale ceca, Seznam. La legge sulla televisione e sulla radio ceca adottata nel 2023 ha modificato il sistema di nomina dei membri dei consigli del servizio pubblico di radiodiffusione, distribuendo queste responsabilità tra la Camera dei Deputati e il Senato, e rendendo più difficile il licenziamento dei membri del consiglio.
Romania
In Romania, il panorama mediatico è caratterizzato da alti livelli di sfiducia e preoccupazioni per la libertà di stampa, con i partiti parlamentari che cercano di limitare l’indipendenza della stampa.
Nel 2023, ci sono stati episodi significativi come il licenziamento di giornalisti investigativi da parte di un investitore straniero nel settore dei media e l’intimidazione e le SLAPP (Strategic Lawsuits Against Public Participation) contro giornalisti.
La situazione è ulteriormente complicata dalle tensioni politiche in vista dell’intenso anno elettorale 2024, con elezioni locali, parlamentari e presidenziali in programma.
Slovacchia
La Slovacchia ha vissuto un anno di crisi politica culminato con le elezioni anticipate di settembre. Il ritorno al potere di vecchi attori politici ha influenzato significativamente il panorama mediatico.
Le sfide principali includono la polarizzazione dei media e le difficoltà economiche, con gli editori che cercano di bilanciare i contenuti cartacei e digitali per mantenere la loro base di abbonati. L’assenza di giornali gratuiti e l’approccio a lungo termine degli editori verso gli abbonamenti online spiegano il relativo successo del pagamento delle notizie online.
Spagna
Il mercato dei media spagnolo è caratterizzato da intense rivalità tra i principali conglomerati e dall’innovazione online. Le elezioni locali e nazionali del 2023 hanno accentuato la polarizzazione politica, mediatica e sociale. La fiducia nei media è bassa e l’interesse per la politica e l’informazione è in calo.
Secondo InfoAdex, le società di media spagnole hanno registrato un modesto aumento dei ricavi pubblicitari (4%) nel 2023, con la pubblicità digitale che rappresenta il 48% dei ricavi totali. La crescita dei contenuti brandizzati riflette un cambiamento verso metodi più coinvolgenti per raggiungere il pubblico.
I media spagnoli stanno anche esplorando l’uso dell’intelligenza artificiale per migliorare la produzione e la distribuzione delle notizie.
Svezia
In Svezia, le organizzazioni mediatiche di servizio pubblico, sia radiofoniche che televisive, sono forti, ma separate, mentre il settore dei media commerciali ha operato con successo nel convincere le persone a pagare per le notizie online.
Nonostante la concentrazione della proprietà dei media, le politiche governative mirano a sostenere la pluralità a livello nazionale e locale, anche attraverso sussidi. La Svezia è pioniera nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale nelle redazioni.
Ad esempio, Aftonbladet ha creato un hub AI con un team dedicato, mentre la Swedish Radio utilizza l’IA per generare voci sintetiche e per le trascrizioni dall’audio, ma impedisce alle piattaforme di addestrare la propria IA sui propri contenuti.
Svizzera
In Svizzera, un paese con quattro lingue ufficiali, poche grandi aziende mediatiche operano in più di un mercato. L’emittente pubblica SRG SSR ha ancora i notiziari considerati più affidabili, ma presto potrebbe affrontare significativi tagli di budget.
Con l’interesse del pubblico per le notizie in calo e la disponibilità stagnante a pagare per le notizie, le società di media commerciali hanno annunciato numerosi licenziamenti. L’intelligenza artificiale è diventata un tema di grande discussione anche nella confederazione elvetica.
Ungheria
In Ungheria il controllo sui media è diventato sempre più stringente. Una nuova legge adottata per “difendere la sovranità dell’Ungheria” ha sollevato critiche per il suo potenziale impatto negativo sulla libertà di stampa.
Il direttore politico del primo ministro Orbán ha dichiarato esplicitamente che il controllo sui media è fondamentale per controllare l’opinione pubblica. La pubblicità digitale riveste un ruolo significativo, con una grande quantità di spese politiche indirizzate verso le piattaforme digitali.
Questo contesto ha reso l’ambiente editoriale molto difficile per i media indipendenti, che devono fare i conti con una regolamentazione molto restrittiva.
Conclusioni
Qui abbiamo riportato i risultati dello studio per alcuni paesi europei, ma, come detto, complessivamente la ricerca ha analizzato la situazione in ben 47 nazioni nel mondo, in tutti i continenti. Rimandiamo al link in apertura dell’articolo per poter approfondire individualmente ed analizzare più dettagli e dati.
Riportiamo comunque una sintesi di alcuni dei principali risultati emersi:
• In molti paesi, soprattutto al di fuori dell’Europa e degli Stati Uniti, si riscontra un ulteriore e significativo declino nell’uso di Facebook per le notizie e una crescente dipendenza da una serie di alternative, tra cui app di messaggistica privata e reti video. Il consumo di notizie su Facebook è sceso di 4 punti percentuali, in media, in tutti i paesi, nell’ultimo anno.
• L’uso delle notizie sulle piattaforme online si sta frammentando, con sei reti che ora raggiungono almeno il 10% degli intervistati, rispetto alle sole due di dieci anni fa. YouTube è utilizzato per le notizie da quasi un terzo (31%) del campione globale, WhatsApp da circa un quinto (21%), mentre TikTok (13%) ha superato Twitter (10%), ora rinominato X.
• Collegato a questi cambiamenti, il video sta diventando una fonte più importante di notizie online, soprattutto tra i gruppi più giovani. I video brevi di notizie sono consultati da due terzi (66%) del campione, mentre i format più lunghi ne attraggono circa la metà (51%). Il luogo principale del consumo di video di news sono le piattaforme online (72%), piuttosto che i siti web degli editori (22%), il che aumenta le sfide legate alla monetizzazione e alla qualità della connessione.
• In tutti i mercati, mentre cresce il ruolo dei social come fonte di notizie, solo circa un quinto degli intervistati (22%) identifica i siti Web d’informazione o le app di notizie come principale fonte di notizie online; è il 10% in meno rispetto al 2018. Gli editori in alcuni mercati del Nord Europa sono riusciti a contrastare questa tendenza, ma i più giovani, ovunque, mostrano un interesse debole per i canali ufficiali di informazione, rispetto al passato.
• Passando alle fonti a cui le persone prestano maggiore attenzione quando si tratta di notizie, troviamo un’attenzione crescente per i commentatori di parte, influencer e giovani creatori di news, in particolare su YouTube e TikTok. Ma nei social network come Facebook e X, i brand di notizie tradizionali e i giornalisti tendono ancora a svolgere un ruolo di primo piano.
• La preoccupazione su cosa sia reale e cosa sia falso su Internet, quando si tratta di notizie online, è aumentata di 3 punti percentuali nell’ultimo anno, con circa sei su dieci (59%) che hanno dichiarato di essere preoccupati. I timori sono più elevati per TikTok e X rispetto ad altre fonti online. Entrambe le piattaforme, peraltro, hanno ospitato molta disinformazione e tesi cospirazioniste su tematiche quali la guerra a Gaza o la salute della Principessa del Galles, così come hanno notoriamente diffuso immagini e video “deep fake”.
• Mentre gli editori abbracciano l’uso dell’IA, riscontriamo un diffuso sospetto su come questa potrebbe essere utilizzata, specialmente per news di cronaca, politica o guerra. C’è più fiducia nell’uso dell’IA in attività di supporto, come la trascrizione e la traduzione; nel supportare piuttosto che sostituire i giornalisti.
• La fiducia nelle notizie (40%) è rimasta stabile nell’ultimo anno, ma è ancora quattro punti in meno nel complesso rispetto al culmine della pandemia di Coronavirus. La Finlandia rimane il paese con i livelli più alti di fiducia complessiva (69%), mentre Grecia (23%) e Ungheria (23%) hanno i livelli più bassi, tra preoccupazioni per un’indebita influenza politica e aziendale sui media.
• Allo stesso tempo, riscontriamo un aumento nell’evitare intenzionalmente le notizie. Circa quattro su dieci (39%) ora affermano di scansare, anche spesso, le news; il fenomeno è in aumento del 3% rispetto al 2023, con aumenti più significativi in Brasile, Spagna, Germania e Finlandia. I conflitti in Ucraina e Medio Oriente potrebbero aver avuto un certo impatto in tal senso. La percentuale di coloro che affermano di sentirsi “sovraccaricati” dalla quantità di notizie è cresciuta di ben l’11% dal 2019.
• Nell’esplorare le esigenze degli utenti in merito alle notizie, i dati suggeriscono che gli editori sembrano concentrarsi troppo sulle singole persone e non dedicano abbastanza spazio al fornire prospettive diverse e positive sui fatti di attualità; il pubblico si sente per lo più ben servito da notizie politiche e sportive, ma rileva lacune in merito alle notizie locali, così come alle notizie sulla salute e sull’istruzione. (AR)
[L’immagine è tratta dalla copertina della ricerca “Digital News Report 2024”]
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