Deliberazione 9 novembre 2006 dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni recante “Approvazione del regolamento recante la disciplina dei procedimenti in materia di autorizzazione ai trasferimenti di proprieta’ delle societa’ radiotelevisive, dei procedimenti in materia di posizioni dominanti e dell’attivita’ di verifica delle operazioni di concentrazione ed intese nel sistema integrato delle comunicazioni.” (Delibera n. 646/06/CONS)

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AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI

 

DELIBERAZIONE 9 novembre 2006

Approvazione  del  regolamento recante la disciplina dei procedimenti in  materia  di  autorizzazione  ai trasferimenti di proprieta’ delle societa’  radiotelevisive,  dei  procedimenti in materia di posizioni dominanti   e   dell’attivita’   di   verifica  delle  operazioni  di concentrazione  ed  intese nel sistema integrato delle comunicazioni.

(Deliberazione n. 646/06/CONS)

(Pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 284 del 6 dicembre 2006)

 

 Nella sua riunione di Consiglio del 9 novembre 2006;

  Vista  la  legge  31 luglio  1997,  n.  249,  recante: «Istituzione dell’Autorita’  per  le  garanzie  nelle  comunicazioni  e  norme sui sistemi delle telecomunicazioni e radiotelevisivo»;

  Vista  la  legge  6 agosto  1990,  n.  223, recante «Disciplina del sistema radiotelevisivo pubblico e privato»;

  Vista  la  legge  10 ottobre  1990,  n.  287, recante «Norme per la tutela della concorrenza e del mercato»;

  Vista  la  legge  14 novembre  1995,  n. 481, recante «Norme per la concorrenza  e  la  regolazione  dei  servizi  di  pubblica utilita’. Istituzione  delle  Autorita’  di regolazione dei servizi di pubblica utilita»;

  Vista   la   delibera   n.  78/98  del  1° dicembre  1998,  recante «Approvazione  del  regolamento per il rilascio delle concessioni per la   radiodiffusione  televisiva  privata  su  frequenze  terrestri», pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 10 dicembre 1998, n. 288;

  Vista  la  delibera n. 26/99, recante «Approvazione del regolamento in  materia di costituzione e mantenimento di posizioni dominanti nel settore delle comunicazioni», pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 24 maggio 1999, n. 119;

  Visto  il decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n.  455,  recante  «Testo  unico  delle  disposizioni  legislative  e regolamentari in materia di documentazione amministrativa»;

  Vista  la  delibera  n.  127/00/CONS  del  1° marzo  2000,  recante «Approvazione del regolamento concernente la diffusione via satellite di programmi televisivi» e successive modificazioni, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 12 aprile 2000, n. 86;

  Visto  il decreto-legge 23 gennaio 2001, n. 5, recante disposizioni urgenti  per  il  differimento  di termini in materia di trasmissioni radiotelevisive  analogiche e digitali, nonche’ per il risanamento di

impianti  radiotelevisivi, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 marzo 2001, n. 66;

  Vista  la  delibera  n.  236/01/CONS  del  30 maggio  2001, recante «Regolamento  per  l’organizzazione  e  la  tenuta del registro degli operatori  di comunicazione», pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 giugno 2001, n. 150, e successive modificazioni;

  Vista  la  delibera  n.  435/01/CONS  del 15 novembre 2001, recante «Approvazione del regolamento relativo alla radiodiffusione terrestre in   tecnica  digitale»,  pubblicata  nella  Gazzetta  Ufficiale  del 6 dicembre 2001, n. 284;

  Visto  il regolamento concernente l’accesso ai documenti, approvato con  delibera n. 217/01/CONS, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 20 giugno   2001,   n.   141,   come  modificato  dalla  delibera  n. 335/03/CONS, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 15 ottobre 2003, n.  240,  e  come  da  ultimo integrato dalla delibera n. 89/06/CONS, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 17 marzo 2006, n. 64;

  Visto    il   regolamento   concernente   l’organizzazione   e   il funzionamento  dell’Autorita’  per  le  garanzie nelle comunicazioni, approvato  con  delibera n. 316/02/CONS del 9 ottobre 2002, nel testo coordinato  con le modifiche introdotte dalla delibera n. 506/05/CONS del   21 dicembre   2005   recante   «Modifiche  ed  integrazioni  al regolamento  di  organizzazione  e  di  funzionamento dell’Autorita», pubblicata  nella Gazzetta Ufficiale del 14 gennaio 2006, n. 11, come

successivamente  integrata  dalla  delibera n. 40/06/CONS, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 31 gennaio 2006, n. 25;

 Visto  il  decreto  legislativo  17 gennaio  2003,  n.  6,  recante «Riforma  organica  della  disciplina  delle  societa’  di capitali e societa’  cooperative,  in  attuazione della legge 3 ottobre 2001, n. 366»;

  Vista   la   delibera   n.  290/03/CONS  recante  approvazione  del regolamento   concernente   le  autorizzazioni  ai  trasferimenti  di proprieta’  di  societa’  radiotelevisive,  pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 23 agosto 2003, n. 195;

  Vista  la  legge 3 maggio 2004, n. 112, recante «Norme di principio in   materia   di   assetto   del  sistema  radiotelevisivo  e  della RAI-Radiotelevisione  italiana  S.p.a., nonche’ delega al Governo per l’emanazione del testo unico della radiotelevisione»;

  Visto il decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, recante «Testo unico della radiotelevisione»;

  Vista  la  delibera  n.  63/06/CONS  del  2 febbraio  2006  recante «Procedure per lo svolgimento delle funzioni ispettive e di vigilanza dell’Autorita»,  pubblicata  nella Gazzetta Ufficiale del 22 febbraio 2006, n. 44;

  Visto   il   regolamento  in  materia  di  procedure  sanzionatorie approvato  con  delibera  136/06/CONS  del  15 marzo 2006, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 31 marzo 2006, n. 76;

  Visto  l’art.  1, comma 6, lettera c), n. 13, della legge 31 luglio 1997,  n.  249,  in  materia  di  autorizzazione  ai trasferimenti di proprieta’ di societa’ radiotelevisive;

  Visto  l’art.  43, comma 6, del decreto legislativo 31 luglio 2005, n.  177,  che  prevede  l’adozione  da  parte  dell’Autorita’  per le garanzie  nelle  comunicazioni  di  un  regolamento  che disciplini i provvedimenti  necessari  per  eliminare  o  impedire  il formarsi di posizioni dominanti nel settore delle comunicazioni o comunque lesive del pluralismo;

  Visti  l’art.  14,  comma 1,  della  legge 3 maggio 2004, n. 112, e l’art.  43,  comma 1, del decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, che  prevedono  l’adozione di un apposito regolamento per definire la procedura  per  la  notifica  delle  intese  e  delle  operazioni  di concentrazione  al  fine  di  verificare  il  rispetto  dei principi, rispettivamente,  di  cui  all’art.  15 della legge 3 maggio 2004, n. 112,  e di cui ai commi 7, 8, 9, 10, 11 e 12 dell’art. 43 del decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177;

  Visti  l’art.  14,  comma 3,  della  legge 3 maggio 2004, n. 112, e l’art.  43,  comma 3, del decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, recante   «testo   unico   della   radiotelevisione»,  che  prevedono

l’adozione  da  parte  dell’Autorita’ di un atto di pubblico richiamo qualora  si  accerti che un’impresa, o un gruppo di imprese, operanti nel  sistema integrato delle comunicazioni, si trovi nella condizione di  potere  superare,  prevedibilmente,  i limiti di cui all’art. 15, della  legge 3 maggio 2004, n. 112, e di cui all’art. 43, commi 7, 8, 9, 10, 11 e 12 del decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177;

 Considerata   l’opportunita’  di  disciplinare  mediante  un  unico regolamento i procedimenti in materia di posizioni dominanti previsti dalla  normativa  vigente, le procedure per la notifica e la verifica delle  operazioni di concentrazione e delle intese ed il procedimento di  autorizzazione  ai  trasferimenti  di  proprieta’, aggiornando la disciplina   di   cui  alle  gia’  citate  delibere  n.  26/99  e  n. 290/03/CONS;

  Considerata  la  necessita’  di  coordinare  le  predette procedure adeguandole  al  nuovo  assetto  normativo e di dare piena e completa attuazione alle disposizioni della legge 3 maggio 2004, n. 112, e del decreto  legislativo  31 luglio  2005,  n.  177, recante «testo unico della radiotelevisione»;

  Vista  la  delibera n. 264/06/CONS, di cui al comunicato pubblicato nella  Gazzetta  Ufficiale n. 127 del 3 giugno 2006, con la quale, in considerazione   della   complessita’   degli   adempimenti  e  della particolare  rilevanza  della  materia,  e’  stato  sottoposto ad una pubblica  consultazione il testo dello schema di regolamento adottato il 16 maggio 2006 dal Consiglio dell’Autorita’;

  Avuto  riguardo  ai  contributi pervenuti in sede di consultazione, che hanno dato luogo, in sintesi, alle osservazioni seguenti.

  Secondo  uno  dei  partecipanti  alla  consultazione  l’obbligo  di notifica  previsto  dall’art.  43 del testo unico sarebbe finalizzato esclusivamente  alla  verifica  del  rispetto dei limiti indicati nei commi da  7  a  12  del  medesimo  articolo.  Conseguentemente, nelle definizioni di intesa e di concentrazione si dovrebbe specificare che sono soggette all’obbligo di notifica le solo operazioni suscettibili di  condurre  alla  violazione  dei  commi da 7 a 12 dell’art. 43 del testo  unico,  rimettendo, inoltre, ai diretti interessati il compito di valutare la compatibilita’ delle operazioni con i relativi limiti.   La  lettura dell’intero art. 43 del testo unico induce l’Autorita’, tuttavia,  a  ritenere  che  il  divieto  di costituire una posizione dominante   rivesta   carattere   generale   e   non   gia’  limitato esclusivamente  alle  ipotesi  di  cui ai commi da 7 a 12. L’art. 43, comma 9,  indica  difatti  chiaramente  che,  al  di  la’  dei limiti concernenti i ricavi, nei singoli mercati che compongono il SIC resta fermo  il  divieto  di  costituzione di posizioni dominanti, con cio’ ribadendo la sua natura di divieto generale.

  Del  resto,  la  medesima  impostazione costituisce il nucleo della previsione  di  cui  al comma 2 (sempre dell’art. 43), ove si afferma che  compito  dell’Autorita’ e’ verificare che (nel SIC e nei singoli mercati)  non  si  costituiscano  posizioni  dominanti  e  che  siano rispettati  i  limiti  di  cui  ai  commi  7  –  12  (limiti  che non esauriscono  dunque  le fattispecie vietate dal piu’ ampio divieto di costituzione  di  una  posizione  dominante).  Poiche’  l’obbligo  di notifica   non   puo’  che  avere  funzione  servente  rispetto  alle competenze  attribuite  all’Autorita’,  esso non puo’ che riguardare, allora,  tutte le operazioni idonee a violare il divieto di posizioni dominanti,  oltreche’ gli specifici principi fissati dai commi da 7 a 12 dell’art. 43.

  Un’altra  posizione  emersa  nel corso della consultazione riguarda l’astratta  configurabilita’  di  due  procedimenti consequenziali ma autonomi     nell’ambito    dell’iter    complessivo:    uno    volto all’accertamento dell’esistenza della posizione dominante, e l’altro, successivo,  diretto alla rimozione dei suoi effetti. A tale riguardo si  osserva  che,  al  di la’ del significato, nient’affatto univoco, della  norma  invocata,  l’attivita’  procedimentale  complessiva  da dispiegare  e’  unica,  perche’ il mero accertamento non ha autonomia concettuale   ne’   di   per   se’  produce  effetti.  Se  il  potere amministrativo    e’   unico,   la   ripartizione   delle   attivita’ amministrative  che  costituiscono  esercizio  di  tale potere in due ambiti  procedimentali  distinti  appare  in  contrasto quindi con il principio di semplificazione di cui all’art. 97 Cost., che imporrebbe semmai di snellire e rendere piu’ celere l’azione amministrativa.

  Riguardo all’art. 3 e’ stato accolto il suggerimento di chiarire al meglio  il  carattere  esemplificativo  dell’elencazione  di  cui  al comma 1.

  Sul   tema  del  procedimento  autorizzatorio  le  associazioni  di emittenti  hanno  sollevato spesso dubbi sull’inquadramento di alcune particolari   fattispecie.   Sembra   allora   opportuno  riformulare l’originario  testo dell’art. 3, comma 1, per rendere evidente che la cessione  dell'(intera)  azienda,  anche  radiofonica,  e’ un’ipotesi autonoma  soggetta  ad  autorizzazione,  come pure l’acquisizione, da parte dello stesso soggetto che gia’ deteneva il controllo congiunto, del  controllo  esclusivo.  Analogo  intervento, volto a rendere piu’ comprensibile  il  testo,  e’  stato  effettuato  relativamente  alla fattispecie del c.d. subentro nel titolo (art. 3, comma 4).

  Ancora in materia di autorizzazioni, e’ stato riformulato l’art. 3, comma 9,  del  testo  per garantire che il soggetto richiedente venga informato   nell’ipotesi  di  sospensione  del  procedimento;  si  e’ ritenuto   opportuno  introdurre,  inoltre,  un  richiamo  formale  e automatico   alla   normativa   antitrust   per   cio’  che  riguarda l’individuazione e l’aggiornamento delle soglie di fatturato.

  Relativamente all’obbligo di notifica, e’ stato proposto da uno dei partecipanti  di  limitarlo alle sole operazioni che intervengano tra soggetti  operanti  all’interno  del SIC, e di escludere l’obbligo di comunicazione  quando  l’operazione  sia  insuscettibile  di produrre effetti nel SIC o in uno dei mercati che lo compongono.

  In  merito,  non  si  e’ inteso pero’ discostarsi dall’orientamento prevalente    in    dottrina   e   giurisprudenza   che,   sul   tema dell’individuazione  dei  mercati  interessati  dalle  operazioni  di concentrazione,    afferma   che   l’effetto   dell’aumento   o   del consolidamento   del   potere  di  mercato  puo’  derivare  anche  da operazioni  nelle  quali  le  parti  non  operino  tutte sul medesimo

mercato,  ma  in  mercati  solo  connessi  (a valle o a monte) oppure contigui.  Per  tale motivo si e’ ritenuto opportuno meglio precisare che  l’obbligo della notifica preventiva riguarda anche le operazioni di  concentrazione  nella  quali  anche  una  sola delle parti sia un soggetto  operante  nel  sistema integrato delle comunicazioni, oltre alle  intese  che  intervengano tra soggetti operanti nell’ambito del SIC.

  E’  sembrato,  inoltre,  opportuno  chiarire,  sempre per risolvere alcuni  dubbi sollevati dai partecipanti, che per le varie ipotesi di operazioni  «consentite»  dall’art. 27 del testo unico (trasferimenti di impianti o di rami d’azienda, acquisizioni di intere emittenti) vi e’  il  solo  obbligo di notifica e la conseguente applicazione delle disposizioni di cui all’art. 4 e seguenti dello schema.

  Sui  termini  complessivi  del procedimento sono stati parzialmente accolti  i  rilievi  di alcuni dei partecipanti e l’eventuale proroga del  termine  di  conclusione  dell’istruttoria  e’  stata  ridotta a novanta giorni.

  Uno  dei partecipanti ha sostenuto poi la necessita’ di distinguere tra  procedimenti  avviati su segnalazione o d’ufficio o a seguito di notifica.

  Ma  se si esamina attentamente la normativa vigente risulta che non vi  e’  differenziazione  del  procedimento  in base alla provenienza dell’iniziativa.  Neppure  sotto  il profilo dei tempi procedimentali appare  ragionevole  separare  le  due  ipotesi. Se, infatti, possono riscontrarsi nella pratica tempistiche diverse, esse riguardano pero’ la   fase  pre-procedimentale  che  segue  la  segnalazione,  e  che, risolvendosi nella necessaria acquisizione di elementi di conoscenza, potrebbe  avere  una  durata  maggiore  rispetto  alle  verifiche  da effettuare nell’ipotesi in cui sia stata ricevuta la comunicazione di un’operazione.

  Con  specifico riferimento ai procedimenti avviati su segnalazione, uno  dei  soggetti  partecipanti afferma inoltre che dovrebbe esserci una motivazione circa la sua attendibilita’. Si puo’ replicare che la segnalazione non ha un rilievo autonomo, ne’ ha valore probatorio. La sua  minore o maggiore attendibilita’ non influisce ne’ sul contenuto ne’ sui tempi del procedimento. L’iniziativa, la decisione di avviare o  meno  il  procedimento,  sono  poteri  il  cui  esercizio  non  e’ subordinato o condizionato dalla segnalazione.

  L’effettivita’  dell’accertamento  poggia  sugli elementi acquisiti successivamente  alla  ricezione  della  segnalazione,  la quale puo’ essere  al  piu’  considerata  l’elemento  che innesca la prima fase, preistruttoria, di acquisizione di elementi e informazioni, ma non e’ certo  un  elemento della decisione di avviare l’istruttoria, tant’e’ che la «valutazione» che deve essere svolta dalla Direzione contenuti ha  ad  oggetto  «gli  elementi»,  e non certo «la segnalazione» come tale.

  Passando  ai  contenuti  della  comunicazione  d’avvio,  in sede di consultazione  si  e’  affermato  che dovrebbe essere sempre prevista un’espressa  contestazione  degli  ipotizzati  profili di lesione del pluralismo.  Sulla  tesi  che  sta  a fondamento della modifica cosi’ richiesta,  in base alla quale il superamento dei limiti definiti dal legislatore  non  sarebbe  sufficiente  ad  individuare una posizione dominante vietata, essendo necessario verificare in aggiunta anche la sussistenza  di  una  lesione  del pluralismo, si nutrono pero’ dubbi assai  seri:  e  questo alla luce delle costante giurisprudenza della Corte   costituzionale,   che   ha   sempre  rimesso  al  legislatore l’individuazione  di  limiti anticoncentrativi superati i quali vi e’ una  posizione  vietata  (senza  che  occorrano  ulteriori  verifiche sull’effettiva lesione del pluralismo).

  Sulla  partecipazione  all’istruttoria,  per  rispondere ai rilievi mossi  si  puo’  osservare  che  la  formulazione  proposta  soddisfa l’esigenza  di  assicurare  che  la  partecipazione  sia  subordinata all’esistenza    di    interessi    «significativi»,    compresa   la rappresentativita’ degli enti esponenziali.

  Appare,  invece,  opportuno  modificare l’art. 7 per chiarire che i soggetti  che hanno partecipato, se sono in grado di fornire elementi utili, possono essere chiamati in audizione.

  All’art.  8,  comma 3, per evitare qualsiasi dubbio interpretativo, e’ stata riformulata, richiamando le norme del testo unico in materia di  documentazione amministrativa, la disposizione relativa all’invio di informazioni e documenti all’Autorita’.

  Sulla  proposta  di  riservare  al  Consiglio il potere di disporre ispezioni e chiedere perizie e analisi, si osserva che tale potere e’ attribuito  al  responsabile  del procedimento (art. 6 della legge n. 241 del 1990, «il responsabile … puo’ esperire accertamenti tecnici ed  ispezioni  ed ordinare esibizioni documentali»). Le ispezioni, le perizie   attengono   strettamente   alla   fase  di  approfondimento istruttorio  che  si  svolge  all’interno del procedimento e non alla fase    decisoria    finale.   Il   regolamento   di   organizzazione dell’Autorita’, inoltre, attribuisce a ciascuna «unita’ organizzativa competente»   il   potere   di  chiedere  l’intervento  del  Servizio ispettivo.

  E’  stata, infine, oggetto di rilievi la disposizione dello schema, art.  11, in materia di misure inibitorie. Si sostiene, innanzitutto, che  l’oggetto  del  regolamento, ai sensi dell’art. 43, comma 6,  del testo  unico sarebbe limitato ai provvedimenti di cui al comma 5, tra i quali non rientrerebbe alcun provvedimento inibitorio cautelare. Si afferma  ancora  che  nell’art. 43 del testo unico il presupposto per l’esercizio  del  potere  inibitorio  sarebbe  l’accertamento  di una violazione  e  che,  inoltre, esso sarebbe limitato alla prosecuzione dell’operazione, successiva all’accertamento dell’infrazione.

  Premesso   che,   ai  sensi  dell’art.  43,  comma 6,  oggetto  del regolamento  sono i provvedimenti e i procedimenti di cui al comma 5, norma   quest’ultima  che  attribuisce  all’Autorita’  il  potere  di

adottare  un  atto  che  «inibisce  la  prosecuzione»  di determinate attivita’, la posizione espressa in merito ai presupposti e ai limiti del potere inibitorio non appare condivisibile.

  La  stessa  lettera  della  norma,  art. 43, comma 5, prevede quale necessario  antecedente logico, non l’accertamento di una violazione, bensi’  l’esistenza  di  atti od operazioni idonee «a determinare una situazione  vietata»,  vale  a  dire  atti  o  operazioni che abbiano l’astratta  capacita’  di  violare  la norma. Oggetto dello specifico accertamento  che conduce all’adozione della misura inibitoria non e’ dunque  l’effettiva violazione, ma e’ l’attivita’ posta in essere che deve  avere la capacita’, anche solo potenziale, di violare la norma. Sarebbe  comunque  illogico  richiedere  il  medesimo  presupposto  – accertamento  della  violazione – sia per il provvedimento definitivo sia per il provvedimento che ha, invece, natura inibitoria.

  Inoltre,  poiche’ l’accertamento della violazione sottende comunque il    divieto    di    ulteriore   prosecuzione   dell’operazione   o dell’attivita’,   non   appare   ragionevole  limitare  la  sfera  di operativita’ delle misure inibitorie alle sole ed ulteriori attivita’ con le quali si porterebbe a compimento un’operazione di cui e’ stata gia’  accertata  la  contrarieta’  ai  divieti posti dall’art. 43 del testo unico.

  Ritenuto, pertanto, che, a seguito dei rilievi e delle osservazioni formulate  nell’ambito  della consultazione dei soggetti interessati, debbano   essere  introdotte,  nei  limiti  esposti,  le  conseguenti modifiche  ed  integrazioni  allo  schema  di regolamento adottato il 16 maggio  2006 di cui alla delibera n. 264/06/CONS, e debbano essere riformulate alcune disposizioni per assicurare maggiore certezza, con cio’  rispondendo ai dubbi sollevati da alcuni partecipanti ed emersi in sede applicativa;

  Udita  la  relazione  dei  commissari  Enzo  Savarese  e Sebastiano Sortino,  relatori  ai sensi dell’art. 29 del regolamento concernente l’organizzazione ed il funzionamento dell’Autorita’;

Delibera:

Art. 1.

  1.  L’Autorita’ approva, ai sensi dell’art. 1, comma 6, lettera c), n.  13,  della  legge  31 luglio 1997, n. 249, dell’art. 14, comma 1, della  legge  3 maggio 2004, n. 112, e dell’art. 43, commi 1 e 6, del decreto  legislativo  31 luglio 2005, n. 177, il regolamento allegato alla presente delibera, di cui forma parte integrante, concernente la disciplina   dei   procedimenti   in  materia  di  autorizzazione  ai trasferimenti  di  proprieta’  delle  societa’  radiotelevisive,  dei procedimenti  in  materia  di posizioni dominanti e dell’attivita’ di verifica  delle  operazioni  di  concentrazione ed intese nel sistema integrato delle comunicazioni.

  2. Sono abrogate:

    a) la delibera n. 26/99, recante «Approvazione del regolamento in materia  di  costituzione  e  mantenimento di posizioni dominanti nel settore delle comunicazioni», pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 24 maggio 1999, n. 119;

    b) la   delibera   n.   290/03/CONS,   recante  approvazione  del regolamento   concernente   le  autorizzazioni  ai  trasferimenti  di proprieta’  di  societa’  radiotelevisive,  pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 23 agosto 2003, n. 195.

  3.  La  presente  delibera  entra  in  vigore  il trentesimo giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

  4.  Restano  soggetti alla disciplina anteriore i procedimenti gia’ formalmente  avviati  prima  dell’entrata  in  vigore  della presente delibera.

  La  presente  delibera  e’ pubblicata nella Gazzetta Ufficiale, nel Bollettino   ufficiale   e  ed  e’  resa  disponibile  nel  sito  web dell’Autorita’.

    Roma, 9 novembre 2006

 Il presidente: Calabro’

 Il commissario relatore: Savarese-Sortino

Allegato A

Alla delibera n. 646/06/CONS

REGOLAMENTO  RECANTE  LA  DISCIPLINA  DEI  PROCEDIMENTI IN MATERIA DI

AUTORIZZAZIONE   AI   TRASFERIMENTI   DI  PROPRIETA’  DELLE  SOCIETA’

RADIOTELEVISIVE, DEI PROCEDIMENTI IN MATERIA DI POSIZIONI DOMINANTI E

DELL’ATTIVITA’  DI  VERIFICA  DELLE  OPERAZIONI  DI CONCENTRAZIONE ED

INTESE NEL SISTEMA INTEGRATO DELLE COMUNICAZIONI

Art. 1.

Definizioni

    Ai fini del presente regolamento si intende:

      a) per  legge n. 249 del 1997: la legge 31 luglio 1997, n. 249, concernente   «Istituzione   dell’Autorita’  per  le  garanzie  nelle comunicazioni   e   norme   sui  sistemi  delle  telecomunicazioni  e radiotelevisivo»;

      b) per  testo  unico: il decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, recante «testo unico della radiotelevisione»; nelle disposizioni del  presente regolamento i riferimenti alle norme del testo unico si intendono estesi alle corrispondenti norme della legge 3 maggio 2004, n. 112, tuttora vigenti;

      c) per   Autorita’,   l’Autorita’   per   le   garanzie   nelle comunicazioni;

      d) per   sistema  integrato  delle  comunicazioni:  il  settore economico di cui all’art. 2, comma 1, lettera l), del testo unico;

      e) per     documento,     ogni     rappresentazione    grafica, fotocinematografica, elettromagnetica o di qualunque altra specie del contenuto di atti, anche interni ed informali, formati e/o utilizzati ai fini dell’attivita’ dell’impresa, indipendentemente dal livello di responsabilita’   e  rappresentativita’  dell’autore  del  documento, nonche’ ogni documento prodotto o contenuto su supporto informatico;

      f) per  intese,  gli  accordi  e/o  le  pratiche concordate tra imprese,  nonche’  le  deliberazioni,  anche  se adottate ai sensi di disposizioni statutarie o regolamentari, di consorzi, associazioni di imprese ed altri organismi similari, ai sensi dell’art. 2 della legge 10 ottobre 1990, n. 287;

      g) per  concentrazione:  l’operazione che, ai sensi dell’art. 5 della  legge  10 ottobre  1990, n. 287, si realizza quando due o piu’ imprese  procedono a fusione, quando uno o piu’ soggetti in posizione di  controllo  di  almeno  un’impresa,  ovvero  una  o  piu’ imprese, acquisiscono direttamente od indirettamente, sia mediante acquisto di azioni  o  di  elementi  del  patrimonio,  sia  mediante  contratto o qualsiasi  altro mezzo, il controllo dell’insieme o di parti di una o piu’  imprese;  quando  due  o  piu’ imprese procedono, attraverso la costituzione  di  una nuova societa’, alla costituzione di un’impresa comune;

      h) per  Direzione contenuti, la Direzione contenuti audiovisivi e  multimediali, che, ai sensi della deliberazione n. 506/05/CONS del 21 dicembre 2005, ha competenza in materia di tutela del pluralismo e della  concorrenza  nei  media  e, in particolare, svolge le funzioni istruttorie di cui al titolo VI del testo unico;

      i) per societa’ radiotelevisiva:

        1)  le  societa’  titolari  di concessione, autorizzazione, o comunque  di  qualsiasi altro provvedimento abilitativo, da parte del Ministero delle comunicazioni o dell’Autorita’, per l’esercizio della radiodiffusione  sonora  o televisiva, via etere terrestre, via cavo, via satellite, con qualsiasi tecnica e modalita’, ad accesso libero o condizionato,   e  per  l’installazione  e  l’esercizio  di  impianti ripetitori  via  etere  di  programmi  esteri  o nazionali, nonche’ i soggetti tenuti ad osservare gli stessi obblighi dei concessionari;

        2)  le  societa’  munite  del titolo abilitativo previsto dal testo  unico  per l’esercizio dell’attivita’ di operatore di rete, di fornitore di contenuti, di fornitore di servizi interattivi associati o di servizi di accesso condizionato;

      l) per  trasferimento di proprieta’: la cessione di azienda, il trasferimento di quote o di azioni e qualsiasi altro atto o fatto che ha per effetto l’acquisizione in capo ad altro soggetto del controllo o  del pacchetto di controllo della societa’, sia esso di maggioranza assoluta   o   relativa,   nonche’  qualsiasi  altro  atto  o  patto, indipendentemente   dalla   modalita’  con  cui  si  perfeziona,  che determina  il  medesimo effetto nella forma di un’influenza dominante ai sensi dell’art. 43, comma 15, del testo unico;

      m) per  controllo: le fattispecie di cui all’art. 2359, commi 1 e 2, cod. civ. e all’art. 43, commi 14 e 15 del testo unico;

      n) per  influenza dominante: le fattispecie di cui all’art. 43, comma 15, del testo unico;

      o) per Direttore, il Direttore della Direzione contenuti.

Art. 2.

Ambito di applicazione

    1. Il presente regolamento disciplina:

      a) i  procedimenti  autorizzatori  di  cui all’art. 1, comma 6, lettera c), n. 13, della legge n. 249 del 1997;

      b) l’attivita’ di verifica delle operazioni di concentrazione e delle  intese  notificate  ai  sensi dell’art. 43, comma 1, del testo unico;

      c) il   procedimento  volto  ad  adottare  l’atto  di  pubblico richiamo di cui all’art. 43, comma 3, del testo unico;

      d) i  procedimenti  volti  ad adottare provvedimenti diretti ad eliminare  od impedire il formarsi di posizioni dominanti nel sistema integrato   delle   comunicazioni   o  nei  singoli  mercati  che  lo compongono, ai sensi dell’art. 43, commi 2 e 5, del testo unico;

      e) i  procedimenti  volti  ad adottare provvedimenti diretti ad eliminare  od  impedire  il formarsi di posizioni comunque lesive del pluralismo  nel  sistema  integrato delle comunicazioni o nei singoli mercati  che lo compongono, ai sensi dell’art. 43, comma 5, del testo unico;

      f) i procedimenti volti ad accertare la violazione dei principi di  cui  ai commi 7, 8, 9, 10, 11 e 12 dell’art. 43 del testo unico e ad adottare i conseguenti provvedimenti.

Art. 3.

Autorizzazione

    1.  Sono  soggetti all’autorizzazione di cui all’art. 1, comma 6, lettera c),  n.  13,  della legge n. 249 del 1997, i trasferimenti di proprieta’,  di  cui  all’art. 1, comma 1, lettera l), delle societa’ radiotelevisive   comunque   realizzati,   ed  in  particolare  anche mediante:

      a) vendita dell’intero capitale sociale;

      b) trasferimento  del  pacchetto  di controllo della societa’ o acquisizione  del  controllo esclusivo da parte del soggetto che gia’ deteneva il controllo congiunto;

      c) trasferimento  di  un numero di azioni o quote che sommate a quelle  gia’  detenute dal socio gli attribuiscano il controllo della societa’;

      d) sottoscrizione  di  aumenti  di  capitale  che conferisca il controllo della societa’;

      e) passaggio  del  controllo  della  societa’  per  effetto  di influenza dominante, qualificata ai sensi dell’art. 43, comma 15, del testo  unico, o la costituzione, su quote o azioni in numero tale che comporti  il  controllo  delle  societa’,  di  diritti  reali su cosa altrui,  di  diritti  reali  di  garanzia  o  di diritti personali di godimento;

      f) variazione  della  maggioranza  di  controllo nelle societa’ cooperative a seguito di ammissione di nuovi soci;

      g) cessione dell’azienda.

    2.  L’autorizzazione di cui al comma 1 e’ altresi’ prescritta per il caso di gestione fiduciaria.

    3.  Non  sono  soggetti  all’autorizzazione  di  cui  al presente articolo  i  trasferimenti  di  impianti  o  di  rami  d’azienda e le acquisizioni   di   intere   emittenti  nelle  ipotesi  espressamente consentite dall’art. 27 del testo unico.

    4.  L’istanza  di  autorizzazione  e’  presentata, entro quindici giorni   dalla  data  dell’atto  o  provvedimento  che  determina  il trasferimento di proprieta’, dal legale rappresentante della societa’ che  acquisisce  la societa’ di settore oppure dalla persona fisica o giuridica che ne acquisisce il controllo di ultima istanza. L’istanza e’    redatta    in    base   all’apposito   formulario   predisposto dall’Autorita’,  pubblicato  nel bollettino ufficiale e sul sito web, nel  quale  sono  indicate  le  informazioni  e  la documentazione da allegare.  Nell’ipotesi  di  cui  al comma 1, lettera g), il soggetto acquirente   presenta,  a  pena  di  irricevibilita’,  l’attestazione rilasciata  dal  Ministero delle comunicazioni relativa alla positiva valutazione  in  ordine  al  possesso  da  parte  sua  dei  requisiti occorrenti per il subentro nel titolo abilitativo.

    5.  Il Direttore assegna la responsabilita’ dell’istruttoria e di ogni altro adempimento ad essa inerente: in mancanza egli conserva la responsabilita’ del procedimento.

    6.  L’istanza  presentata  puo’ essere regolarizzata o completata dal  richiedente.  A tal fine il responsabile del procedimento invia, entro   quindici   giorni   dalla  ricezione  dell’istanza,  apposita

comunicazione al richiedente, che provvede alla regolarizzazione o al completamento  dell’istanza entro un termine perentorio non superiore a trenta giorni, trascorso il quale l’istanza si intende ritirata.

    7.  Acquisita  la relazione del responsabile del procedimento, il Direttore  della  Direzione  contenuti propone al Consiglio lo schema del  provvedimento  finale,  che e’ adottato entro venticinque giorni dalla  data di ricezione dell’istanza, o della sua regolarizzazione o completamento  ai  sensi  del  comma 6.  Rimangono  impregiudicate le valutazioni  di  competenza del Ministero delle comunicazioni ai fini di  un  eventuale  pronuncia  di  decadenza  o  revoca del titolo cui attiene il trasferimento di proprieta’ autorizzato.

    8. La decorrenza del termine di cui al comma 7 e’ sospesa:

      a) dalla richiesta di informazioni o documenti indirizzata alla societa’  richiedente,  ad  altre amministrazioni o a soggetti terzi, ivi  inclusi  operatori  o  utenti  del mercato dell’emittenza, della produzione    o    della    distribuzione    radiotelevisiva,    fino all’acquisizione degli elementi richiesti;

      b) se  il richiedente deve produrre eventuali autorizzazioni da parte  di altri organismi pubblici, in particolare quelle relative ad operazioni  di  concentrazione  da  parte della Commissione europea o dell’Autorita’  garante  per  la concorrenza ed il mercato, fino alla comunicazione dei relativi provvedimenti da parte del richiedente.

   9. La sospensione del decorso dei termini nelle ipotesi di cui al comma 8,  lettera a),  di  cui  e’  data  comunicazione alla societa’ istante   ove   le   informazioni  siano  state  richieste  ad  altre amministrazioni  o  a  soggetti  terzi, non puo’ in alcun caso essere superiore a sessanta giorni.

    10.  Il  termine di cui al comma 7 puo’ essere prorogato, fino ad un  massimo  di  venticinque  giorni  con  provvedimento motivato del Direttore, ove la fattispecie richieda lo svolgimento di accertamenti particolarmente complessi.

    11.  L’avvio  del procedimento autorizzatorio ed il provvedimento conclusivo  sono  pubblicati  nel bollettino ufficiale e sul sito web dell’Autorita’ ove riguardino societa’ radiotelevisive che esercitano l’attivita’ in ambito nazionale.

    12.  Se  un’intesa o un’operazione di concentrazione non soggetta alla   comunicazione  preventiva  di  cui  all’art.  4,  comma 1,  si realizza,   anche   parzialmente,   attraverso  un  trasferimento  di proprieta’,  come  definito dai commi 1 e 2, il richiedente presenta, sulla   base   dell’apposito  formulario  pubblicato  nel  bollettino ufficiale  e  sul  sito  web,  un’unica  istanza,  che  la  Direzione contenuti  verifica preliminarmente sotto il profilo del possesso dei requisiti  di  nazionalita’  della  societa’  e di onorabilita’ degli amministratori.  Ove difetti uno di tali requisiti il procedimento si conclude   con   un   provvedimento   negativo   da   adottare  entro quarantacinque  giorni  dalla  data di ricezione dell’istanza o della sua  regolarizzazione  o  completamento  ai  sensi  del comma 6. Ove, invece,  sia  accertata  la  sussistenza  dei  predetti  requisiti il procedimento  prosegue con l’istruttoria preliminare preordinata allo svolgimento delle verifiche di cui all’art. 43 del testo unico.

Art. 4.

Notifica delle operazioni di concentrazione e delle intese

    1.  Le  operazioni  di concentrazione e le intese di cui all’art. 43,  comma 1,  del  testo unico sono preventivamente comunicate dalle parti   qualora   il   fatturato   realizzato   a  livello  nazionale dall’insieme delle imprese interessate sia superiore a 432 milioni di euro,   ovvero   se  il  fatturato  realizzato  a  livello  nazionale dall’impresa   di   cui   e’   prevista   l’acquisizione,  attraverso l’operazione  di  concentrazione, sia superiore a 43 milioni di euro.

Tali  valori sono automaticamente incrementati nella misura stabilita dall’Autorita’  garante  della concorrenza e del mercato, con proprio provvedimento,  ai sensi dell’art. 16 della legge 10 ottobre 1990, n. 287.

    2. Sono oggetto della comunicazione di cui al comma 1:

      a) le intese che intervengono tra soggetti operanti nel sistema integrato delle comunicazioni nonche’ le operazioni di concentrazione nelle  quali  anche solo una delle parti sia un soggetto operante nel medesimo  sistema,  ove  l’operazione  di concentrazione sia comunque suscettibile  di  produrre  effetti nel predetto sistema o in uno dei mercati che lo compongono;

      b) le  intese  e  le  operazioni  di concentrazione di cui alla lettera a)  anche ove realizzate attraverso trasferimenti di impianti o  di rami d’azienda o acquisizioni di intere emittenti nelle ipotesi espressamente consentite dall’art. 27 del testo unico.

    3.   Le   comunicazioni  di  cui  al  comma 1,  redatte  in  base all’apposito  formulario  predisposto  dall’Autorita’, pubblicato nel bollettino  ufficiale  e sul sito web, contengono una descrizione del contenuto   dell’operazione   nonche’   ogni  ulteriore  informazione necessaria per la sua valutazione.

    4.  Se  un’intesa o un’operazione di concentrazione soggetta alla comunicazione  di  cui  al  comma 1  si realizza, anche parzialmente, attraverso  un trasferimento di proprieta’, come definito dai commi 1 e  2 dell’art. 3, il richiedente presenta preventivamente, sulla base dell’apposito  formulario  pubblicato  nel bollettino ufficiale e sul sito  web,  un’unica  istanza,  che  la  Direzione contenuti verifica preliminarmente  sotto  il  profilo  del  possesso  dei  requisiti di nazionalita’  della  societa’ e di onorabilita’ degli amministratori. Ove  difetti  uno  di  tali  requisiti  il  procedimento  si conclude immediatamente  con  un  provvedimento  negativo  da  adottare  entro quarantacinque  giorni  dalla  data di ricezione dell’istanza o della sua  regolarizzazione  o completamento ai sensi dell’art. 3, comma 6. Ove,  invece,  sia accertata la sussistenza dei predetti requisiti il procedimento  prosegue con l’istruttoria preliminare preordinata allo svolgimento delle verifiche di cui all’art. 43 del testo unico.

    5.  I  soggetti  tenuti  per la medesima vicenda ad effettuare la comunicazione  di cui al comma 1 possono procedere alla comunicazione congiuntamente;  all’atto  della  comunicazione  possono designare un rappresentante  comune  per  il  ricevimento  e  la  trasmissione  di ulteriori comunicazioni, documenti ed informazioni.

    6.  La  Direzione contenuti nel corso dell’istruttoria di propria competenza  puo’  chiedere  ai  soggetti  interessati, ovvero al loro rappresentante    comune,   ulteriori   documenti   ed   informazioni relativamente all’operazione o intesa comunicata.

    7. L’istruttoria preliminare si conclude mediante la formulazione al  Consiglio di una proposta di deliberazione ai sensi del comma 8 o di avvio dell’istruttoria ai sensi dell’art. 5.

    8.  La  decisione  del  Consiglio  di non avviare l’istruttoria a seguito  di  una  notifica ai sensi del comma 1, da emettere entro il termine  di  sessanta  giorni  dal ricevimento della notifica o delle integrazioni  di  cui  al  comma 6,  e’  prontamente  comunicata alle imprese interessate.

    9.  Qualsiasi  modificazione successiva degli elementi essenziali contenuti  nella  notifica  deve  essere  comunicata  alla  Direzione contenuti  non appena conosciuta dalle parti. Ai fini del decorso del termine di cui al comma 8, la comunicazione di modificazione equivale alla  comunicazione  di  una  nuova operazione di concentrazione o di nuova intesa.

    10.  Le  operazioni di concentrazione e le intese di cui all’art. 43,  comma 1,  del testo unico, non soggette a notifica preventiva ai sensi  del  comma 1,  sono comunicate alla Direzione contenuti, entro quindici  giorni  dal  perfezionamento dell’operazione, ai fini delle verifiche  di cui all’art. 43 del testo unico. Ad esse si applicano i commi 2, 3, 5, 6 e 9.

    11.  Le operazioni di concentrazione e le intese che intervengano tra  societa’  appartenenti  ad  uno  stesso gruppo non sono soggette all’obbligo   di   notifica   preventiva  di  cui  al  comma 1  o  di comunicazione di cui al comma 10.

    12. Il Consiglio puo’ delegare al Direttore il potere di decidere di  non  avviare  l’istruttoria di cui all’art. 5 sulle operazioni di concentrazione  e  sulle  intese  di cui al comma 10. In tal caso, il Direttore  informa  mensilmente  il  Consiglio sulle decisioni di non avvio dell’istruttoria assunte.

Art. 5.

Avvio dell’istruttoria

    1.  La  Direzione  contenuti,  all’esito  delle  verifiche di cui all’art.  43  del  testo  unico, o dietro segnalazione di chiunque vi abbia  interesse,  valutati  gli  elementi  comunque  acquisiti,  ove ravvisi  ragionevoli  motivi  per  ipotizzare  la  sussistenza di una posizione  vietata  ai  sensi  dell’art.  43  del  testo unico, entro novanta giorni dal ricevimento della notifica o delle integrazioni di cui  all’art.  4,  comma 6, formula al Consiglio la proposta di avvio dell’istruttoria  volta  alla  possibile  adozione  dei provvedimenti previsti dalle lettere c), d), e) o f) dell’art. 2, comma 1.

    2.  La  comunicazione  di  avvio  dell’istruttoria  contiene  una sommaria   esposizione   dei  fatti  e  delle  valutazioni  compiute, l’indicazione  del  responsabile  del  procedimento,  la menzione del

diritto   dei   soggetti   interessati  di  accedere  agli  atti  del procedimento,   nonche’   la   fissazione   del   termine  entro  cui l’istruttoria  si deve concludere, termine non superiore a centoventi giorni e prorogabile con atto motivato di ulteriori novanta giorni.

    3. La comunicazione di avvio dell’istruttoria e’ notificata da un dipendente  dell’Autorita’  alle  imprese ed ai soggetti interessati, inclusi  coloro  che,  avendo  un  interesse  diretto,  immediato  ed

attuale,    hanno    presentato    segnalazioni    utili    all’avvio dell’istruttoria,  mediante  consegna  di  copia del provvedimento al destinatario  ovvero  a  mezzo  lettera  raccomandata con ricevuta di avviso  di  ricevimento.  Nei casi di particolare urgenza la notifica puo’  essere  eseguita  mediante trasmissione via telefax o via posta elettronica  seguita, entro i successivi tre giorni, dall’invio della comunicazione  di  avvio  a  mezzo lettera raccomandata con avviso di ricevimento.

    4.  Nel  caso  in  cui per il rilevante numero dei destinatari la notificazione   personale   risulti   impossibile  o  particolarmente gravosa,    la   notificazione   puo’   essere   effettuata   tramite pubblicazione  su  almeno  due  quotidiani  a  diffusione nazionale o mediante  altre  idonee  forme  di  pubblicita’,  in  ogni  caso  con l’inserzione nel sito istituzionale dell’Autorita’.

    5.   L’avvio  del  procedimento  istruttorio  e’  pubblicato  nel bollettino ufficiale e sul sito web dell’Autorita’.

    6.   Il   Direttore   riferisce   periodicamente   al   Consiglio sull’andamento delle istruttorie in corso.

Art. 6.

Partecipazione all’istruttoria

    1. Possono partecipare all’istruttoria:

      a) i   soggetti   ai   quali   e’   stato   notificato  l’avvio dell’istruttoria ai sensi dell’art. 5, comma 3;

      b) i soggetti titolari di interessi pubblici o privati, nonche’ i  portatori  di  interessi  diffusi  costituiti  in  associazioni  o comitati,  cui  possa  derivare  un pregiudizio diretto, immediato ed attuale dalle infrazioni oggetto dell’istruttoria o dai provvedimenti adottabili all’esito del procedimento, i quali abbiano fatto motivata richiesta  di  intervenire  entro  trenta  giorni dalla pubblicazione dell’avvio dell’istruttoria ai sensi dell’art. 5, comma 5.

    2. I soggetti che partecipano all’istruttoria hanno facolta’:

      a) di presentare memorie scritte, documenti e pareri;

      b) di  accedere  ai  documenti, conformemente a quanto disposto dall’art. 14;

      c) di farsi assistere da consulenti, sia per la predisposizione di  memorie,  perizie,  istanze  e  richieste,  sia  in occasione del compimento di atti istruttori da parte dell’Autorita’.

Art. 7.

Audizioni istruttorie

    1. I soggetti cui e’ stato notificato l’avvio dell’istruttoria ai sensi  dell’art.  5,  comma 3,  possono  chiedere al responsabile del procedimento, entro venti giorni dalla notifica dell’avvio, di essere sentiti sui fatti che ne formano oggetto.

    2. L’audizione si tiene davanti al responsabile del procedimento, entro   venti   giorni  dal  ricevimento  della  richiesta.  La  data dell’audizione  e’  comunicata  al  soggetto  richiedente  con almeno cinque giorni di preavviso.

    3. In sede di audizione i soggetti interessati:

      a) debbono    comparire   in   persona   del   proprio   legale rappresentante,    ovvero   di   procuratore   speciale   munito   di documentazione  comprovante  il  proprio  potere di rappresentanza ed adeguatamente informato sulle circostanze oggetto dell’istruttoria;

      b) possono  farsi  assistere  da  consulenti di propria fiducia senza, tuttavia, che l’esercizio di tale facolta’ possa comportare la sospensione dell’audizione.

    4. Dell’audizione e’ redatto verbale, in forma sintetica, recante le principali osservazioni e dichiarazioni della parte. Il verbale e’ sottoscritto dal funzionario verbalizzante e dal soggetto legittimato a  rappresentare  la  parte: qualora uno dei medesimi non possa o non voglia  sottoscriverlo,  ne  e’ fatta menzione nel verbale stesso con l’indicazione   del  motivo  dell’impossibilita’  o  del  rifiuto  di sottoscrizione.   Copia   del   verbale  e’  consegnata  ai  soggetti

intervenuti  all’audizione  che  ne  facciano richiesta. Ai soli fini della   predisposizione   del   verbale,   puo’   essere   effettuata registrazione fonografica dell’audizione.

    5.  Il  responsabile  del procedimento nel corso dell’istruttoria puo’  disporre  l’audizione  di soggetti che possano fornire elementi utili,  ivi  compresi coloro che hanno partecipato all’istruttoria ai sensi  dell’art.  6.  Dell’audizione,  in  aderenza alle disposizioni precedenti,  e’  redatto  verbale,  che  viene  acquisito  agli  atti dell’istruttoria.

Art. 8.

Richiesta di informazioni ed esibizione di documenti

    1.  Le  richieste  di  informazioni e di esibizione di documenti, comprese  quelle  rivolte  ad altre amministrazioni e soggetti terzi, devono   essere  formulate  dal  responsabile  del  procedimento  per iscritto  e comunicate ai soggetti destinatari. Le comunicazioni sono effettuate  mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento o mediante  telefax  con  richiesta  di  conferma di ricevimento con lo stesso mezzo.

    2. Le richieste di cui al comma 1 devono indicare:

      a) i  fatti  e  le  circostanze  sui quali vertono gli elementi richiesti;

      b) lo scopo della richiesta;

      c) il  termine  entro  il  quale dovra’ pervenire la risposta o essere  esibito il documento, termine il quale deve essere congruo in relazione  all’urgenza  del caso ed alla natura, quantita’ e qualita’ delle  informazioni  richieste, tenuto conto del tempo necessario per predisporle;

      d) le  modalita’  con  le  quali  dovranno  essere  fornite  le informazioni o esibiti i documenti richiesti;

      e) le  sanzioni  applicabili  in  caso  di rifiuto, omissione o ritardo,  senza  giustificato  motivo,  di  fornire le informazioni o esibire  i  documenti richiesti, nonche’ nel caso di presentazione di informazioni o documenti non veritieri.

    3.  I legali rappresentanti delle imprese, o le persone munite di procura  speciale,  nell’inviare  all’Autorita’  le  informazioni e i documenti  richiesti  sottoscrivono  un’apposita dichiarazione con la quale  assumono  ogni responsabilita’ sulla completezza e veridicita’ delle   informazioni   fornite  e  sulla  completezza  e  conformita’ all’originale  dei  documenti  trasmessi  ai  sensi  del  decreto del Presidente  della  Repubblica  28 dicembre 2000, n. 455, e successive modifiche   ed  integrazioni.  In  ogni  stadio  dell’istruttoria  il responsabile  del  procedimento puo’ chiedere che i documenti esibiti siano   prodotti   in   originale  o  in  copia  dichiarata  conforme all’originale.

Art. 9.

Ispezioni

    1.  Il  responsabile  del  procedimento  propone  al Direttore di affidare al competente Servizio lo svolgimento di ispezioni presso le sedi  di  pertinenza  dei soggetti interessati ove ragionevoli motivi inducano  a ritenervi reperibili documenti ed altri elementi utili ai fini dell’istruttoria.

    2.  Le  ispezioni,  alle  quali  partecipa  il  responsabile  del procedimento, si svolgono, nel rispetto delle garanzie previste dalla legge,  secondo  le  modalita’ e con i poteri previsti dalla delibera 63/06/CONS  del 2 febbraio 2006 recante «Procedure per lo svolgimento delle funzioni ispettive e di vigilanza dell’Autorita’ presso le sedi dei soggetti operanti nel settore delle comunicazioni».

Art. 10.

Perizie, analisi statistiche ed economiche e consultazione di esperti

    1. Il Direttore puo’ autorizzare il responsabile del procedimento a  disporre  perizie, analisi statistiche ed economiche nonche’ altre consultazioni  di  esperti in merito ad elementi che dovranno formare oggetto di valutazione nel corso dell’istruttoria.

    2.  L’autorizzazione  e’  comunicata  ai  soggetti  cui  e’ stato notificato  l’avvio  dell’istruttoria  ai sensi dell’art. 5, comma 3, con  l’indicazione  del  nome  del  perito  o esperto consultato, del quesito  postogli  e  del  termine  entro  il  quale la sua relazione conclusiva  deve essere consegnata all’Autorita’. Con successivo atto e’  comunicata  ai  medesimi  soggetti  l’avvenuta  acquisizione  dei risultati definitivi delle perizie, analisi o consultazioni disposte.

Art. 11.

Misure inibitorie

    1.  Nel  corso  dell’istruttoria,  su  proposta del Direttore, il Consiglio, qualora risulti urgente intervenire al fine di impedire il formarsi  di  posizioni  dominanti o comunque lesive del pluralismo e siano stati acquisiti sufficienti elementi istruttori, puo’ adottare, ai   sensi  dell’art.  43  del  testo  unico,  le  misure  inibitorie strettamente  necessarie ad evitare una lesione grave ed irreparabile al  pluralismo  dei  mezzi  di  comunicazione  o alla concorrenza nei mercati  compresi  nel  sistema  integrato delle comunicazioni per il tempo,  comunque  non  superiore a centoventi giorni, necessario alla conclusione del procedimento.

    2.   Il   Consiglio,   previa  delibazione  sulla  non  manifesta infondatezza  della  proposta  di  cui  al  comma 1,  ne  comunica ai soggetti interessati i presupposti, l’oggetto e le finalita’.

    3.  Le  parti  entro  sette  giorni dalla comunicazione di cui al comma 2  possono  inviare memorie e deduzioni. Il Consiglio adotta un provvedimento motivato nei successivi sette giorni.

    4.  Il  procedimento prosegue in conformita’ alle disposizioni di cui agli articoli che seguono.

Art. 12.

Termini dell’istruttoria

    1.  I  termini  previsti  dall’art.  5, commi 1 e 2, sono sospesi dalla  richiesta di cui all’art. 8 sino al suo completo riscontro. La sospensione,  che  non puo’ in alcun caso essere superiore a sessanta giorni,  e’  comunicata  alla  societa’  istante  ove la richiesta di informazioni   o   di   documenti   sia   stata   rivolta   ad  altre amministrazioni o a soggetti terzi.

    2.  Ove  siano  in  corso istruttorie su concentrazioni od intese presso   la   Commissione   europea  o  l’Autorita’  garante  per  la concorrenza ed il mercato, i termini dell’istruttoria di cui all’art. 5  possono  essere  sospesi,  con  atto  motivato  del  Consiglio, in presenza   di   concrete   ragioni  di  pregiudizialita’,  fino  alla pubblicazione dei relativi provvedimenti conclusivi.

Art. 13.

Accesso ai documenti

    1.  I  soggetti  di  cui  all’art.  6,  comma 1, hanno diritto di accesso  ai  documenti  formati  o acquisiti dall’Autorita’ nel corso dell’istruttoria  secondo  le  modalita’  e  le procedure di cui alla delibera n. 217/01/CONS, e successive modifiche.

    2.  Costituiscono  oggetto del diritto di accesso, entro i limiti di   cui   al   comma 1,   anche  i  documenti  formati  o  acquisiti dall’Autorita’  in  data  antecedente a quella di notifica dell’avvio dell’istruttoria.

   3.  Il  responsabile del procedimento puo’ motivatamente disporre il differimento dell’accesso ai documenti richiesti sino a quando sia stata   accertata  la  loro  rilevanza  ai  fini  della  prova  delle infrazioni,  ma  comunque non oltre la comunicazione delle risultanze istruttorie di cui all’art. 14.

Art. 14.

Chiusura dell’istruttoria

    1.  Il  Consiglio, verificata la non manifesta infondatezza della proposta  di  provvedimento  finale  del  Direttore in relazione agli elementi  probatori  acquisiti,  dichiara  conclusa  l’istruttoria  e dispone  l’invio  della comunicazione delle risultanze istruttorie ai soggetti di cui all’art. 5, comma 3.

    2.  Dichiarata  la chiusura dell’istruttoria, il responsabile del procedimento   non   puo’   compiere   ulteriori   atti   finalizzati all’acquisizione  di  dati,  informazioni e documenti inerenti al suo oggetto.

    3.  La  comunicazione  delle  risultanze  istruttorie  indica  il termine  perentorio  entro  il  quale  le parti possono presentare le proprie osservazioni e memorie conclusive.

    4.  Entro  dieci giorni dal ricevimento della comunicazione delle risultanze  istruttorie  le parti possono presentare istanza motivata di  proroga  del  termine  di  conclusione del procedimento. Entro lo stesso   termine,  i  soggetti  interessati  possono  rivolgere  alla Direzioni    contenuti   richiesta   di   fissazione   dell’audizione conclusiva. I soggetti di cui all’art. 5, comma 3, hanno in ogni caso il  diritto  di richiedere alla Direzione contenuti copia di tutte le memorie conclusive depositate.

Art. 15.

Audizione conclusiva

    1.  Il Consiglio comunica ai soggetti di cui all’art. 6, comma 1, la  data  fissata  per l’audizione conclusiva dinanzi a se’, che deve essere successiva alla scadenza del termine assegnato per il deposito delle memorie conclusive.

    2. Nel corso dell’audizione conclusiva sono sentiti i soggetti di cui  all’art.  6, comma 1, lettera a), nonche’ gli altri soggetti che abbiano  partecipato  all’istruttoria  e  ne  abbiano  fatta motivata richiesta.

   3.  Dell’audizione conclusiva e’ redatto processo verbale secondo le regole dell’art. 7.

Art. 16.

Pubblico richiamo

    1.   Qualora   il   Consiglio,   sulla   base   delle  risultanze dell’istruttoria,   delle   memorie   presentate   e   dell’audizione conclusiva, riscontri l’insussistenza degli estremi per provvedere ai sensi  dell’art.  17 ma accerti che un’impresa o un gruppo di imprese operante  nel  sistema  integrato  delle comunicazioni si trovi nella condizione  di  potere  superare, prevedibilmente, i limiti di cui ai commi 7,  8,  9,  10, 11 e 12 dell’art. 43 del testo unico, adotta un atto  di  pubblico  richiamo,  indicando  la  situazione di rischio e l’impresa o il gruppo di imprese e il singolo mercato interessato.

    2. Si applicano le disposizioni di cui ai precedenti articoli 4 e seguenti  anche  ove il procedimento venga sin dall’inizio avviato ai fini dell’adozione dell’atto di pubblico richiamo.

Art. 17.

Conclusione del procedimento

    1.  Il  Consiglio,  sulla base delle risultanze dell’istruttoria, delle  memorie  presentate e dell’audizione conclusiva, se ravvisa il superamento dei limiti di cui ai commi 7, 8, 9, 10, 11 e 12 dell’art. 43  del  testo  unico, o accerta il formarsi di posizioni dominanti o comunque   lesive   del   pluralismo   nel  sistema  integrato  delle comunicazioni  o  nei  singoli  mercati  che  lo compongono, adotta i provvedimenti  di cui all’art. 43, comma 5, del testo unico, fissando un  termine  entro  il quale le imprese o gli enti interessati devono ottemperare.

    2.  La  delibera  conclusiva  del  procedimento promosso mediante notifica  di concentrazione o intesa ai sensi dell’art. 4 deve essere assunta,  a  pena  di  decadenza,  entro i termini di cui all’art. 5, comma 2, decorrenti dalla comunicazione di avvio dell’istruttoria.

    3.  Il  provvedimento  adottato ai sensi del comma 1, o l’atto di pubblico  richiamo  di  cui  all’art.  16, sono comunicati alle parti secondo  quanto previsto dall’art. 19 e pubblicati nel sito web e nel bollettino ufficiale dell’Autorita’.

Art. 18.

Inottemperanza ai provvedimenti assunti dal Consiglio

    1.  In  caso  di  inottemperanza  al  provvedimento  assunto  dal Consiglio ai sensi dell’art. 17, il Direttore propone al Consiglio la contestazione degli addebiti.

    2.   Il   Consiglio,  nei  casi  di  cui  al  comma 1,  accertata l’inottemperanza,  contesta  senza ritardo l’addebito al responsabile promuovendo   il   procedimento   di   irrogazione   delle   sanzioni amministrative previste dall’art. 1, comma 31, della legge n. 249 del 1997.  Il  procedimento e’ regolato dagli articoli 5 e seguenti della delibera n. 136/06/CONS del 15 marzo 2006.

    3.  Ai  fini  della  determinazione della sanzione si tiene conto esclusivamente del fatturato realizzato nel mercato rispetto al quale e’ stato assunto il provvedimento oggetto di inottemperanza.

Art. 19.

Comunicazioni

    1.  Le  comunicazioni  previste  dal  presente regolamento, salvo quanto  previsto  dall’art. 5 in ordine alla notifica al destinatario del provvedimento di avvio dell’istruttoria, sono effettuate mediante lettera   raccomandata  con  avviso  di  ricevimento  o  telefax  con richiesta di conferma di ricevimento con lo stesso mezzo.

    2.  Le  comunicazioni  al  richiedente  ed  al soggetto esercente l’attivita’  radiotelevisiva  sono effettuate presso la sede indicata nell’istanza o, in difetto presso il domicilio legale.

    3. Le comunicazioni dei soggetti interessati all’istruttoria sono sottoscritte da persone munite dei relativi poteri.

    4.  Le  medesime  disposizioni  si applicano alla trasmissione da parte di terzi all’Autorita’ di documenti, perizie e memorie.

Art. 20.

Sanzioni

    1.  L’inottemperanza  all’obbligo  di  presentare  l’istanza  per ottenere  l’autorizzazione  al  trasferimento  di  proprieta’, di cui all’art.   3,   commi 1  e  12,  e  l’inottemperanza  all’obbligo  di notificare,  ai  sensi  dell’art.  43,  comma 1,  del testo unico, le intese  e  le  operazioni  di  concentrazione,  sono punite, ai sensi dell’art.  1,  comma 30,  della  legge  n. 249 del 1997. In tal caso, dalla  data  di  notifica del provvedimento sanzionatorio decorrono i termini previsti dagli articoli 3, comma 7, 4, comma 8, e 5, comma 1.

    2.  I  soggetti  che non provvedono a trasmettere i documenti e a comunicare  i  dati  e le notizie all’Autorita’, nei termini e con le modalita’  prescritti  nella richiesta di cui all’art. 8, sono puniti ai  sensi  dell’art.  1,  comma 30,  della  legge  n. 249 del 1997. I soggetti  che  nei  predetti documenti e comunicazioni espongono dati contabili o fatti concernenti l’esercizio della propria attivita’ non rispondenti  al  vero,  sono  puniti, ai sensi dell’art. 1, comma 29, della  legge n. 249 del 1997, con le pene previste dall’art. 2621 del codice civile.