Deliberazione 16 maggio 2006 dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni recante “Atto di indirizzo sulla rilevazione degli indici di ascolto e di diffusione dei mezzi di comunicazione” (Deliberazione n. 85/06/CSP)

image_pdfimage_print

AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI

DELIBERAZIONE 16 maggio 2006

Atto  di  indirizzo  sulla  rilevazione  degli indici di ascolto e di diffusione dei mezzi di comunicazione. (Deliberazione n.85/06/CSP).

(pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 123 del 29 maggio 2006)

L’AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI

Nella riunione della Commissione per i servizi e i prodotti del 16 maggio 2006;

Vista la legge 31 luglio 1997, n. 249, recante «Istituzione dell’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni e norme sui sistemi delle comunicazioni e radiotelevisivo» e, in particolare, l’art. 1, comma 6, lettera b), n. 11);

Visto il decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, recante «testo unico della radiotelevisione», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 208 del 7 settembre 2005 – supplemento ordinario;

Visto il programma di lavoro, approvato dalla Commissione per i servizi e i prodotti nella riunione del 14 luglio 2005, finalizzato al miglioramento del funzionamento del sistema di rilevazione degli indici di ascolto secondo criteri di correttezza, trasparenza ed apertura alle nuove tecnologie;

Vista la delibera n. 372/05/CONS del 16 settembre 2005 con cui e’ stata approvata la convenzione tra l’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni e l’Istituto nazionale di statistica per lo svolgimento di uno studio metodologico sulla qualita’ dell’informazione statistica diffusa dall’indagine sugli ascolti televisivi;

Vista l’indagine tecnica del servizio per le  tecnologie dell’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni relativa alle nuove piattaforme trasmissive e alla loro incidenza sugli indici di ascolto;

Viste le risultanze delle audizioni sugli indici di ascolto e di diffusione dei mezzi di comunicazione effettuate dall’Autorita’ nel periodo novembre-dicembre 2005;

Considerato che, ai sensi dell’art. 1, comma 6, lettera b), n.11), della  legge n. 249 del 1997, l’Autorita’ vigila sulla correttezza delle indagini sugli indici di ascolto e di diffusione dei diversi mezzi di comunicazione rilevati da altri soggetti, effettuando verifiche sulle metodologie utilizzate e riscontri sulla veridicita’ dei dati pubblicati, nonche’ sui monitoraggi delle trasmissioni televisive e sull’operato delle imprese che svolgono le indagini e che laddove la rilevazione degli indici di ascolto non risponda a criteri universalistici del campionamento rispetto alla popolazione o ai mezzi interessati, l’Autorita’ puo’ provvedere ad effettuare le rilevazioni necessarie;

Considerato che, ai sensi dell’art. 3 del decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, recante il «testo unico della radiotelevisione», sono principi fondamentali del sistema radiotelevisivo la garanzia della liberta’ e del pluralismo dei mezzi di comunicazione radiotelevisiva; a norma del successivo art. 4, la disciplina del sistema radiotelevisivo garantisce l’accesso dell’utente, secondo criteri di non discriminazione, ad un’ampia varieta’ di informazione e di contenuti offerti da una pluralita’ di operatori nazionali e locali, favorendo a tal fine la fruizione e lo sviluppo, in condizioni di pluralismo e liberta’ di concorrenza, delle opportunita’ offerte dall’evoluzione tecnologica; ai sensi del successivo art.5, il sistema radiotelevisivo, a garanzia del pluralismo dei mezzi di comunicazione radiotelevisiva, si conforma ai principi di tutela della concorrenza e del pluralismo dei mezzi di comunicazione, anche assicurando la massima trasparenza degli assetti societari;

Considerato che, ai sensi dell’art. 43, comma 2, del citato testo unico della radiotelevisione, la materia degli indici quantitativi di diffusione dei programmi radiotelevisivi assume rilievo anche in relazione alla competenza dell’Autorita’ di verificare che non si costituiscano, nel sistema integrato delle comunicazioni e nei mercati che lo compongono, posizioni dominanti;

Considerato quanto rilevato dall’Autorita’ garante della concorrenza e del mercato nell’«Indagine conoscitiva sul settore televisivo: la raccolta pubblicitaria» del 16 novembre 2004, secondo la quale «La rilevazione degli ascolti costituisce un elemento importante ai fini della determinazione della struttura concorrenziale nella raccolta pubblicitaria televisiva. Essa infatti rappresenta la convenzione su cui si regolano gli scambi commerciali tra gli operatori. E’ dunque indispensabile che tale convenzione sia condivisa ex-ante da tutti gli operatori e che venga sistematizzata attraverso meccanismi che garantiscano la trasparenza e l’indipendenza della rilevazione. L’esistenza di dati univoci e condivisi da tutti gli operatori e’ pertanto un requisito imprescindibile al corretto funzionamento della domanda e dell’offerta di inserzioni pubblicitarie televisive. In Italia, la rilevazione degli ascolti televisivi e’ condotta da una societa’, Auditel, il cui controllo e’ detenuto dai due principali operatori pubblicitari, RAI e Fininvest. Tale organizzazione del mercato, che risulta difforme da quella degli altri Paesi europei, appare inidonea a fornire i corretti incentivi alle condotte della medesima societa’, e come tale capace di determinare un esito staticamente e dinamicamente inefficiente, con possibili effetti negativi nel collegato mercato della raccolta pubblicitaria televisiva»;

Considerato che le risultanze delle audizioni svolte dall’Autorita’, in relazione all’attuale sistema di rilevazione degli indici di ascolto e di diffusione dei diversi mezzi di comunicazione, hanno posto in risalto quali elementi di criticita’, la possibile mancanza di obiettivita’ della ricerca derivante dalla struttura proprietaria ed organizzativa dei soggetti realizzatori, la possibile inadeguatezza dell’attuale sistema di rilevazione in relazione alle nuove tecnologie trasmissive, la possibile inadeguatezza del campione utilizzato rispetto alle diverse offerte, la  possibilita’ di discriminazioni a scapito di alcune tipologie di emittenti, la possibile inadeguatezza dei criteri di iscrizione alle indagini delle emittenti radiofoniche, in relazione alle tipologie previste dalla legge, l’assenza di rilevazione degli indici di diffusione della stampa gratuita;

Considerato che dall’indagine tecnica sulle nuove piattaforme trasmissive si rileva che la penetrazione nel mercato dell’offerta di contenuti su piattaforme televisive digitali e’ stimabile in oltre il 30% delle famiglie alla fine del 2005, ed e’ in costante crescita;

Considerata l’esigenza di formulare appropriati indirizzi relativi alla organizzazione dei soggetti realizzatori delle indagini sugli indici di ascolto e di diffusione dei diversi mezzi di comunicazione e alle metodologie utilizzate, al fine di garantire piu’ efficacemente di principi di correttezza, indipendenza e neutralita’ tecnologica, nonche’ l’esigenza di migliorare l’attuale sistema di rilevazione in termini di adeguatezza del campionamento rispetto alla popolazione e ai mezzi interessati, anche alla luce dell’avvento delle nuove tecnologie trasmissive;

Considerato che l’attuale sistema di rilevazione degli indici di ascolto televisivo in Italia si fonda sul modello organizzativo, prevalentemente utilizzato a livello europeo, basato sulla ripartizione del capitale azionario delle societa’ che realizzano le indagini, tra impresa televisiva pubblica, imprese televisive private ed investitori pubblicitari (c.d. formula del JIC-Joint Industry Committees);

Considerato che il modello di organizzazione di cui sopra, al fine di assicurare la massima correttezza e trasparenza delle rilevazioni e la concorrenza tra le imprese televisive, deve coniugare il principio di efficienza con i principi di equita’ e non discriminazione;

Ritenuto, pertanto, che i soggetti che realizzano le indagini sugli indici di ascolto e di diffusione dei diversi mezzi di comunicazione devono promuovere l’allargamento delle proprie compagini societarie al fine di renderle effettivamente rappresentative dell’intero settore di riferimento e, per quanto concerne il comparto televisivo, anche delle emittenti che offrono contenuti sulle nuove piattaforme digitali, impegnandosi a conseguire tale rappresentativita’ anche nella composizione degli organi di gestione dell’impresa;

Considerato, altresi’, che al fine di assicurare i predetti principi di equita’ e non discriminazione e’ necessario che i comitati tecnici godano di una effettiva indipendenza nell’esercizio dei poteri di indirizzo e gestione delle attivita’ scientifiche e metodologiche della ricerca, anche attraverso opportune modifiche degli statuti societari dei soggetti realizzatori;

Considerato che nella rilevazione degli indici di ascolto e di diffusione dei diversi mezzi di comunicazione la composizione e la struttura del campione dovrebbero rispondere ai criteri universalistici del campionamento rispetto alla popolazione e ai mezzi interessati, rispecchiando fedelmente la struttura dei rispettivi mercati;

Considerato, in particolare, che per la rilevazione degli indici di ascolto televisivi, la struttura e la composizione del campione deve altresi’ corrispondere al grado di penetrazione di ciascuna piattaforma televisiva e alle abitudini di fruizione delle nuove offerte multicanale, nell’attuale contesto di crescita del numero di canali tematici dedicati a diversi target della popolazione, con differenti tipologie di offerta dei contenuti (offerte basic, premium, canali tematici, pay per view);

Considerato, inoltre, che nella rilevazione degli indici di ascolto radiofonici le indagini hanno l’obiettivo di consentire alle emittenti di attingere nel breve periodo le informazioni utili per la composizione dei palinsesti e la raccolta pubblicitaria e che, a tal fine, sarebbe opportuno impiegare sistemi di rilevazione tecnologicamente evoluti, offrendo in tal modo al mercato rilevazioni piu’ frequenti e in grado di tenere conto delle diverse tipologie di emittenti radiofoniche esistenti; che, inoltre, data la strutturazione del mercato radiofonico in emittenti radiofoniche pubbliche e private, emittenti nazionali e locali e circuiti di emittenti radiofoniche locali o syndications, si rende opportuna una piu’ puntuale definizione delle emittenti oggetto dell’indagine, improntando le procedure di iscrizione delle emittenti a criteri di particolare rigore che tengano conto delle diverse tipologie di emittenza radiofonica e dell’utilizzazione dei marchi e delle denominazioni secondo le disposizioni normative vigenti;

Considerato, infine, che i soggetti realizzatori, adeguando la propria condotta a quella delle societa’ di rilevazione della maggior parte dei Paesi europei, hanno provveduto all’inclusione della stampa quotidiana gratuita;

Ritenuto che, ai fini dell’esercizio della funzione di vigilanza attribuita all’Autorita’, e’ opportuno prevedere che i soggetti che effettuano le rilevazioni degli indici di ascolto e di diffusione rendano pubblica e disponibile sui sito Internet dell’Autorita’ per le  garanzie nelle comunicazioni una «nota informativa» con la specifica indicazione delle metodologie adottate per la realizzazione della ricerca ed ogni elemento utile al fine di consentire la verifica della rispondenza effettiva della metodologia utilizzata ai criteri universalistici del campionamento della popolazione e la trasparenza della ricerca;

Considerato che con la convenzione approvata con delibera n. 372/05/CONS l’Autorita’ ha affidato all’ISTAT l’incarico, di durata biennale, di effettuare studi metodologici per la definizione e implementazione di strumenti utili alla realizzazione di un sistema integrato per la certificazione e il controllo della qualita’ della rilevazione sugli ascolti televisivi;

Considerato che  l’Autorita’  si  riserva, pertanto, di effettuare verifiche  ed  analisi  del sistema  di  rilevazione degli indici di ascolto  e  di diffusione dei mezzi di comunicazione, avvalendosi del sistema  messo  a punto dall’ISTAT per il controllo di qualita’ della predetta rilevazione;

Considerato  che  resta  salva la facolta’ dell’Autorita’, ai sensi dell’art. 1, comma 6, lettera b), n. 11), di provvedere ad effettuare le  rilevazioni  necessarie  laddove  la  rilevazione degli indici di ascolto,  anche  a  seguito  della  verifica  effettuata, risulti non rispondente ai  criteri  universalistici  del campionamento rispetto alla popolazione o ai mezzi di diffusione interessati;

Ritenuto  di  dover  adottare  un  primo  atto  di  indirizzo sulla rilevazione  degli  indici di ascolto  e  diffusione  dei  mezzi di comunicazione;

Udita la relazione dei commissari Giancarlo Innocenzi Botti e Sebastiano  Sortino,  relatori  ai sensi dell’art. 29 del  regolamento concernente l’organizzazione ed il funzionamento dell’Autorita’;

Delibera:

Art. 1.
Definizioni

1. Ai fini del presente provvedimento si intende per:

a) «Autorita»: l’Autorita’ per le garanzie nelle  comunicazioni;

b) «indici di ascolto e di diffusione dei mezzi di comunicazione»: la stima del numero di ascoltatori/ telespettatori/ lettori, rispettivamente di una trasmissione  radiofonica, televisiva o di una testata giornalistica della stampa quotidiana o periodica;

c) «panel»: tipo di campione utilizzato per rilevazioni continuative;

d) «meter» (rilevatore elettronico): strumento elettronico,collegato  ad  ogni  televisore presente nella famiglia campione, in grado di effettuare una rilevazione automatica, giorno per giorno, minuto per minuto, degli ascolti televisivi;

e) «soggetto  realizzatore»:  ogni persona fisica o giuridica che ha  la  responsabilita’ dell’organizzazione  e/o della realizzazione dell’indagine  sugli  indici  di ascolto e di diffusione dei mezzi di comunicazione;

Art. 2.

Organizzazione dei soggetti realizzatori delle indagini sugli indici di
ascolto e di diffusione dei diversi mezzi di comunicazione

1. I soggetti realizzatori delle indagini sugli indici di ascolto e di diffusione dei diversi mezzi di comunicazione  assicurano l’effettivo accesso alla propria compagine societaria in modo da conseguire la massima rappresentativita’ dei  rispettivi mercati, anche   in   relazione  alla progressiva  affermazione  delle  nuove piattaforme digitali.

2.  Ai  fini  di cui al comma 1, i soggetti realizzatori assicurano una  equa ripartizione del capitale sociale, ed ispirano alla massima rappresentativita’   la   composizione   degli organi di  gestione dell’impresa.

3. I soggetti realizzatori garantiscono l’indipendenza gestionale e metodologica  dei rispettivi comitati tecnico-scientifici, attraverso il  riconoscimento  ad essi della piu’ ampia autonomia deliberativa e discrezionalita’  tecnica.  L’Autorita’  si  riserva  la  facolta’ di designare propri rappresentanti in seno a detti comitati.

4.  I  soggetti realizzatori sono tenuti a comunicare all’Autorita’ per  le  garanzie nelle comunicazioni il proprio assetto proprietario nonche’,  qualora  in detto elenco figurino delle societa’, l’assetto di  queste  ultime,  lo  statuto e le sue variazioni, la composizione degli organi amministrativi e di rappresentanza legale.

5.  Coloro che esercitano il controllo sui soggetti realizzatori di cui  al  comma precedente sono tenuti a darne comunicazione mediante una  dichiarazione  contenente  l’indicazione del fatto o del negozio che ha determinato l’acquisizione del controllo stesso.

6.  Le comunicazioni di cui al comma 4 non sono dovute qualora gia’ regolarmente trasmesse all’Autorita’ ai fini  dell’iscrizione  al registro degli operatori di comunicazione.

7. Le comunicazioni di cui ai commi 4 e 5 vanno effettuate nei termini e con le modalita’ di cui all’art. 6, commi 2 e 3.

Art. 3
Criteri metodologici per la ricerca dell’ascolto televisivo

1.  Al fine di  soddisfare i requisiti universalistici del campionamento rispetto alla popolazione e ai mezzi interessati, di cui all’art. 1, comma 6, lettera b), n. 11, della legge 31 luglio 1997,  n. 249, la rilevazione degli indici di ascolto televisivi  deve tenere  conto  del  tasso di  penetrazione  delle  nuove piattaforme digitali terrestri, via satellite e via cavo.

2.  Ai fini di cui al comma 1, la composizione e il dimensionamento del panel per la  rilevazione dell’ascolto  televisivo  devono rispecchiare quanto piu’ fedelmente possibile il tasso di penetrazione  delle diverse offerte televisive analogiche e digitali, comprese quelle diffuse via satellite e via cavo, anche attraverso un criterio  di maggior rotazione del campione e mantenendo i margini di errore delle stime di ascolto a livelli statisticamente accettabili.

3.  I  meter  impiegati  nella  ricerca  devono  essere in grado di rilevare i programmi trasmessi con tecnologia digitale   attraverso piattaforme  terrestri,  via  satellite  e  via  cavo, mediante ogni opportuno   accorgimento  tecnico  che  consenta  di  effettuare  una rilevazione universale,  anche  dei  canali  liberamente accessibili, indipendentemente da codici telematici di riconoscimento eventualmente utilizzati dalle emittenti.

Art. 4.
Criteri metodologici per la ricerca dell’ascolto radiofonico

1.   Al  fine  di  garantire  la  valorizzazione  e  la  promozione dell’ascolto  radiofonico, caratterizzato  da  un’elevata qualita’ e quantita’   di  programmi  informativi  e  di intrattenimento  e  da un’offerta  pluralistica  e  multiforme,  le  societa’ di rilevazione degli   indici  di  ascolto  radiofonici,  nella  salvaguardia  della obiettivita’  e  affidabilita’ dell’indagine, promuovono il perfezionamento degli strumenti di raccolta dei dati anche al fine di assicurare  rilevazioni  piu’  frequenti  e  aggiornate sulle diverse tipologie di emittenti radiofoniche previste dalla legge.

2.  Al fine di garantire la trasparenza delle indagini sull’ascolto radiofonico,  tenuto conto della composizione del mercato radiofonico in  diverse  tipologie di emittenti, alle quali corrispondono diversi obblighi  di  legge,  le procedure di iscrizione delle emittenti alle indagini sugli indici di ascolto devono conformarsi a criteri di particolare rigore. In particolare, le societa’ curano  che l’iscrizione  avvenga sulla base di una precisa classificazione delle emittenti in relazione  alla tipologia di appartenenza, all’ambito territoriale di irradiazione al quale l’emittente e’ autorizzata, alle  ore  di programmazione comune per i circuiti o syndications nel rispetto dei limiti temporali previsti dalla legge, alla denominazione dell’emittente nel  rispetto  delle  norme vigenti in materia di utilizzazione del marchio radiofonico.

3. Le societa’ di rilevazione degli indici di ascolto tengono conto dell’evoluzione dei sistemi di misurazione dell’audience radiofonico anche in relazione all’innovazione tecnologica.

Art.5
Criteri per la rilevazione degli indici di lettura della carta stampata

1. Le societa’ realizzatrici delle indagini sugli indici di lettura della  stampa quotidiana e periodica  curano  che  la  rilevazione comprenda  anche  la  stampa  diffusa  gratuitamente,  ove necessario disponendo  apposite  metodologie  che  tengono  conto  della diverse modalita’ di distribuzione della stampa gratuita rispetto a quella a pagamento.

Art. 6.
Pubblicazione e trasparenza delle informazioni

1. Le societa’ che  effettuano le rilevazioni degli indici di ascolto e di diffusione dei mezzi di comunicazione sono tenute a comunicare, ai  fini della sua pubblicazione sul sito internet dell’Autorita’(http://www.agcom.it), una «nota informativa» contenente le seguenti indicazioni minime:

a) i dati anagrafici generali della societa’ che realizza l’indagine;

b) la metodologia utilizzata;

c) la consistenza del campione oggetto dell’indagine;

d) le  modalita’  di  rilevazione e l’eventuale margine di errore per categoria;

e) il periodo della rilevazione;

f) il costo di accesso ai singoli servizi di rilevazione;

g) l’indirizzo  del sito internet o altro mezzo ove e’ reperibile il documento recante l’esposizione dell’intera metodologia utilizzata.

2.  La  pubblicazione dei dati di cui al comma 1 deve avvenire, per le  societa’  che  gia’ effettuano  le  rilevazioni  degli indici di ascolto  televisivo  e radiofonico e degli indici di diffusione della carta stampata, entro sessanta giorni dalla data di pubblicazione del presente provvedimento.  Per  le  societa’  di  nuova  costituzione l’adempimento  dovra’  essere  assolto entro  dodici mesi dall’avvio delle attivita’ di ricerca.

3.  Ogni  variazione  dei  dati  di cui al comma 1, successiva alla prima pubblicazione, deve essere comunicata con le medesime modalita’ entro  sessanta  giorni dal fatto. In ogni caso, entro il 31 dicembre di ogni anno, dovra’ essere trasmessa all’Autorita’ una dichiarazione che  attesti l’assenza di variazioni rispetto a quanto in precedenza comunicato.

4.  L’Autorita’  adotta  le  misure attuative intese ad ottimizzare l’acquisizione, l’elaborazione e la gestione delle  informazioni richieste nel presente provvedimento.

Art. 7.
Vigilanza

1. L’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni vigila sul recepimento del  presente atto di indirizzo da parte dei soggetti realizzatori delle rilevazioni degli  indici  di  ascolto e di diffusione dei diversi mezzi di comunicazione.

2. L’Autorita’ si riserva di provvedere ad effettuare le rilevazioni necessarie laddove la rilevazione  degli  indici  di ascolto, anche a seguito delle attivita’ di verifica poste in essere, risulti  non rispondente ai criteri universalistici del campionamento rispetto alla popolazione o ai mezzi interessati.

Art. 8.
Sanzioni

1.  I  soggetti  realizzatori  che  nelle comunicazioni di cui agli articoli 2,  commi 4 e 5, e 6 espongono fatti non rispondenti al vero sono sanzionati ai sensi dell’art. 1, comma 29, della legge 31 luglio 1997, n. 249.

2. I soggetti realizzatori che non provvedono alle comunicazioni di cui  agli  articoli 2,  commi 4  e  5,  e 6 sono sanzionati ai sensi dell’art. 1, comma 30, della legge 31 luglio 1997, n. 249.

Il  presente  provvedimento  e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della  Repubblica  italiana, nel bollettino ufficiale dell’Autorita’ per  le  garanzie nelle comunicazioni ed e’ reso disponibile nel sito web della stessa Autorita’: www.agcom.it

Napoli, 16 maggio 2006

Il Presidente: Calabro’