Circolare della Direzione Generale Concessioni e Autorizzazioni del Ministero delle Poste e delle Telecomunicazioni 27 febbraio 1996 “Emittenti radiofoniche e televisive locali concessionarie. Violazione degli obblighi di programmazione. Sanzioni”

image_pdfimage_print


MINISTERO DELLE POSTE E DELLE TELECOMUNICAZIONI

Roma 27/2/96

A tutti gli uffici circoscrizionali del Ministero P.T. – Loro Sedi

p.c. Gabinetto On.le Sig.Ministro – Ufficio legislativo

Oggetto: emittenti radiofoniche e televisive locali concessionari. Violazione degli obblighi di programmazione-Sanzioni.

p.c. Ufficio del Garante per la Radiodiffusione e l’Editoria – Via Santa Maria in Via, 12 – 00186-Roma

A seguito delle segnalazioni, da parte di codesti Uffici, di violazione di obblighi di programmazione da parte di emittenti televisive e radiofoniche private concessionarie, comportanti, in particolare, il non assolvimento dell’obbligo di cui all’art.16, comma 18 della legge 223/90 per le emittenti radiofoniche a carattere commerciale, di cui all’art.16, commi 5 e 18 per le emittenti radiofoniche comunitarie nonché degli ulteriori obblighi previsti dalla legge 422/93 per le emittenti televisive, obblighi che la legge configura come dei veri e propri requisiti per l’ottenimento della concessione, è stato richiesto un parere all’Ufficio Legislativo di questo Ministero, sulle procedure sanzionatorie da porre in atto.

In particolare, circa la questione posta sulla possibilità di porre in essere una revoca del provvedimento di concessione in presenza di siffatte violazioni, l’Ufficio Legislativo ha rilevato il carattere sanzionatorio di tale provvedimento (ritiro a titolo di sanzione di un provvedimento di efficacia prolungata in presenza di mancata osservanza da parte del destinatario dei doveri inerenti al rapporto) ed ha, altresì condiviso il parere espresso dal Garante, sulla necessaria applicazione di un iter procedurale quale ad esempio quello delineato dall’art.31 della legge 223/90, commi 8 e seguenti, relativi all’inosservanza delle prescrizioni contenute negli atti di concessione, e, cioè di un iter procedurale che assicuri la partecipazione e la difesa degli interessati.

Osserva, infatti l’Ufficio Legislativo che una pronuncia di revoca costituisce la più grave delle sanzioni che l’Amministrazione può applicare al destinatario inadempiente e che a tale sanzione può farsi luogo solo allorché il privato persista nell’omissione degli obblighi anche dopo essere stato richiamato.

Tutto ciò premesso si dispone quanto segue.

Ove nel corso del controllo d’istituto sulle emissioni radioelettriche delle emittenti radiotelevisive private, codesti uffici rilevino l’inosservanza dell’art.16, comma 18 – destinazione del 20% della programmazione settimanale all’informazione locale – , dell’art.16, comma 5 – trasmissione di programmi originali autoprodotti per il 50% dell’orario di trasmissione compreso tra le ore 7 e le ore 21 (solo relativamente alle emittenti radiofoniche comunitarie) della legge 223/90 nonché dell’art. 1, comma 6, della legge 422/93 (solo relativamente alle emittenti televisive cosiddette comunitarie) e dell’art. 5, comma 1 e 1-bis della medesima legge 422/93 (solo relativamente alle emittenti televisive commerciali), dovranno richiamare l’emittente concessionaria inadempiente, contestandole gli addebiti, diffidarla a cessare immediatamente il comportamento illegittimo, assegnarle un termine di 15 gg. per le giustificazioni, con l’avvertenza che, in difetto, o in caso di reiterazione, la circostanza verrà segnalato agli Organi Centrali del Ministero per l’avvio della procedura di revoca della concessione.

Quest’ultima sarà avviata a cura di questa Direzione Generale su segnalazione di Codesti Uffici qualora entro il termine assegnato non sia cessato il comportamento illegittimo e non siano pervenute le giustificazioni e le stesse siano ritenute del tutto prive di fondamento.

Resta fermo l’obbligo di codesti Uffici di segnalare al Garante per la radiodiffusione e l’editoria le violazioni di legge rientranti nella competenza sanzionatoria della citata Autorità, ai sensi dell’art.31 della legge 223/90.

Si resta in attesa di assicurazione in merito.

IL DIRETTORE GENERALE