Canali radiofonici: aer-anti-corallo replicano alle dichiarazioni fatte da ministero e rai al prix italia

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cs 79/2000

                               COMUNICATO STAMPA
             COORDINAMENTO AER – ANTI – CORALLO              

Roma, 19 settembre 2000

 

Canali radiofonici: Aer-Anti-Corallo replicano alle dichiarazioni fatte da Ministero e Rai al Prix Italia.


L’avvocato Marco Rossignoli, coordinatore delegato di Aer Anti e Corallo (la federazione che rappresenta 1.283 imprese radiotelevisive locali su 1.750 attualmente operanti), in relazione alle dichiarazioni di Vincenzo Vita (Ministero delle comunicazioni) e Stefano Ciccotti (Raiway), riportate oggi dalla stampa quotidiana, ha dichiarato:

“Sul versante radiofonico il Coordinamento da tempo chiede la totale disapplicazione del termine del 30 novembre per l’emanazione da parte dell’Authority del piano di assegnazione delle frequenze per la radiodiffusione sonora. In questa fase l’avvio di un iter procedimentale per il rilascio di nuove concessioni radiofoniche analogo a quello del settore televisivo, basato su un piano delle frequenze che non tiene in alcun conto l’esistente e su graduatorie, avrebbe ricadute nefaste per il comparto, vanificando anni di spontaneo riequilibrio“.

“Un riequilibrio – ha spiegato Rossignoli – realizzatosi grazie alla possibilità di compravendite e compatibilizzazioni, avvenute sulla base di norme chieste proprio dal Coordinamento Aer-Anti-Corallo. In tal modo il comparto radiofonico è pervenuto autonomamente ad un assetto interferenziale che oggi, a differenza di quanto affermato, è ragionevolmente equilibrato. Per le situazioni di incompatibilità radioelettrica tuttora esistenti, la legge 122/98 offre già adeguati strumenti giuridici di soluzione”.

“L’ipotesi di rottamazione delle cosiddette “piccole emittenti” – ha concluso Rossignoli – rischia di risolversi esattamente come già è stato per l’analogo provvedimento adottato dal Governo in campo televisivo: un risibile numero di soggetti, solo qualche unità, ha aderito alla proposta. Oggi le aziende radiotelevisive locali sono vere e proprie imprese che chiedono, semmai, provvedimenti rispettosi del proprio ruolo imprenditoriale, atti a garantirne un adeguato sviluppo e pari opportunità rispetto ai soggetti nazionali. Ci sorprende pertanto l’ipotesi avanzata dal Sottosegretario Vita e ribadiamo che, per quanto riguarda la radio, è necessario il rinnovo delle concessioni, basato su una pianificazione che valorizzi ed ottimizzi l’esistente. Ogni diversa soluzione finirebbe soltanto col danneggiare irreversibilmente il sistema locale, favorendo così l’affermazione di un ruolo dominante della concessionaria pubblica”.

 

Per informazioni: 0348 4454981

 

                                  Il Coordinamento Aer-Anti-Corallo,
           aderente alla Confcommercio, rappresenta 1283 imprese            
                              radiofoniche e televisive locali italiane