8 marzo 2001 Sentenza n. 412 del TAR Toscana, sezione III

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8 marzo 2001

Sentenza n. 412 del TAR Toscana, Sezione III

REPUBBLICA ITALIANA

In nome del Popolo Italiano

IL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE

PER LA TOSCANA

– III SEZIONE –

ha pronunciato la seguente:

 

S E N T E N Z A

ex art. 26, IV comma della legge 1034/1971 e successive modifiche e integrazioni, nella Camera di Consiglio del

Visto il ricorso n. 400/2001 proposto da TELECOM ITALIA MOBILE S.P.A., in persona del procuratore generale pro tempore, rappresentata e difesa dagli avv.ti Benedetto G.Carbone e Massimo Capialbi con domicilio presso lo studio del secondo in Firenze, Via XXIV Maggio n. 20;

c o n t r o

il COMUNE DI CASTELFRANCO DI SOTTO, in persona del Sindaco pro tempore, rappresentato e difeso dall’avv. Ferdinando Biondi con domicilio presso lo Studio Gracili Associato in Firenze, Via de’ Servi n. 38;

 

il COMUNE DI CASTELFRANCO DI SOTTO, in persona del Responsabile Servizio Edilizia Privata ed urbanistica pro tempore, non costituitosi in giudizio;

l’AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI, in persona del Presidente pro tempore, non costituitosi in giudizio;

per l’annullamento

a) del provvedimento a firma del Responsabile del Servizio Sportello Unico del Comune di Castelfranco di Sotto prot. n. 25098 in data 7.12.2000 di diniego di concessione edilizia richiesta da TIM per l’installazione di una stazione radio base da effettuarsi nel Comune di Castelfranco di Sotto;

b) di ogni atto e/o provvedimento antecedente, connesso, presupposto, conseguente, anche se ignoto o non comunicato, ed in particolare fra questi, per quanto possa occorrere, del parere della Commissione edilizia reso in data 21.9.2000, nonché, per quanto occorrer possa, del Regolamento edilizio del Comune di Castelfranco di Sotto, così come modificato dalla delibera di Consiglio Comunale n. 8 del 21.2.2000, nella parte in cui prevede, all’art. 11, che “gli impianti devono essere ubicati su aree di proprietà pubblica, concesse in locazione dall’Ente proprietario”.

Visti gli atti e documenti presentati col ricorso;

Vista la domanda di sospensione dell’esecuzione del provvedimento impugnato, presentata in via incidentale dalla parte ricorrente;

Visto l’ atto di costituzione in giudizio del Comune di Castelfranco di Sotto;

Designato relatore, alla camera di consiglio del 6 Marzo 2001, il Consigliere dott. Adolfo METRO;

Uditi, altresì, per le parti gli avv.ti Benedetto G. Carbone e F.Biondi;

Avvisate le stesse parti ai sensi dell’art. 21, decimo comma, della legge 1034/71, come introdotto dalla legge 205/2000.

Considerato che, in relazione agli elementi di causa, sussistano i presupposti per l’adozione di una decisione in forma semplificata;

F A T T O

Con il ricorso in esame si impugna il diniego di concessione edilizia per l’installazione di una stazione radio base, motivata sul fatto che “l’opera è prevista su terreno di proprietà privata” e che, pertanto, si pone in contrasto con l’art. 11 del Reg. Ed. (ugualmente impugnato), ove si dispone che gli impianti di telefonia mobile e similari “devono essere ubicati su aree di proprietà pubblica, concesse in locazione dall’ente proprietario”.

Si sostengono i vizi di violazione della L. n. 241/97, della L. n. 59/97, del D.Lgs. 112/98, del D.M. 381/98 e della L.R. n. 54/2000 e l’eccesso di potere per difetto dei presupposti, contraddittorietà, violazione dell’art. 97 Cost., dell’opportunità dell’atto amministrativo e sviamento.

Il Comune intimato ha sostenuto l’infondatezza del gravame.

D I R I T T O

Rilevato che, ai sensi dell’art. 4 della L.R. n. 54/2000 spetta al Consiglio regionale la determinazione dei criteri generali per la localizzazione degli impianti e che la disciplina per il rilascio dell’autorizzazione all’installazione degli impianti è prevista dal successivo art. 7 della L. cit.;

Rilevato che, in materia di rilascio di concessioni edilizie per l’installazione di impianti di telefonia mobile, l’attività del Comune deve, allo stato, limitarsi alla verifica dei profili urbanistici e all’accertamento del rispetto delle soglie di emissioni prescritte dal D.M. n. 381/98;

Considerato che, di conseguenza l’impugnato diniego, il parere della C.E. e la disposizione dell’art. 11 Reg. ed. che li sorregge devono ritenersi illegittimi e vanno, pertanto, annullati;

Considerato che le spese del giudizio devono essere, poste a carico della parte soccombente, nella misura di cui in motivazione;

P. Q. M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana, Sezione 3^, definitivamente pronunciando, accoglie il ricorso n. 400/2001 in epigrafe e per l’effetto annulla i provvedimenti impugnati; pone le spese di onorario e di giudizio, per complessive lire 2.000.000. (duemilioni), a carico della parte soccombente.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’Autorità Amministrativa.

Così deciso in Firenze, il 6 Marzo 2001, dal Tribunale Amministrativo Regionale della Toscana, in Camera di Consiglio, con l’intervento dei signori:

Dott. Eugenio LAZZERI – Presidente
Dott. Adolfo METRO – Consigliere, est.
Dott. Andrea MIGLIOZZI – Consigliere