7 dicembre 1999 Provvedimento n. 7809 (C3670) dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato

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AUTORITA’ GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO

PROVVEDIMENTO N. 7809 (C3670) DEL 7 DICEMBRE 1999 RAI-RADIOTELEVISIONE ITALIANA/IMPIANTI RADIOFONICI

(pubblicato nel Bollettino dell’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato, n° 49 del 27 dicembre 1999)

 

L’AUTORITA’ GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO

NELLA SUA ADUNANZA del 7 dicembre 1999;

SENTITO il Relatore Professor Giuseppe Tesauro;

VISTA la legge 10 ottobre 1990, n. 287;

VISTO l’atto della società RAI RADIOTELEVISIONE ITALIANA Spa, pervenuto in data 24 settembre 1999;

VISTA la richiesta di parere all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, inviata in data 14 ottobre 1999, ai sensi dell’art. 1, comma 6, lettera c), n. 11, della legge 31 luglio 1997, n. 249;

CONSIDERATO quanto segue:

1. Le parti

RAI – RADIOTELEVISIONE ITALIANA Spa (di seguito RAI) è la società titolare della concessione del servizio pubblico radiotelevisivo. Opera mediante tre canali radiofonici e tre canali televisivi a diffusione nazionale. Nel 1998 la RAI ha realizzato un fatturato di 4.647 miliardi di lire, di cui 4.543 miliardi a livello nazionale.

Le società MONTESTELLA Srl e RETE ITALIA Srl, sono imprese di radiodiffusione sonora in ambito locale, entrambi operanti in Lombardia.

2. Descrizione dell’operazione

La RAI ha intrapreso una politica di acquisizioni di frequenze e dei relativi impianti radiofonici, finalizzata all’approntamento della rete dedicata alla trasmissione dei lavori parlamentari, nonché al rafforzamento del segnale delle proprie emittenti in modulazione di frequenza.

Nel caso di specie la RAI intende acquistare due impianti di trasmissione radiofonica da MONTESTELLA Srl e tre impianti di trasmissione radiofonica da RETE ITALIA Srl, al fine di migliorare il servizio radiofonico di modulazione di frequenza in Lombardia.

3. Qualificazione delle operazioni

Le operazioni in esame, in quanto comportano l’acquisizione del controllo di parti di imprese, costituiscono ciascuna una concentrazione ai sensi dell’art. 5, comma 1, lettera b), della legge n. 287/90.

Esse rientrano nell’ambito di applicazione della legge n. 287/90, non ricorrendo le condizioni di cui all’art. 1 del Regolamento CEE 4064/89, così come modificato dal Regolamento CE n. 1310/97, e sono soggette all’obbligo di comunicazione preventiva disposto dall’art. 16, comma 1, della medesima legge, in quanto il fatturato realizzato a livello nazionale dall’insieme delle imprese interessate è superiore a 710 miliardi di lire.

4. Il mercato rilevante

Ai fini della presente valutazione, i mercati interessati dalle operazioni sono quelli della raccolta pubblicitaria destinata alla radiofonia. Tali mercati possono essere considerati distinti, seppur contigui, a quello della raccolta pubblicitaria destinata agli altri mezzi classici di comunicazione. Sui mercati della raccolta pubblicitaria destinata alle radio sono presenti sia le emittenti private che la RAI, in quanto tutte le emittenti competono per l’acquisizione della raccolta pubblicitaria che costituisce la loro principale fonte di finanziamento.

L’attività in questione è caratterizzata da uno stretto legame tra la quota detenuta da un’emittente sul mercato della raccolta pubblicitaria radiofonica e la percentuale di ascolti registrata. La raccolta di pubblicità da parte delle emittenti radiofoniche è infatti fortemente condizionata dal successo che ciascuna di esse riesce a ottenere presso gli ascoltatori. In genere, le radio con elevati indici di ascolto possono garantire alle imprese che acquistano spazi pubblicitari una maggiore diffusione del messaggio pubblicitario e, pertanto, hanno più elevate possibilità di ottenere risorse pubblicitarie. D’altra parte, la disponibilità di risorse pubblicitarie permette alle emittenti radiofoniche di acquistare programmi di successo, che consentono loro di mantenere degli elevati indici di ascolto.

La quota del mercato pubblicitario detenuta da ciascuna emittente radiofonica a diffusione nazionale è dunque da considerarsi direttamente proporzionale all’indice di ascolto che la stessa fa registrare.

L’ambito geografico del mercato può essere individuato con riferimento alla diffusione territoriale del messaggio pubblicitario, legato alla zona di irradiazione del segnale dell’emittente. Al riguardo, è possibile distinguere due categorie di emittenti, ossia quelle operanti a livello locale (regionale o sub-regionale) e quelle che irradiano i propri programmi sul complesso del territorio nazionale.

In conseguenza del citato legame fra gli ascolti e la raccolta pubblicitaria, appare necessario identificare mercati distinti della raccolta pubblicitaria radiofonica, relativi all’ambito nazionale e ai vari ambiti locali. Infatti, la diversa copertura territoriale del segnale differenzia il target di ascoltatori raggiungibile nei due casi e, conseguentemente, il tipo di inserzionisti che acquistano gli spazi pubblicitari radiofonici. In un caso, infatti, gli inserzionisti saranno imprese che vendono i propri prodotti e servizi sull’intero territorio nazionale, mentre nel secondo caso gli spazi pubblicitari saranno venduti, prevalentemente se non esclusivamente, a soggetti la cui attività è limitata alla zona coperta dal segnale dell’emittente locale.

La RAI, impresa acquirente degli impianti e delle relative frequenze, opera esclusivamente a livello nazionale e la sua raccolta pubblicitaria deriva dalla vendita di spazi radiofonici a inserzionisti che operano a livello nazionale. Gli impianti e le frequenze acquisiti, pur provenendo da imprese che operano quasi esclusivamente a livello locale, sono idonei a estendere e rinforzare la copertura territoriale delle trasmissioni della RAI, a incrementarne l’ascolto e, di conseguenza, i ricavi pubblicitari. L’ambito geografico del mercato in oggetto deve quindi ritenersi costituito dal territorio nazionale.

Il mercato rilevante per la valutazione delle operazioni in esame risulta pertanto quello della raccolta pubblicitaria destinata alla radiofonia nazionale.

La struttura dell’offerta nel mercato rilevante

Secondo stime effettuate dalla ACNielsen Nasa, nel 1998 il valore del mercato della raccolta pubblicitaria destinata alle radio nazionali è stato di circa 427 miliardi di lire, con un incremento di circa il 20,7 % rispetto al 1997. Secondo le stesse stime, il 44% dei ricavi complessivi (48,6% nel 1997) è attribuibile alla raccolta pubblicitaria della RAI.

Anche le stime che la RAI ha fornito sulle proprie quote di mercato non si discostano dai suddetti dati (45% nel 1998, rispetto al 47% del 1997), riferite a 142,2 miliardi di ricavi pubblicitari radiofonici registrati dalla RAI nel 1998.

La RAI percepisce inoltre un canone quale corrispettivo del servizio pubblico radiotelevisivo. Gli incassi relativi al canone nel 1998 sono stati pari a oltre 2.400 miliardi di lire.

Va infine rilevato che, ai sensi dell’art. 8, comma 6, della legge 6 agosto 1990, n. 223, la raccolta pubblicitaria radiofonica della RAI risulta sottoposta a limiti quantitativi, pari al 4% dell’orario settimanale di programmazione, e al 12% per ogni ora (la cui eventuale eccedenza, non superiore al 2%, deve essere recuperata nell’ora antecedente o successiva). Per i concessionari privati, l’art. 8, comma 8, della stessa legge stabilisce che la trasmissione di messaggi pubblicitari radiofonici non può eccedere per ogni ora di programmazione il 18% della radiodiffusione sonora in ambito nazionale.

In base a stime elaborate dalla SIPRA, società controllata da RAI e sua concessionaria per la raccolta pubblicitaria, le quote di mercato delle principali imprese concessionarie concorrenti sono le seguenti:

Tabella 1

Quote di raccolta pubblicitaria radiofonica nazionale

Concessionaria Emittenti Quota
Radio & Reti Radio Dimensione Suono, Radio Italia

Network, Lattemiele, Radio Cuore

23%

Sper-Manzoni Radio Deejay, Cnr, Radio 101

12%

99 Pubblicità Radio Studio 105, Radio Montecarlo

12%

Open Space RTL 102, Radio Kiss Kiss

8%

 

Fonte: stime SIPRA

Nella tabella 2 sono riportati i risultati per il primo semestre dell’anno 1998 relativi alle quote di ascoltatori registrate dalle emittenti radiofoniche a diffusione nazionale, ovvero dalle cinque emittenti della RAI, dalle dodici emittenti dotate di concessione per la trasmissione sul territorio nazionale e dalle quattro c.d. “Syndications”.

 

Tab. 2 Ascoltatori (in migliaia) totali delle diverse emittenti nel giorno medio, primo semestre 1998

Emittenti

ascoltatori

(giorno medio)

quota su popolazione

(giorno medio)

quota su ascoltatori

(giorno medio)

RAI

17.918

35,0%

50,08%

Rai radiouno

8475

16,5%

24,0%

Rai radiodue

6243

12,2%

17,7%

Rai radiotre

1798

3,5%

5,1%

Isoradio

1105

2,2%

3,1%

Notturno italiano

297

0,6%

0,8%

private con concessione:
Radio Deejay network – Rete Italia – Radio Capital

5568

10,9%

15,8%

Radio Dimensione Suono

4932

9,6%

14,0%

RTL 102.5

3990

7,8%

11,3%

Radio 105 network

3448

6,7%

9,8%

Radio Montecarlo

2070

4,0%

5,9%

Radio Maria

1750

3,4%

5,0%

Radio Italia network

1517

3,0%

4,3%

Radio Kiss Kiss network

1182

2,3%

3,3%

Radio 101

1132

2,2%

3,2%

Radio Radicale

579

1,1%

1,6%

altre private (syndications):
Radio Italia musica italiana

4072

7,9%

11,5%

Radio Cuore

1749

3,4%

5,0%

Radio Lattemiele

1970

3,8%

5,6%

Radio Station One

372

0,7%

1,1%

TOTALE ASCOLTATORI

35299

100,0%

TOTALE POPOLAZIONE

51240

100,0%

 

Fonte Audiradio

5. Il parere dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni

In data 14 ottobre 1999 è stata inviata la richiesta di parere, ai sensi dell’art. 1, comma 6, lettera c), n. 11, della legge 31 luglio 1997 n. 249, all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni che non ha provveduto a rilasciare il parere richiesto.

6. Effetti delle operazioni di concentrazione

Le emittenti che hanno effettuato le cessioni di impianti radiofonici e di frequenze alla RAI raccolgono pubblicità prevalentemente, se non esclusivamente, a livello locale.

Appare tuttavia ragionevole ritenere che la posizione di RAI non si modifichi in misura significativa a seguito delle concentrazioni, tenuto conto dell’esiguo numero di impianti di trasmissione radiofonica e di frequenze che intende acquisire.

RITENUTO, pertanto, che le operazioni in esame non determinano, ai sensi dell’art. 6, comma 1, della legge n. 287/90, il rafforzamento di una posizione dominante sui mercati interessati tale da eliminare o ridurre in modo sostanziale e durevole la concorrenza;

DELIBERA

di non avviare l’istruttoria di cui all’art. 16, comma 4, della legge n. 287/90.

Le conclusioni di cui sopra saranno comunicate, ai sensi dell’art. 16, comma 4, della legge n. 287/90, alle imprese interessate e al Ministro dell’Industria, del Commercio e dell’Artigianato.

Il presente provvedimento verrà pubblicato ai sensi di legge.

IL SEGRETARIO GENERALE

Alberto Pera

IL PRESIDENTE

Giuseppe Tesauro