26 marzo 2001 Sentenza n. 120/01 del Tribunale di Teramo, Sez. Penale

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26 MARZO 2001

SENTENZA N.120/01 DEL TRIBUNALE DI TERAMO, SEZ. PENALE

 

 

IL GIUDICE PER L’UDIENZA PRELIMINARE DR.SSA ANTONELLA DI CARLO HA PRONUNCIATO LA SEGUENTE

SENTENZA

NEL PROCEDIMENTO PENALE

CONTRO

XX OMISSIS….

AVV. DI FIDUCIA MARCO ROSSIGNOLI DI ANCONA

 

 IMPUTATO:              LIBERO- CONTUMACE

A) Del reato p. e p. dall’at. 432 c.p. perché, quale legale rappresentante della s.r.l. Radio “A.A”  poneva in pericolo la sicurezza del trasporto aereo producendo interferenze alle radiocomunicazioni degli aeromobili in volo su frequenza di chiamata e soccorso di 118, 450 MHZ riservata dal Piano Nazionale di Ripartizione delle Radiofrequenze ai servizi di radio-navigazione aeronautica.
In Teramo loc. Magnanella accertato il 6.5.1999
B) Del reato p. e p. dall’art. 340 c.p. perché, mediante la condotta di cui al capo che precede, turbava la regolarità del servizio di trasporto aereo, di pubblica necessità.

Ibidem accertato il 6.5.1999

MOTIVAZIONE

Il 6/5/1999 il centro di assistenza al volo di Pescara segnalava interferenze alle radiocomunicazioni degli aeromobili in volo sulla frequenza 118.450 Mhz di chiamata e soccorso riservata dal piano nazionale di ripartizione delle radio frequenze ai servizi di radio navigazione aeronautica.
I tecnici dell’ispettorato territoriale Abruzzo e Molise del centro controllo Radiofrequenze, a  seguito di ricognizione, individuavano che il segnale interferente proveniva dalla località Acquachiara di Magnanella di Teramo e, a seguito di sopralluogo, rilevavano che sulla frequenza 118.450 Mhz si riceveva un segnale anomalo recante le modulazioni delle eminenti radiofoniche RADIO “A A”  e RADIO “B B” operanti sulle frequenze 107.750 Mhz e 97.050 Mhz , mentre sulla frequenza 117.800 si riceveva un altro segnale anomalo recante le modulazioni delle emittenti radiofoniche RADIO “A A” e RADIO “C C”  operanti sulle frequenze 107.750 Mhz e 97.05 Mhz.
Il consulente tecnico del P.M., portatosi in zona in data 11/7/2000 e riscontrato che l’emittente radiofonica RADIO “A A” che occupa in questa sede trasmetteva ancora sulla stessa frequenza 107.750 di pertinenza, ha accertato che l’interferenza sulla frequenza 118.450 Mhz del 6/5/99 si è prodotta per un fenomeno di intermodulazione del IIl° ordine nel senso che la frequenza f1 (portante dell’emittente RADIO “B B”),e quella 2f2 (armonica secondaria dell’emittente RADIO “A A”) si sono combinate per effetto del trasmettitore di RADIO “A A” non estremamente selettivo perché privo di filtri a doppia cavità e l’apparecchiatura ricevente dell’aeroporto non è riuscita a discriminare il segnale dell’armonica secondaria di RADIO “A A” emesso da un trasmettitore a circa 50 chilometri perché non di ottima qualità, non essendo dotato di filtri in ingresso necessari per minimizzare i prodotti di intermodulazione sia in banda che fuori banda.
Ciò posto, ritiene il Giudicante che all’imputato XX , quale legale rappresentante della srl RADIO “A A”, non sia ascrivibile il reato di cui all’art. 432 c.p. di cui al capo a) perché, accertata la riconducíbilità dell’interferenza ad anomalia di funzionamento per insufficienza di dotazioni tecniche, non si rinvengono in atti elementi che possano suffragare la parte dell’imputato la perseguibilità o, quanto meno, la prevedibilità sub specie di dolo eventuale della situazione di pericolo.
Quanto al reato sub b) di cui all’art. 340 c.p., fattispecie generica e residuale quando espressamente non siano ravvisabili casi previsti da particolari disposizioni di legge, per il principio di specialità di cui all’art. 9 legge 689/91 deve riscontrarsi la sussistenza e quindi l’applicabilità dell’illecito amministrativo di cui agli artt. 1 e 3 della legge 110/83 perché, ferma l’attività di turbamento in entrambe le ipotesi, l’illecito amministrativo contempla proprio la protezione delle radiocomunicazioni relative all’assistenza e alla sicurezza del volo da emissioni, radiazioni o induzioni prodotti da impianti di telecomunicazione, illecito amministrativo, peraltro, già contestato all’emittente RADIO “A A” con verbale del 7.5.99.

P.Q.M.

Visto l’art. 425 c.p.p.;
dichiara non luogo a procedere nei confronti di XX, in ordine al reato ascrittogli al capo a) perché il fatto non costituisce reato e in ordine all’imputazione ascrittagli al capo b) perché, qualificato giuridicamente il fatto come illecito amministrativo di cui agli artt. 1 e 3 legge 110/83, il fatto non è previsto dalla legge come reato.