5/5/17 - Decisione del Consiglio UE per il refarming della banda 700: Marco Rossignoli, Aeranti-Corallo: "Nel processo di riallocazione delle frequenze non si penalizzino le tv locali"

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Nei giorni scorsi, il Consiglio dell’Unione Europea ha adottato la decisione per il c.d. “refarming” della banda a 700 Mhz per i servizi mobili a larga banda (5G).
Viene confermato il calendario dei diversi passaggi: entro il 31 dicembre 2017 dovranno essere completati gli accordi di coordinamento transfrontaliero delle frequenze all’interno della UE; entro il 30 giugno 2018 i Paesi dell’Unione dovranno elaborare un piano per la riassegnazione di tali frequenze ai servizi di larga banda; il 30 giugno 2020 – data coincidente con il previsto lancio delle reti 5G in Europa - gli Stati dell’Unione autorizzeranno l’impiego della banda 700 per gli usi mobili.
Viene, inoltre, confermata la flessibilità sino a due anni per motivi giustificati, tra i quali i problemi di coordinamento transfrontaliero irrisolti; la necessità di assicurare la migrazione tecnica di un’ampia fetta della popolazione verso standard di trasmissione avanzati (Dvbt-2); i costi finanziari della transizione superiori ai ricavi previsti; le cause di forza maggiore.
La votazione finale del Consiglio UE conclude la procedura di prima lettura del provvedimento (l’Europarlamento aveva, infatti, già votato il 15 marzo). Si prevede che entrambe le istituzioni firmeranno l’atto giuridico a metà del corrente mese di maggio, mentre la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale europea avverrà il 30 maggio (con entrata in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione).

Commentando la decisione del Consiglio UE, l’avv. Marco Rossignoli, coordinatore Aeranti-Corallo ha dichiarato: “Considerata la complessità della situazione italiana, è indispensabile che il refarming nel nostro Paese avvenga entro il 2022, sulla base della flessibilità prevista dalla UE”. Rossignoli ha quindi proseguito: “Il passaggio della banda 700 dal servizio tv alla larga banda in mobilità ridurrà, a regime, i canali Uhf a disposizione della televisione italiana dagli attuali 40 a 28. Di questi, 14 dovranno essere coordinati con gli Stati esteri confinanti.” Marco Rossignoli ha, quindi, aggiunto: “E’ importante che tale processo non penalizzi ulteriormente le emittenti televisive locali. Va, infatti, ricordato che nel 2012 sono già stati dismessi i 9 canali - assegnati alle tv locali - della banda 800 (canali 61-69 Uhf) e che molte tv locali hanno dovuto dismettere ulteriori canali nel corso del 2016, per le problematiche interferenziali con i Paesi esteri confinanti. Peraltro – ha concluso Rossignoli - i canali 49-60 sono prevalentemente utilizzati dalle tv nazionali. Occorre che di tutto ciò si tenga pienamente conto.”
(Nella foto: Marco Rossignoli)

 

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