23/2/18 - Disponibile per la consultazione la nuova edizione del Teleradiofax - periodico di Aeranti-Corallo - n. 4/2018 del 23 febbraio

News Aeranti-Corallo

TELERADIO

Disponibile il numero 4/2018 del TeleRadioFax, periodico di Aeranti-Corallo.

In questo numero:


• Ascolti della radio su più piattaforme: la lettura dei dati Ter 2017 conferma il primato della diffusione in Fm
• Rinnovato l'accordo con la Scf per le radio locali. La nuova convenzione scadrà il 31 dicembre 2021
• Il ruolo di radio e televiioni locali nella comunicazione politica sul territorio
• Ccnl Aeranti-Corallo - Fnsi per il lavoro giornalistico nelle imprese radiotelevisive locali: dal 1° maggio 2018 scatta il secondo aumento dei minimi retributivi
• Il Tar Lazio respinge richiesta di sospensiva del decreto attuativo del regolamento in materia di contributi all'emittenza locale
• Mercato della pubblicità in Italia: nel 2017 lieve calo della raccolta in tv, cresce la radio
• Pubblicato il rapporto Agcom sul consumo di informazione in Italia. Tv e radio si confermano i principali mezzi di comunicazione cui sono esposti i cittadini
• Domande per i contributi tv locali commerciali: impegni su televendite e telegiornali


QUI PER LEGGERE LA NUOVA EDIZIONE DEL TELERADIOFAX

 

22/2/18 - Liberazione Banda 700, il coordinamento internazionale dell'Italia

News Aeranti-Corallo

FotoRoss30 DSC5589-2Nel recente incontro organizzato dalla Dgpgsr del Ministero è stato svolto un aggiornamento sull’attività relativa alla liberazione della banda 700 Mhz (canali televisivi da 49 a 60). Come noto, infatti, il Parlamento e il Consiglio europeo, con la Decisione (UE)2017/899 del 17 Maggio 2017, hanno stabilito la tempistica e le modalità di liberazione della Banda 700 Mhz, invitando tutti i Paesi membri a stipulare, con tutti i Paesi radioelettricamente confinanti, entro la fine del 2017, appropriati accordi per la ripianificazione della banda 474-694 MHz, nonché la gestione del periodo transitorio.
L’Italia ha concluso i sopracitati accordi con tutti i Paesi membri confinanti e con alcuni Paesi non appartenenti alla UE, attraverso incontri bilaterali e multilaterali.
Inoltre, entro il 30 giugno 2018, gli Stati membri dell’UE dovranno adottare e rendere pubblici i relativi piani nazionali per la liberazione della banda 700 Mhz.
Allo stato attuale, l’Italia ha siglato gli accordi di coordinamento internazionale con i Paesi indicati nella sottostante tabella.
Le “aree di coordinamento” sono aree del territorio concordate con le Amministrazioni confinanti per la ripartizione della risorsa spettrale su base esclusiva.
In ciascuna area, viene operata una suddivisione dei 28 canali disponibili (almeno 14 per l’Italia) su ciascuno dei due versanti.
Nelle aree di coordinamento viene stabilito il divieto di utilizzo delle frequenze non attribuite all’Italia dagli accordi sottoscritti. Fuori dalle aree di coordinamento, viene garantita la protezione dei diritti stabiliti nei singoli accordi.
Le aree di coordinamento “multiple” (che ricomprendono, cioè, più Stati) sono quattro, e precisamente: Tirrenica; Adriatica; Svizzera e Maltese.

tabellaaree.png

Si evidenzia che con l’Austria, considerata l’orografia del territorio interessato, l’area di coordinamento è stata limitata a singole postazioni di confine valutate interferenti e operanti in zone limitrofe del territorio; con la Spagna, inoltre, allo scopo di poter avere piena disponibilità frequenziale nell’area Tirrenica, sono stati accordati criteri tecnici finalizzati all’impiego di tutti e 28 i canali disponibili.
Nel coordinamento internazionale della banda uhf, è stata valutata, ove possibile, la conservazione delle assegnazioni di GE06, al fine di ridurre i costi per la migrazione.

(Nella foto: Marco Rossignoli)

 

21/2/18 - Il 1° aprile 2018 scade il termine per il pagamento del contributo pro Agcom da parte dei soggetti tenuti al relativo versamento

News Aeranti-Corallo

avv-Marco-Rossignoli slimLa delibera Agcom n. 426/17/CONS (pubblicata in G.U. n. 22 del 27 gennaio 2018), ha fissato la misura e le modalità di versamento del contributo dovuto all’Autorità, per l’anno 2018, dai soggetti che operano nei settori delle comunicazioni elettroniche e dei servizi media.
L’Agcom ha previsto, al fine del versamento del contributo, due diverse aliquote, una  per i soggetti di cui all’art. 34 del Codice delle Comunicazioni Elettroniche (cioè per i soggetti che corrispondono diritti amministrativi allo Stato quali titolari di autorizzazione generale e/o di diritti di uso di frequenze), con aliquota pari all’1,35 per mille dei ricavi, l’altra per i soggetti operanti nei restanti mercati, cioè dei soggetti operanti nei settori dei servizi media, con aliquota pari all’1,9 per mille dei ricavi.
Non sono tenuti al versamento dei contributi i soggetti il cui imponibile sia pari o inferiore a euro 500.000, le imprese che versano in stato di crisi, avendo attività sospesa, in liquidazione ovvero essendo soggette a procedure concorsuali e le imprese che hanno iniziato la loro attività nell’anno 2017.
Il versamento del contributo da parte delle imprese tenute allo stesso dovrà essere effettuato entro il 1° aprile 2018.
Le istruzioni operative per il versamento del contributo 2018 e il relativo modello telematico per la comunicazione dei dati anagrafici ed economici da parte di ciascun contribuente dovrebbero, a breve, essere resi disponibili dall’Agcom nel proprio sito web.

(Nella foto: Marco Rossignoli)

 

15/2/18 - Radiofonia anche via web: aggregatori o app dedicate?

News Aeranti-Corallo

rossignoli-microfonoNell’attuale universo di diffusione dei contenuti radiofonici, dove la presenza su più piattaforme diviene quanto mai necessaria al fine di presidiare tutte le possibili nicchie di mercato, ci soffermiamo in questo articolo sull’opportunità di essere presenti anche nel c.d. “mondo online”, attraverso aggregatori e/o app dedicate.

Il punto di partenza è, evidentemente, quello di rendere disponibili i propri contenuti (diffusi via etere terrestre) anche in streaming online su internet. Una volta soddisfatto questo requisito di base, occorre trovare soluzioni per farsi facilmente individuare nella moltitudine di contenuti del web. Le due strade praticabili – complementari - sono quella di una  app dedicata e quella della presenza sui cosiddetti aggregatori.
Entrambe le soluzioni presentano pro e contro. L’app dedicata consente una maggiore interazione con l’utente finale, permette (a seconda dei casi) l’inserimento di contenuti audiovisivi e di informazioni testuali aggiuntivi, nonché la gestione della pubblicità effettuata direttamente dall’emittente. Tale soluzione richiede, tuttavia, che l’app sia resa disponibile nei principali store, quantomeno per i due sistemi operativi maggiormente diffusi (Android e Apple iOs). Occorre, inoltre, che l’editore realizzi una app ad hoc.
Il principale limite delle app dedicate è legato al fatto che si tratta, comunque, di applicazioni “monomarchio”, che consentono di ascoltare sui dispositivi connessi una sola radio (o un solo bouquet, nel caso in cui un editore sia titolare di più marchi o decida di diffondere i c.d. “brand bouquet”, cioè declinazioni più o meno monotematiche di uno stesso marchio).
La soluzione dell’app dedicata è probabilmente la scelta più semplice da sviluppare per chi dispone di un marchio forte, dove, cioè, l’emittente è molto conosciuta nel proprio territorio e dove è presente uno zoccolo duro di radioascoltatori legati al marchio della radio.
Diversa è, invece, la funzionalità degli aggregatori, che consentono all’utente, con un singolo programma applicativo, di accedere a una moltitudine di contenuti. Si tratta, insomma, di una sorta di porta di accesso al variegato mondo dei contenuti radiofonici disponibili sul web, che offre all’utente una scelta di contenuti molto più ampia di quella disponibile con la sola fruizione in Fm (dove, come evidente, si possono ascoltare solo le radio diffuse da trasmettitori presenti nella zona di ascolto).
Occorre, tuttavia, evidenziare che all’interno di un aggregatore diventa complicato far notare il proprio contenuto radiofonico in mezzo a un’offerta rappresentata da un numero di radio molto elevato, in alcuni casi provenienti da tutto il mondo, in quanto non vi è sostanzialmente alcuna differenza (in termini di immagine percepita dall’utente) tra radio strutturate e diffuse primariamente via etere terrestre e radio disponibili solo via web. E allora, come farsi trovare? Occorre rafforzare l’identità del proprio marchio, puntando sulla c.d. “brand identity”. Occorre, cioè, far sì che i propri ascoltatori abbiano ben chiari l’immagine, il logo e il nome della radio preferita. Un marchio forte e conosciuto fa sì che, qualunque sia la piattaforma diffusiva, il radioascoltatore si faccia soggetto attivo nella ricerca della propria stazione radio. Non è una sfida facile, ma è l’unica possibile.
In questa sfida per il rafforzamento della brand identity, gioca un ruolo decisivo l’azione di promozione diretta che le emittenti possono svolgere attraverso tutti i canali: anzitutto promuovendo e comunicando la propria presenza su internet nel corso dei programmi (invitando, ad esempio, a scaricare la propria app, se disponibile, e comunicando agli ascoltatori la propria presenza sui principali aggregatori radio).
Tale azione promozionale deve, inoltre, essere condotta con forza sia attraverso il proprio sito internet, sia mediante la continua stimolazione degli utenti attraverso i social network.
Oggi promuovere il proprio marchio e i propri contenuti è certamente complesso e richiede un’azione coordinata di tutte le professionalità operanti nell’emittente: solo un’azione sinergica può portare frutti che si possono tradurre, per il radioascoltatore, in una efficace esperienza multicanale.
(Nella foto: Marco Rossignoli)
 

14/2/18 - Aeranti-Corallo e Associazione Radio Locali - Frt siglano il rinnovo dell'accordo con la Scf per le imprese radiofoniche locali. La nuova convenzione scadrà il 31 dicembre 2021

News Aeranti-Corallo

marco-rossignoli-enzo-mazza-roberto-giovanniniAeranti-Corallo e Associazione Radio Locali - Frt hanno rinnovato il 14 febbraio u.s. la convenzione con la SCF srl per i diritti connessi relativi alla comunicazione al pubblico, in tecnica analogica e/o digitale, via etere terrestre, via satellite e via cavo, di fonogrammi del repertorio della SCF mediante il loro inserimento nel palinsesto delle emittenti radiofoniche associate. Con la stessa convenzione viene concesso anche il diritto di copia, il diritto di diffondere i fonogrammi anche in simulcast via internet e il diritto di mettere a disposizione del pubblico, attraverso i rispettivi siti web, i programmi radiofonici in modalità podcast e/o audio on demand.
La nuova convenzione scadrà il 31 dicembre 2021.

(Nella foto: il momento della firma. A sinistra Roberto Giovannini per Associazione Radio Lpcali-Frt, al centro Marco Rossignoli per Aeranti-Corallo, a destra Enzo Mazza per Scf)

 
Altri articoli...

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, clicca qui..

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.