16/10/17 - Radio digitale DAB+: partono in Piemonte occidentale le trasmissioni radiofoniche in tecnica digitale delle radio locali Aeranti-Corallo riunite nella società consortile "Radiofonia locale digitale Torino-Cuneo"

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Marco-Rossignoli-Radio-LocaliHanno preso il via oggi le trasmissioni radiofoniche digitali DAB+ della Radiofonia Locale Digitale Torino-Cuneo, società consortile partecipata da dodici imprese radiofoniche locali associate AERANTI-CORALLO (concessionarie per le trasmissioni radiofoniche analogiche autorizzate quali fornitori di contenuti per la radiofonia digitale terrestre in ambito locale), per l’esercizio dell’attività di operatore di rete per la radiofonia digitale terrestre (in tecnica dab+) nel territorio corrispondente al bacino delle province di Torino e Cuneo. Le emissioni avvengono sul blocco 12D.

La società consortile è partecipata dalle seguenti emittenti radiofoniche locali AERANTI-CORALLO (in ordine alfabetico): Amica Radio; Radio 5 Solo Musica Italiana; Radio Alba Viva; Radio Beckwith Evangelica; Radio Canelli Monferrato; Radio City; Radio Frejus; Radio Mater Nord; Radio Piemonte Sound; Radio Savona Sound; Radio Vallebelbo National Sanremo; Tele Radio Savigliano.

Il coordinatore AERANTI-CORALLO, avv. Marco Rossignoli, ha dichiarato a tale proposito: “Nell’importante bacino di Torino e Cuneo, le 12 imprese radiofoniche locali della società consortile “Radiofonia locale digitale Torino-Cuneo”, associate AERANTI-CORALLO, diffondono da oggi i propri programmi, oltre che in tecnica analogica, anche in tecnica digitale, offrendo all’utenza una sempre maggiore qualità del servizio. Occorre, ora – ha aggiunto Rossignoli - che le emittenti radiofoniche locali, che hanno dimostrato concretamente interesse per questa tecnologia, vengano messe nelle condizioni di poter essere protagoniste, in tutto il Paese, nei nuovi scenari digitali”.

“E’ infatti inaccettabile – ha concluso Rossignoli – che in molte regioni italiane le radio locali non possano ancora accedere alla nuova tecnologia”.

(Nella foto: Marco Rossignoli)

 

12/10/17 - Pubblicato oggi in Gazzetta ufficiale il nuovo regolamento per i contributi statali a tv e radio locali

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Marco RossignoliE' stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 239 del 12 ottobre 2017 il DPR 23 agosto 2017 n. 146 recante il nuovo regolamento concernente i criteri di riparto tra i soggetti beneficiari e le procedure di erogazione delle risorse del Fondo per il pluralismo e l'innovazione dell'informazione in favore delle emittenti televisive e radiofoniche locali (qui il link per accedere al Regolamento).
Tale DPR disciplina il riconoscimento dei contributi a decorrere dal 2016. Le modalità di presentazione con procedura telematica delle domande e la documentazione da presentare verranno stabilite con decreto del Ministro dello Sviluppo economico di prossima emanazione, ai sensi dell'art 5.2 del DPR. Con il medesimo decreto devono essere fissati i termini di presentazione delle domande per i contributi relativi agli anni 2016 e 2017 (Le domande delle radio locali relative all'anno 2016, presentate entro il 30 ottobre 2016, divengono prive di efficacia e potranno essere ripresentate dalle radio locali in possesso dei requisiti previsti dalla nuova regolamentazione. Le domande 2017 delle radio locali, non dovranno esser presentate entro il 30 ottobre 2017, bensì nel termine che verrà fissato con il suddetto emanando decreto del Ministero dello Sviluppo economico).
A regime, a partire dal 2018, il termine per la presentazione delle domande è previsto per il 28 febbraio di ciascun anno.
Tale Regolamento è stato adottato a i sensi della legge di stabilità 2016 che ha destinato parte delle risorse derivanti dal recupero dell'evasione del Canone Rai, - fino a 100 milioni di euro - per il Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione.
Da tale ammontare, fino a euro 50 milioni saranno destinati alle emittenti radiotelevisive locali e si andranno a sommare alle risorse già previste per il sostegno alle emittenti locali (l'85% sarà destinato alle tv locali e il 15% alle radio locali). La quota di spettanza delle tv locali verrà destinata al 95% alle tv locali commerciali e il 5% alle tv locali comunitarie; la quota di spettanza delle radio locali verrà ripartita al 75% a favore delle radio locali commerciali e al 25% alle radio locali comunitarie.
Tra i requisiti di ammissibilità per l'accesso ai contributi, quello più importante si riferisce ai dipendenti e precisamente: per le emittenti televisive locali commerciali, almeno 14 dipendenti (di cui almeno 4 giornalisti) se il territorio nell'ambito di ciascuna regione per cui è stata presentata la domanda abbia più di 5 milioni di abitanti; almeno 11 dipendenti (di cui almeno 3 giornalisti) se il territorio nell'ambito di ciascuna regione per cui è stata presentata la domanda abbia tra 1,5 e 5 milioni di abitanti;  almeno 8 dipendenti (di cui almeno 2 giornalisti) se il territorio nell'ambito di ciascuna regione per cui è stata presentata la domanda abbia fino a 1,5 milioni di abitanti.
Per le emittenti radiofoniche locali commerciali, tale requisito è di almeno 2 dipendenti a tempo pieno (di cui almeno 1 giornalista).
Per le emittenti comunitarie non sono previsti requisiti di ammissibilità relativi al personale dipendente.

I criteri in base ai quali verranno ripartiti i contributi per le tv locali commerciali sono i dipendenti, tra cui i giornalisti (tale criterio determinerà l’80% del contributo previsto per gli anni 2016 e 2017 e scenderà al 67% a partire dall'anno 2018), gli indici di ascolto Auditel (per gli anni 2016 e 2017, tale criterio determinerà il 17% del contributo, che salirà al 30% a partire dall'anno 2018) e gli investimenti in tecnologie innovative (tale criterio determinerà il 3% del contributo).
I criteri (e i relativi pesi) per le radio locali commerciali  saranno gli stessi, ma, in luogo degli indici di ascolto, si terrà conto dei ricavi per la vendita di spazi pubblicitari.

Gli organismi dirigenti di Aeranti-Corallo esamineranno il testo del nuovo Regolamento il 17 ottobre p.v.

Il testo del nuovo Regolamento è pubblicato a questo link

(Nella foto: Marco Rossignoli)

 

9/10/17 - Approvato dal Governo schema di DLgs su obblighi di programmazione e investimento delle tv nazionali in produzioni italiane ed europee. Escluse da tali obblighi le tv locali

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Rossignoli-Marco-avvocatoCome noto, la legge n. 220/2016 (c.d. “Legge cinema”) prevede, all’art. 34, una specifica delega al governo per adottare uno o più decreti legislativi per la riforma e la razionalizzazione delle disposizioni legislative di disciplina degli strumenti e delle procedure attualmente previsti dall’ordinamento in materia di promozione delle opere italiane ed europee da parte dei fornitori di servizi di media audiovisivi, sia lineari, sia non lineari. Attualmente il Testo unico dei Servizi di media audiovisivi e radiofonici (Tusmar) prevede, all’art. 44, l’obbligo di riservare alle opere europee specifiche quote di tempo di diffusione e di investimento sugli introiti. Tale obbligo non si applica alle emittenti televisive operanti in ambito locale.
Nel Consiglio dei Ministri dello scorso 2 ottobre è stato approvato, in esame preliminare, lo schema di decreto legislativo che modifica le precedenti norme in materia di obblighi di programmazione di opere europee in capo ai fornitori di servizi di media audiovisivi in ambito nazionale.
Tale schema di provvedimento conferma, comunque, che tali obblighi non si applicano ai fornitori di servizi di media audiovisivi in ambito locale. Il provvedimento passa ora all’esame delle Commissioni parlamentari competenti, al Consiglio di stato e alla Conferenza Stato-Regioni per l’espressione dei prescritti pareri di merito.

(Nella foto: Marco Rossignoli)

 

6/10/17 - Disponibile per la consultazione la nuova edizione del Teleradiofax - periodico di Aeranti-Corallo - n. 19/2017 del 6 ottobre

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TELERADIO

Disponibile il numero 19/2017 del TeleRadioFax, periodico di Aeranti-Corallo.

In questo numero:


• Liberazione della Banda 700: prosegue l'attività di coordinamento avviata dall'Italia con i Paesi esteri confinanti
• Il 31 ottobre scade il termine per il pagamento del canone di concessione radio
• Approvato dal Governo, il 2 ottobre u.s., lo schema di Dlgs che incrementa gli obblighi di programmazione e investimento delle tv nazionali nelle produzioni italiane ed europee. Da tali obblighi sono escluse le tv locali
• I risultati del 14° rapporto Censis sui media: la tv e la radio contnuano ad essere i mezzi comunicazione prevalenti degli Italiani
• Agcom avvia l'Osservatorio permanente sul giornalismo
• Il Prof. Antonio Sassano Presidente Fub


QUI PER LEGGERE LA NUOVA EDIZIONE DEL TELERADIOFAX

 

 

6/10/17 - Liberazione Banda 700, prosegue attività coordinamento avviata dall'Italia con i Paesi esteri confinanti

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Rossignoli-Marco-Ancona-AerantiCoralloCome noto, il Ministero dello Sviluppo economico ha avviato, negli scorsi mesi, un’intensa attività di coordinamento con i Paesi esteri confinanti per la liberazione della banda 700 Mhz. Infatti, in base alla decisione del Consiglio UE assunta la scorsa primavera, entro il 31 dicembre del corrente anno dovranno essere conclusi gli accordi di coordinamento transfrontaliero delle frequenze all’interno dell’Unione europea. Inoltre, entro il 30 giugno 2018, gli Stati membri dell’UE dovranno adottare e rendere pubblici i relativi piani nazionali per la liberazione della banda 700 Mhz (canali televisivi da 49 a 60 Uhf).
Attualmente, come reso noto nel corso della riunione tenutasi presso la Dgpgsr del Ministero lo scorso 27 settembre, sono in corso tavoli di coordinamento con tutti i Paesi radioelettricamente confinanti (circa una ventina). Al momento si sono praticamente conclusi gli accordi con la Francia e con la Spagna e sarebbero in fase di conclusione quelli con i Paesi della fascia adriatica. L’accordo con la Francia prevederebbe una suddivisione paritetica delle frequenze Uhf tra Italia a Francia (delle 28 disponibili nelle bande IV e V, 14 sarebbero di competenza dell’Italia e altrettante della Francia). A queste 14 verrebbe aggiunta una rete Vhf (portando così il totale a 15, con un terzo delle stesse riservato alle tv locali). L’accordo con la Spagna riveste una portata limitata, in quanto interessa marginalmente solo alcune aree della Sardegna che dovrebbero essere coordinate con le Isole Baleari.
Per quanto riguarda la fascia adriatica, l’obiettivo è di arrivare a 14 frequenze Uhf (+ 1 Vhf) riservate all’Italia e 14 riservate ai Paesi posti sulla sponda orientale del mare Adriatico (rispetto alla situazione del piano di Ginevra 06, dovrebbe essere recuperata una ulteriore frequenza a favore dell’Italia, posto che al momento, l’Italia dispone di soli 13 canali).
A Nord del Paese, i tavoli di coordinamento con Svizzera e Austria sono in fase avanzata di definizione, mentre rimarrebbe ancora aperto il “fronte Sud”, con una serie di azioni di coordinamento che dovrebbero ancora essere compiute con i Paesi della sponda meridionale del Mediterraneo. Allo stato attuale, devono essere ancora definite le procedure per la dismissione delle frequenze in questione.
Aeranti-Corallo ritiene, comunque, che debbano essere previste misure economiche compensative per gli operatori di rete che rilasceranno le frequenze della banda 700 Mhz.
Al fine di conoscere tempestivamente l’evoluzione della problematica, è auspicabile che la stessa venga affrontata nella prossima manovra di bilancio che il Consiglio dei Ministri dovrebbe approvare a breve e, quindi, sottoporre all’esame del Parlamento.

(Nella foto: Marco Rossignoli)

 
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