15/2/18 - Radiofonia anche via web: aggregatori o app dedicate?

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rossignoli-microfonoNell’attuale universo di diffusione dei contenuti radiofonici, dove la presenza su più piattaforme diviene quanto mai necessaria al fine di presidiare tutte le possibili nicchie di mercato, ci soffermiamo in questo articolo sull’opportunità di essere presenti anche nel c.d. “mondo online”, attraverso aggregatori e/o app dedicate.

Il punto di partenza è, evidentemente, quello di rendere disponibili i propri contenuti (diffusi via etere terrestre) anche in streaming online su internet. Una volta soddisfatto questo requisito di base, occorre trovare soluzioni per farsi facilmente individuare nella moltitudine di contenuti del web. Le due strade praticabili – complementari - sono quella di una  app dedicata e quella della presenza sui cosiddetti aggregatori.
Entrambe le soluzioni presentano pro e contro. L’app dedicata consente una maggiore interazione con l’utente finale, permette (a seconda dei casi) l’inserimento di contenuti audiovisivi e di informazioni testuali aggiuntivi, nonché la gestione della pubblicità effettuata direttamente dall’emittente. Tale soluzione richiede, tuttavia, che l’app sia resa disponibile nei principali store, quantomeno per i due sistemi operativi maggiormente diffusi (Android e Apple iOs). Occorre, inoltre, che l’editore realizzi una app ad hoc.
Il principale limite delle app dedicate è legato al fatto che si tratta, comunque, di applicazioni “monomarchio”, che consentono di ascoltare sui dispositivi connessi una sola radio (o un solo bouquet, nel caso in cui un editore sia titolare di più marchi o decida di diffondere i c.d. “brand bouquet”, cioè declinazioni più o meno monotematiche di uno stesso marchio).
La soluzione dell’app dedicata è probabilmente la scelta più semplice da sviluppare per chi dispone di un marchio forte, dove, cioè, l’emittente è molto conosciuta nel proprio territorio e dove è presente uno zoccolo duro di radioascoltatori legati al marchio della radio.
Diversa è, invece, la funzionalità degli aggregatori, che consentono all’utente, con un singolo programma applicativo, di accedere a una moltitudine di contenuti. Si tratta, insomma, di una sorta di porta di accesso al variegato mondo dei contenuti radiofonici disponibili sul web, che offre all’utente una scelta di contenuti molto più ampia di quella disponibile con la sola fruizione in Fm (dove, come evidente, si possono ascoltare solo le radio diffuse da trasmettitori presenti nella zona di ascolto).
Occorre, tuttavia, evidenziare che all’interno di un aggregatore diventa complicato far notare il proprio contenuto radiofonico in mezzo a un’offerta rappresentata da un numero di radio molto elevato, in alcuni casi provenienti da tutto il mondo, in quanto non vi è sostanzialmente alcuna differenza (in termini di immagine percepita dall’utente) tra radio strutturate e diffuse primariamente via etere terrestre e radio disponibili solo via web. E allora, come farsi trovare? Occorre rafforzare l’identità del proprio marchio, puntando sulla c.d. “brand identity”. Occorre, cioè, far sì che i propri ascoltatori abbiano ben chiari l’immagine, il logo e il nome della radio preferita. Un marchio forte e conosciuto fa sì che, qualunque sia la piattaforma diffusiva, il radioascoltatore si faccia soggetto attivo nella ricerca della propria stazione radio. Non è una sfida facile, ma è l’unica possibile.
In questa sfida per il rafforzamento della brand identity, gioca un ruolo decisivo l’azione di promozione diretta che le emittenti possono svolgere attraverso tutti i canali: anzitutto promuovendo e comunicando la propria presenza su internet nel corso dei programmi (invitando, ad esempio, a scaricare la propria app, se disponibile, e comunicando agli ascoltatori la propria presenza sui principali aggregatori radio).
Tale azione promozionale deve, inoltre, essere condotta con forza sia attraverso il proprio sito internet, sia mediante la continua stimolazione degli utenti attraverso i social network.
Oggi promuovere il proprio marchio e i propri contenuti è certamente complesso e richiede un’azione coordinata di tutte le professionalità operanti nell’emittente: solo un’azione sinergica può portare frutti che si possono tradurre, per il radioascoltatore, in una efficace esperienza multicanale.
(Nella foto: Marco Rossignoli)
 

14/2/18 - Aeranti-Corallo e Associazione Radio Locali - Frt siglano il rinnovo dell'accordo con la Scf per le imprese radiofoniche locali. La nuova convenzione scadrà il 31 dicembre 2021

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marco-rossignoli-enzo-mazza-roberto-giovanniniAeranti-Corallo e Associazione Radio Locali - Frt hanno rinnovato il 14 febbraio u.s. la convenzione con la SCF srl per i diritti connessi relativi alla comunicazione al pubblico, in tecnica analogica e/o digitale, via etere terrestre, via satellite e via cavo, di fonogrammi del repertorio della SCF mediante il loro inserimento nel palinsesto delle emittenti radiofoniche associate. Con la stessa convenzione viene concesso anche il diritto di copia, il diritto di diffondere i fonogrammi anche in simulcast via internet e il diritto di mettere a disposizione del pubblico, attraverso i rispettivi siti web, i programmi radiofonici in modalità podcast e/o audio on demand.
La nuova convenzione scadrà il 31 dicembre 2021.

(Nella foto: il momento della firma. A sinistra Roberto Giovannini per Associazione Radio Lpcali-Frt, al centro Marco Rossignoli per Aeranti-Corallo, a destra Enzo Mazza per Scf)

 

9/2/18 - Disponibile per la consultazione la nuova edizione del Teleradiofax - periodico di Aeranti-Corallo - n. 3/2018 del 9 febbraio

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TELERADIO

Disponibile il numero 3/2018 del TeleRadioFax, periodico di Aeranti-Corallo.

In questo numero:


• Radiofonia anche via web: aggregatori o app dedicate?
• 20 anni di Agcom, celebrazione alla Camera l'8 febbraio
• L'Agcom richiama le emittenti radiotelevisive al rispetto della dignità umana e alla prevenzione dell'incitamento all'odio
• Contributi pubblici a tv e radio locali: 1.044 domande per il 2017. Le domande per il 2018 devono essere presentate entro il 28 febbraio
• Pubblicata la delibera per il contributo pro Agcom per il 2018
• Liberazione della banda 700, gli accordi di coordinamento internazionale stipulati dall'Italia
• Si è riunito il Comitato Media e Minori
• 30 anni di Auditel: incontro alla Camera dei Deputati


QUI PER LEGGERE LA NUOVA EDIZIONE DEL TELERADIOFAX

 

8/2/18 - 1044 le domande pervenute al Ministero per i contributi pubblici tv e radio relativi all'anno 2017

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Rossignoli-AnconaMentre è in corso la procedura per la presentazione delle domande 2018 per i contributi pubblici per radio e tv locali (procedura che si concluderà il prossimo 28 febbraio), sono stati resi noti i numeri delle domande relative ai contributi per l'anno 2017.
La Dgscerp del Ministero dello Sviluppo economico ha, infatti, comunicato che le domande 2017 presentate con la procedura online Sicem (la cui finestra si è chiusa il 31 gennaio 2018) sono state un totale di 1.044 (le domande per il 2016, presentate entro il 21 dicembre 2017, sono state 1.001).
Qui di seguito il dettaglio della ripartizione delle domande 2017 pervenute al Ministero, suddivise per tipologia:
n. 187 domande presentate da FSMA locali commerciali (184 per il 2016);
n. 221 domande presentate da FSMA locali comunitari (211 per il 2016);
n. 319 domande presentate da radio locali commerciali (301 per il 2016);
n. 317 domande presentate da radio locali comunitarie (305 per il 2016).
Rammentiamo che la finestra per la presentazione delle domande online relative all'anno 2018 si chiuderà il prossimo 28 febbraio.

(Nella foto: Marco Rossignoli)

 

1/2/18 - Visual radio, evoluzione o completamento dell'offerta radiofonica in fm?

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rossignolimarco17La progressiva scomparsa di ricevitori domestici per la radio Fm (oggi si stima che siano solo il 50% le famiglie dotate di apparecchio radiofonico in casa) ha posto, per molti editori radiofonici, il problema di trovare forme sostitutive di diffusione del proprio segnale per non perdere gli ascolti cosiddetti “indoor”. Ci soffermiamo, in questa sede, su quella che, a seconda dei casi, può essere vista come evoluzione o completamento dell’offerta radiofonica tradizionale in modulazione di frequenza, e cioè la cosiddetta “visual radio”. L’aggiunta di contenuti video alla normale produzione audio, tipica di ogni radio, costituisce un elemento certamente interessante per arricchire il proprio prodotto editoriale. Tali contenuti video possono essere diversi, a seconda dei casi, e possono comprendere le immagini da studio degli speaker, videoclip dei brani messi in onda oppure immagini di varia natura, inserite ad arricchimento del contenuto audio (per esempio, fotografie, copertine dei dischi messi ìn onda) o, ancora, cartelli grafici informativi, ad esempio sulle condizioni meteo o sul traffico autostradale o sulle news locali.

Come si fa, a questo punto, a diffondere i contenuti di una emittente radiofonica fm (concessionaria per la radiodiffusione terrestre) anche sulla piattaforma televisiva terrestre digitale? Le strade sono sostanzialmente due.
La prima (qualora si voglia veicolare il solo contenuto audio o il contenuto audio assieme al logo con il nome dell’emittente) è quella di essere autorizzati all’attività di fornitori di servizi di media radiofonici (come previsto dalla delibera Agcom n. 664/09/CONS e s.m.i.). In tal caso, la citata autorizzazione (ai sensi dell’art 3, comma 12 della delibera n. 353/11/CONS dell’Agcom) costituisce titolo per effettuare la trasmissione simultanea su frequenze televisive digitali terrestri (piattaforma Dvb-t) del palinsesto  diffuso dallo stesso soggetto su reti radiofoniche terrestri in tecnica analogica.
Viceversa, qualora si intenda trasmettere un contenuto video associato al contenuto audio (appunto, la cosiddetta “visual radio”), sarà necessario conseguire una autorizzazione per Fsma (Fornitore di servizi di media audiovisivi).
Tale autorizzazione, che viene rilasciata dalla Dgscerp del Ministero dello Sviluppo economico, può essere richiesta ex novo allo stesso Ministero; in alternativa è possibile rilevare una autorizzazione (con relativa numerazione Lcn) da soggetti già autorizzati per il bacino (provinciale, pluriprovinciale o regionale) di interesse.
Tale seconda soluzione è preferibile nel caso in cui si intenda avviare da subito la diffusione del proprio programma in modalità visual radio, in quanto consente di azzerare i tempi di istruttoria che la Dgscerp del MiSe richiede per l’evasione della domanda e consente, inoltre, di superare l’eventuale ostacolo della non disponibilità di numerazioni Lcn per il bacino richiesto.
Una volta in possesso della citata autorizzazione per Fsma, occorrerà stipulare un contratto di trasporto con un operatore di rete televisiva digitale terrestre in ambito locale per il bacino autorizzato.
(Nella foto: Marco Rossignoli)
 
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